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“ho un’intelligenza neolitica”

Claude Lévi-Strauss intervistato da Bruno Somalvico 
Intervistammo il grande antopologo francese nel suo ufficio al Collège de France. Rimasi profondamente impressionato da Lévi-Strauss, sul piano non solo intellettual ma anche sotto il profilo etico e morale. Un grande laico ed anche un socialista formatosi negli anni in cui la gioventù europea era tentata dall’adesione ai regimi totalitari di destra come di sinistra. Chapeau, Monsieur le Professeur!
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giovedì 27 novembre 2008
Claude Levi Strauss, moderno Cristoforo
Un quarto di secolo fa, quando studiavo a Parigi, avevo realizzato – unitamente ad un allievo di Eric Hobsbawn, Mario Delgado, di Radio France Internationale, un’intervista a Claude Lévi-Strauss che oggi compie 100 anni. Vorrei rendere omaggio a questo grande antropologo francese e padre della cultura del Novecento riproponendola alla vostra attenzione. –
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Bella immagine: "Mi domando a volte oggi se l’etnologia non mi abbia chiamato, senza che me ne rendessi conto, per l’affinità esistente fra la struttura delle civiltà che essa studia e quella del mio pensiero. Mi mancano le doti per conservare saggiamente in cultura, campi di interessi di cui, un anno dopo l’altro, avrei raccolto i frutti: ho un’intelligenza neolitica. Come i fuochi della boscaglia indigena, essa brucia distese a volte inesplorate; le feconda, forse, per ricavarne qualche rapido raccolto, lasciandosi dietro un territorio devastato". 
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commento di
Piero Vereni
Come antropologo la sua visione è oggi considerata un po’ troppo radicalmente novecentesca (anche se lui ha detto di essere uno degli ultimi intellettuali dell’Ottocento), ma come scrittore resta uno dei maggiori di tutto il suo secolo. Ciao p

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