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Dopo il vertice UE, bilancio non troppo negativo, ma per chi?

LA STAMPA ITALIANA
RASSEGNA ITALIANA – di Ada Pagliarulo, Paolo Martini
“Aiuti all’Est, il piano non passa”, titola oggi il Corriere della Sera. Il Consiglio Ue di ieri, che si è riunito a Bruxelles, ha deciso di non varare piani specifici di sostegno alle economie dei Paesi dell’Est europeo, molto colpiti dalla crisi. “La Merkel si oppone”, spiega il quotidiano. L’editoriale, firmato da Franco Venturini, ricorda che l’Est “rimane una bomba ad orologeria” e se paesi come l’Ungheria o la Lettonia (“i messi peggio”) diventeranno Stati falliti cresceranno i rischi per l’Austria, e poi forse per altri Paesi. Dice Venturini che in questa situazione, quando non è ancora neppure nota la gravità della situazione, l’ammontare dei titoli tossici, il rischio che corrono le economie, è sempre più difficile mettere d’accordo “regole europee sempre più in crisi e interventi pubblici sempre più massicci. Tentativo meritevole, ma fragilissimo davanti all’avanzare della crisi”. “La casa brucia, bisogna spegnere l’incendio e si penserà poi ai danni che avranno fatto i pompieri”, dice Venturini.
Anche Il Sole apre con il vertice Ue: Bocciato il piano per l’Est. I 27 leader europei favorevoli a incentivi anti-crisi coordinati. Interventi e aiuti caso per caso ai paesi che rischiano il default”. Infine l’annuncio della visita del Presidente Usa: “Obama al summit di Praga del 5 aprile”. Editoriale di Adriana Cerretelli sul vertice Ue: “I piccoli passi imposti da una fragile coesione”.
Dove si sottolinea che a bocciare la logica della contrapposizione tra Vecchia e Nuova Europa sono stati per primi proprio i paesi dell’Est: il premier di Bratislava ha infatti sottolineato che “non esiste il buon Ovest e il cattivo Est, quando l’Irlanda sta peggio della Slovacchia”.
Stesse scelte per La Repubblica: Aiuti all’Est in crisi: l’Europa si spacca”.  E poi: “La Merkel stoppa l’accordo al vertice straordinario di Bruxelles: ma non abbandoneremo nessuno”. Infine: “Obama a Praga in aprile”. Il quotidiano romano – come fanno anche altre testate – dà spazio nella prima anche alle elezioni ieri in Carinzia, dove ha trionfato la BZO, il partito fondato da Jorg Haider: “Trionfo postumo di Haider . In Carinzia vince l’ultradestra”.
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ANSA:
Vertice Ue: piano per Est non passa, ma nessuno abbandonato:
L’Espresso:
Vertice Ue, intesa su asset tossici. No ad un piano speciale per l’Est: No aiuti in blocco a Europa est, valutazioni caso per caso. Si allontana l’ipotesi di un piano speciale per aiutare l’Europa orientale ad affrontare la crisi. Non ci sarà alcun intervento in blocco, ma valutazioni caso per caso, anche se nessuno verrà abbandonato. "Non credo che in Europa ci sia una zona speciale, non credo che sia necessario separare diversi paesi all’interno dell’Unione europea, vorrei aiutare tutti i paesi (che ne hanno bisogno), non in particolare l’Europa orientale ", ha dichiarato il primo ministro ceco Mirek Topolanek, presidente di turno della Ue. Il riferimento è all’Ungheria, che ha chiesto di mobilitare risorse tra i 160 e i 190 miliardi di euro per dodici nuovi paesi europei, inclusi Croazia e Ucraina. Idea che non è piaciuta a diversi Paesi. Contraria la Polonia: "Rappresenta un’eccessiva drammatizzazione e mette tutti gli stati membri dell’est Europa in un’unica categoria, sbagliando" ha commentato il ministro polacco agli affari europei, Mikolaj Dowgielewicz. Sulla stessa linea il primo ministro estone Andrus Ansip, il leader dei ministri delle Finanze della zona euro, il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, e la tedesca Angela Merkel, che ha sottolineato che le situazioni vanno esaminate "caso per caso"… L’appello dei Paesi dell’Est. Ma in Belgio oggi si è concretizzata anche la protesta dei Paesi dell’Est, in cui aleggiano preoccupazione e scontento per le strategie europee di rilancio dell’economia. Topolanek, prima dell’incontro "ufficiale", ha partecipato al pre-vertice organizzato da Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Slovacchia e Ungheria. I paesi dell’Est chiedono solidarietà e un maggior sostegno economico: il premier ungherese Ferenc Gyurcsany parla del rischio di una nuova "cortina di ferro" tra Est e Ovest, tra "Paesi poveri e ricchi", e chiede un fondo speciale fra i 160 e i 190 miliardi di euro per ridare fiducia e liquidità ai mercati finanziari dell’Est sull’orlo della bancarotta. Il piano proposto da Gyurcsany riguarda 12 Paesi dell’Europa del centro-orientale (incluse Ucraina e Croazia, che non sono membri della Ue).

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