1989 vent’anni dopo, dossier
1989, 20 anni dopo
Speciale di PressEurop
Manifestazioni, tavole rotonde, rivoluzioni: nel 1989 l’Europa dell’est ha messo fine al comunismo al potere dalla fine della Seconda guerra mondiale e ha abbattuto la cortina di ferro. Da Varsavia a Bucarest passando per Praga e Budapest, la gente ha così scoperto un nuovo modo di vivere: democrazia, viaggi, capitalismo, libertà di scelta, ma anche disoccupazione, corruzione e immigrazione. A vent’anni di distanza, e nonostante l’adesione all’Unione europea e alla Nato, la transizione non è ancora conclusa.
Berlino, Praga, Varsavia e Bucarest nel 1989.
Ex–Cecoslovacchia La rivoluzione masochista
La pacifica caduta del regime comunista cecoslovacco, il 17 novembre 1989, non è stata caratterizzata dalla tipica eccitazione rivoluzionaria. Jiří Peňás fornisce un’interpretazione psicoanalitica dell’evento.
Slovacchia Tempi duri per la libertà di stampa
La vita dei giornalisti slovacchi non è facile. Ma anche se il governo populista cerca di imbavagliarla con leggi e denunce, la stampa riesce comunque a fare luce su numerosi scandali.
Post 1989 Unione o conformismo?
Secondo Henry Porter dell’Observer, a vent’anni dalla caduta del muro le promesse implicite in quell’evento non sono state mantenute. Anche perché l’UE cerca sempre più di “standardizzare abitudini e comportamenti”.
1989 Non scordiamoci della Polonia
Per il mondo intero è il crollo del muro di Berlino il simbolo della fine del comunismo in Europa. Ma è in Polonia che cinque mesi prima si erano svolte le prime elezioni libere, che avevano spianato la strada al cambiamento. Secondo Jacek Stawiski, però, hanno avuto un impatto meno evidente rispetto alle suggestive foto dell’abbattimento del muro.
Germania Da quando è caduto il muro
Il 9 novembre la Germania unita e l’Europa pacificata festeggiano l’anniversario della caduta del muro di Berlino, simbolo della fine della Guerra fredda. La stampa europea celebra la ricorrenza, ma nota che la scomparsa del mondo bipolare non è stata solo un bene per il vecchio continente.
Germania L’inganno dell’unità
Troppo intenti ad adattarsi a una nuova società, i tedeschi dell’est non hanno potuto saldare i loro conti con la Ddr. E difficilmente si potrà aprire un vero dibattito senza mettere in discussione il mito della riunificazione, osserva lo scrittore Thomas Brussig.
Polonia-Repubblica Ceca Solidarietà underground
Ottobre 1989: esponenti dell’underground polacco e cecoslovacco si ritrovano a Wrocław, in Polonia, dove danno vita a un festival di cultura indipendente. Vent’anni più tardi, la città polacca e Praga ricordano con un concerto e una mostra lo spirito di solidarietà di quegli artisti dissidenti.
Repubblica Ceca Una generazione disillusa
La controversa politica europea del presidente ceco è uno dei segni della crisi e del malcontento che affliggono il paese. Ma qualcosa di ben più grave si è radicato in Repubblica Ceca, “un capitalismo mafioso” che sta incancrenendo la società. L’analisi dell’ex presidente Václav Havel.
Ungheria Campioni di pessimismo
Una recente inchiesta ha rivelato che gli ungheresi sono tra i popoli più pessimisti per quanto riguarda il futuro. Dai perdenti della transizione postcomunista agli ideologi, il sociologo Elemér Hankiss traccia il profilo di questa depressione collettiva.
1989 Il muro è caduto a Lipsia
Berlino e il suo muro sono il simbolo della fine del comunismo in Europa. Tuttavia è nella capitale della Sassonia che il 9 ottobre 1989 il muro ha cominciato a vacillare. Senza la grande manifestazione di quel giorno, ricorda Die Zeit, la storia sarebbe stata diversa.
Scudo antimissile La Russia fa ancora paura
La decisione di Barack Obama di accantonare il sistema di difesa antimissile che George W. Bush voleva installare in Repubblica Ceca e Polonia è stata accolta con perplessità in questi due paesi. La stampa è preoccupata dall’influenza di Mosca nella regione.
Documentari Filmando la frontiera scomparsa
Il documentario La frontiera interiore, girato da due studenti francesi, è una serie di sette ritratti di europei che vivono sul tracciato della vecchia Cortina di ferro. Un film su una regione attraversata da una profonda metamorfosi. L’incontro coi registi.
Romania La prigione di Sighet, mecca del turismo nero
Hiroshima, Chernobyl, Ground Zero, Auschwitz: luoghi che evocano massacri, genocidi, catastrofi e che attirano ogni anno milioni di turisti. In Romania l’ex prigione di Sighet stimola la curiosità dei visitatori in cerca di macabre emozioni.
Seconda guerra mondiale La difficoltà di voltar pagina
Il 1 settembre, vicino alla città polacca di Gdansk, una ventina di capi di governo parteciperà alle celebrazioni del 70esimo anniversario della Seconda guerra mondiale. Nonostante gli appelli alla riconciliazione del premier russo Vladimir Putin, le differenze di vedute su quel periodo continuano ad avvelenare i rapporti tra Russia e Polonia. La stampa tedesca ne è divertita
Repubblica Ceca La spia viene ancora dal freddo
Il 17 agosto scorso sono stati espulsi due membri dell’ambasciata russa a Praga accusati di spionaggio. Il giorno dopo due diplomatici cechi che lavoravano a Mosca sono stati allontanati. Questo episodio illustra le tensioni che caratterizzano ancora le relazioni fra la Russia e i suoi ex paesi satelliti che oggi fanno parte dell’Ue e della Nato.
Atletica leggera L’eredità del doping
In seguito all’unificazione, la Germania ereditò tantissimi campioni che avevano battuto ogni record: non solo in pista e in campo ma anche nel consumo di steroidi. Soltanto oggi, vent’anni dopo, lo sport tedesco sta cominciando a guarire.
Anniversario Il picnic che cambiò l’Europa
Il 19 agosto 1989 diverse migliaia di persone si diedero appuntamento nei pressi della città ungherese di Sopron, lungo il confine con l’Austria, per un “picnic paneuropeo”. Organizzato dal partito ungherese dell’opposizione democratica e dal movimento europeista di Otto von Habsburg, in accordo con le autorità ungheresi, il picnic fu l’occasione per aprire la frontiera per tre ore ed è stato uno dei episodi chiave verso la caduta della cortina di ferro.
Repubblica Ceca-Slovacchia Le gemelle crescono, separatamente
Sciolta il 31 dicembre 1992, la Cecoslovacchia è ancora viva nello spirito di slovacchi e cechi. La Repubblica Ceca tende però a interessarsi meno alla sua gemella e resta più influente culturalmente e linguisticamente, scrive il settimanale Týden.
Croazia Goli Otok, un passato pesante
Campo di rieducazione di Tito per quarant’anni, l’isola croata di Goli Otok ospiterà presto un centro di documentazione e memoria. Per gli ex detenuti, il riconoscimento di ciò che hanno vissuto arriva al termine di una lunga battaglia, scrive il quotidiano olandese Trouw.
Moldavia Scontro di civiltà a Chisinau
Quattro mesi dopo le contestate elezioni, il 29 luglio i moldavi tornano alle urne per le legislative anticipate. Al di là del successo o meno del governo comunista, è il rapporto di forza tra occidente e spazio ex sovietico che è in gioco, sostiene Timpul.
Romania Stato sociale per tutti (o quasi)
Nel 2008 quasi un romeno su due ha percepito contributi sociali. Ottime pensioni e lunghi congedi familiari che lo stato distribuisce generosamente tra i suoi cittadini. Peccato che mentre i ricchi si approfittano del sistema, i disoccupati restano tagliati fuori.
Nostalgia I cechi alla scoperta del mondo
Nel 1989, dopo la caduta del comunismo, dalla Cecoslovacchia cominciarono a partire i bus alla conquista delle città europee e dei loro centri commerciali. Ven’anni dopo, Lidové Noviny ricorda quell’epoca avventurosa.
Europa dell’est Gli ingombranti archivi del comunismo
Nel blocco sovietico, la questione degli archivi segreti della polizia turba di frequente l’opinione pubblica. Da una parte il desiderio di comprendere il passato, dall’altro la tentazione di dimenticarlo: ogni paese affronta la questione in modo diveroo, specie secondo il modo in cui è avvenuta la transizione politica.
Giovani Le figlie del comunismo alla conquista del mondo
Le ragazze che sono nate a metà degli anni Ottanta nei paesi all’epoca comunista sono oggi delle giovani donne attorno ai 25 anni. Con consapevolezza sfruttano le possibilità che vengono loro offerte dal passaggio del loro paese al capitalismo, dall’allargamento europeo e dalla globalizzazione economica. Testimonianza di una generazione oltre il muro che vuole liberarsi dell’etichetta “comunista”.
Presidenza dell’ Unione europea Un’occasione perduta
Tentata dall’euroscetticismo e priva di ambizioni, ecco come il politologo ceco Lukáš Macek giudica la presidenza ceca dell’Unione europea. “I nostri politici non hanno superato l’esame europeo”, scrive su Mladá Fronta Dnes.
Polonia Vent’anni dopo
A vent’anni di distanza i polacchi continuano a discutere sulle loro prime elezioni libere. Su Gazeta Wyborcza Adam Michnik celebra il “lato migliore” del suo paese, mentre Rzeczpospolita parla di un “periodo d’amnesia e di indebolimento del senso civico”. LEGGI TUTTO

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