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Italia, Polonia e… Europa

Ppe: Berlusconi rilancia su Mauro, scontro con Polonia
di Danila Clegg, ANSA 2009-06-18
BRUXELLES, 18 GIU – Il vertice dei leader del Ppe e un colloquio fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il premier polacco David Tusk non sono bastati a sciogliere il nodo della doppia candidatura avanzata da Italia e Polonia per la presidenza dell’Europarlamento. Berlusconi è arrivato al vertice convinto della bontà del nome di Mario Mauro, ma anche delle carte che l’Italia si può giocare per portare a casa una nomina che dal 1979 non si è mai aggiudicata. Una partita difficile che il Cavaliere intende giocare fino in fondo sia pur nella consapevolezza delle difficoltà che tale partita presenta, a cominciare dalle voci di un appoggio della Germania al candidato polacco, Jerzy Buzek, quando si andrà a stringere con il voto. Un probabile appoggio che farebbe naufragare l’ipotesi Mauro e che costringe Roma a immaginare anche scenari alternativi. Anche se oggi sono negati da fonti diplomatiche italiane. Intanto, Berlusconi mantiene il punto: “Questa volta tocca a noi”, ha sottolineato il Cavaliere secondo il quale a parlare a favore della candidatura di Mario Mauro, come ha spiegato ai giornalisti al suo arrivo, ci sono i numeri delle ultime elezioni europee: l’affluenza al 67% mentre in Polonia “solo un elettore su quattro è andato alle urne” e i risultati del Pdl che si è rivelato “il primo partito in Europa con più di dodici milioni di voti”, mentre Piattaforma civica, la formazione di Tusk ne ha incassato solo tre milioni e mezzo. E poi, ha argomentato Berlusconi, l’Italia ha sempre avuto un atteggiamento europeista, dimostrando lealtà nei confronti di Francia e Germania, sostenendo i loro candidati ai vertici delle istituzioni. “Noi mettiamo lì la nostra candidatura convinti che sia la scelta migliore e poi ci adegueremo a quello che decide il Ppe. As usual”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, che ha incassato oggi il via libera formale all’adesione del Pdl nel Ppe. Se la situazione non si sblocca prevarrà la democrazia e si andrà al voto il 7 luglio, ha sostenuto Joseph Daul, capogruppo del Ppe, mentre il presidente del partito popolare Wilfred Martens ha sottolineato come margini di manovra per evitare la conta ancora rimangono, visto che deve essere formalizzato l’accordo fra i gruppi per dividersi la presidenza dell’Europarlamento e che nessun gruppo da solo ha la maggioranza sufficiente per fare passare autonomamente un suo candidato. Alla conta sembra invece intenzionato ad andare Tusk, il quale ha spiegato che la soluzione si troverà a luglio. Il premier polacco ha anche detto ai giornalisti di avere la sensazione che Varsavia sia più “determinata” dell’Italia in questa battaglia anche perché Berlusconi “mostra ambizioni in più direzioni”. Un battuta che ha avvalorato l’intenzione di Roma di mettere in pista la possibilità di puntare ad altre nomine in ballo nel rinnovo delle cariche europee, fra le quali quella dell’alto rappresentante per la politica estera. Lo stesso Tusk ha affermato di considerare il ministro degli Esteri Franco Frattini un buon candidato a questo incarico. Ma Berlusconi al momento non cambia ufficialmente idea. Tant’é che in serata è arrivata la precisazione di fonti diplomatiche italiane, secondo le quali il governo ha una sola candidatura sul tavolo: quella di Mario Mauro.

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