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1939-2009 la Polonia in Italia

RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini
Da: Le aperture
La Repubblica: A centro pagina la commemorazione della invasione della Polonia e dell’avvio della Seconda guerra mondiale a Danzica. “La Merkel a Danzica: la Germania provocò un infinito dolore”. Sullo stesso argomento il quotidiano pubblica una corrispondenza di Bernardo Valli e il discorso pronunciato dalla Cancelliera tedesca.
La Stampa: L’editoriale è dedicato alle celebrazioni di Danzica, ed è firmato da Gian Enrico Rusconi: “La Germania cambia tutto, non la Merkel”.
Polonia
A Danzica ieri le celebrazioni per i settant’anni dall’inizio della Seconda guerra mondiale. Fanno discutere le parole del premier russo Putin che, sottolinea Repubblica, non ha affatto chiesto scusa per gli effetti del patto Molotov Ribentropp, pur condannandolo. Lo equipara agli accordi anglo-franco tedeschi di Monaco e tace sui crimini di Stalin nel centro-est europeo liberato e insieme occupato. Putin, condannando il patto tra Stalin e Hitler, ha stigmatizzato anche “ogni tentativo di definirlo unica causa della guerra”. Mentre Putin si trovava a Danzica, a Mosca giungeva l’annuncio della pubblicazione imminente di dossier dedicati a presunti rapporti tra la Polonia di allora e il Reich.
E’ la Stampa a parlare della “polpetta avvelenata” del controspionaggio russo contro la Polonia: “Un alto ufficiale dei servizi segreti all’estero (SVR), in una conferenza stampa, ha reso pubblici per la prima volta documenti d’archivio desecretati sulla politica estera di Varsavia negli anni 30, dai quali emergerebbe che la Polonia aveva sottovalutato la minaccia nazista. Il generale li ha raccolti in un volume di 400 pagine dal titolo “i segreti della politica polacca: 1935-1945”, e se ne desume che i dirigenti polacchi, dopo aver firmato nel 34 un patto di non aggressione con la Germania, fecero il possibile per isolare l’Urss, attizzando anche rivolte tra i nazionalisti, in particolare in Caucaso e in Ucraina, per dissolvere l’Unione Sovietica. Insomma, per Varsavia la priorità era isolare l’Urss.
Riassume il Corriere della Sera: “Putin attacca: ‘Tutti colpevoli, non solo i russi, per aver stretto patti con il nazismo”. Il quotidiano intervista lo storico Mommsen: “Tedeschi guariti dal passato, cancellato il nazionalismo”. La Repubblica intervista lo storico tedesco Michael Stuerner: “Mosca prenda esempio da noi, trovi il coraggio di guardare agli errori del proprio passato”, dice, ricordando che Putin tace proprio sui protocolli segreti in cui Stalin e Hitler concordarono la spartizione della Polonia, la divisione del Baltico e altre zone in sfere di influenza.

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