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L’ Est al G20

da RASSEGNA ITALIANA – di Ada Pagliarulo, Paolo Martini, 2 aprile 2009
… Su La Repubblica, intervista al Premier ceco Topolanek, presidente di turno dell’UE: “Trascurata l’Europa dell’est, rischiamo un nuovo muro” ne è il titolo. Perché ha criticato la politica economica di Obama? “Insensato! Ho solo espresso la mia preoccupazione per un possibile trend protezionista Usa accoppiato a incentivi fiscali. La UE posa su pilastri precisi: riforme strutturali, apertura, liberalizzazione dei mercati mondiali, regulation, misure fiscali.
… Il G20 ha offerto anche l’occasione per il primo incontro tra il Presidente Obama e il suo omologo russo Medvedev: “Prove di disgelo sul disarmo nucleare”, titola il Corriere della Sera, ricordando che a dicembre scade l’accordo Start 2 firmato nel 1991 da Bush padre e da Gorbaciov, che ridusse a 6000 le testate ammesse. Con la nuova intesa si scenderebbe a 1500 testate o forse anche a 1200. I russi, sottolinea il Corriere, soprattutto in caso di riduzione maggiore, vogliono legare l’accordo alla rinuncia americana al sistema missilistico in Polonia. Gli Usa vogliono tenere le due questioni separate. Qualche progresso si è fatto anche sulla questione iraniana. Obama ha invece ripetuto che l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia dalla Georgia non saranno riconosciute. L’allargamento della Nato procederà più lentamente. Ma, per gli Usa, dice il quotidiano citando un collaboratore di Obama, non può essere accettata nel XXI secolo l’idea che le ex repubbliche sovietiche costituiscano una sfera di interesse di Mosca. Il Sole 24 Ore scrive che l’accordo con Mosca prevede subito l’avvio di un negoziato Start 4, ad alto livello, per ridurre il numero delle testate nucleari strategiche.
… Il Foglio: “G20 di lotta e di governo. Proteste: l’Ue rischia l’irrilevanza mentre sta nascendo il triumvirato Obama-Hu Jintao-Medvedev”.
… Il Corriere della Sera sottolinea che “al vertice nasce il G2. Fra America e Cina dialogo a tutto campo”.
… Su La Repubblica, in evidenza la notizia dell’ennesima uccisione in Russia di quello che viene definito “un giornalista scomodo”: Protazanov, che scriveva pezzi ma faceva anche il tipografo per il suo piccolo quotidiano locale in un sobborgo di Mosca (lo stesso in cui era stato aggredito qualche mese fa un altro giornalista), si occupa della speculazione edilizia. E nella giornata di ieri è stato aggredito anche uno dei più noti attivisti dei diritti umani, Lev Ponoramiov. Alla “primavera nera di Mosca” è dedicata una intera pagina de Il Foglio, dove si ripercorrono le vicende che hanno portato alla morte del giornalista, ma anche quelle all’origine della eliminazione di un capo di un battaglione ceceno qualche giorno fa a Dubai.

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