Europa-Russia: convergenza di paure
Dopo aver letto un articolo su Le Monde del politologo bulgaro Ivan Krastev:
- mentre emergono Cina, Brasile, India, Mosca come Bruxelles teme la marginalizzazione del continente, quindi è spinta a rafforzare i suoi legami con UE e con USA;
- la Russia non è riuscita nè a ricostruire l’URSS, né a costruire un’Europa alternativa ricompattando il suo estero vicino occidentale. La guerra con la Georgia ( la guerra dei “cinque giorni”, da giovedì 7 agosto a martedì 12 agosto 2008) ha inviato a tutti il messaggio che la Russia è tutto fuorché debole, al contrario capace ancora di battere il pugno. Ciò nonostante, nello spazio postsovietico il sentimento antirusso non solo rimane molto forte, ma funge da collante per l’affermazione delle differenti sovranità statali e dei differenti nazionanalismi etnici. La lingua russa declina. La rete d’influenza ereditata dal comunismo si affievolisce.
- in Asia Centrale, che la Russia considera come suo cortile di casa, e in particolare nel Gruppo di Shanghai, idea russa, cresce il ruolo della Cina;
- gli sviluppi tecnologici metteranno in discussione nel prossimo futuro la dominazione energetica della Russia;
- solo nel campo degli armamenti la Russia resta una grande potenza che parla di nucleare con gli USA da pari a pari;
- La UE ha fallito: non è riuscita (progetto polacco e baltico) a democratizzare la Russia democratizzando il suo estero vicino occidentale (l’Ucraina, che ha peraltro scelto di rimanere nel limbo e di non chiedere più di entrare nella NATO). Al contrario ha inasprito la concorrenza, leggi gli attriti, UE-Russia. E neppure è riuscita l’UE (per opposizione polacca e baltica al progetto tedesco, anche italiano) a passare all’idea di ”fare solo affari e a chiudere gli occhi su tutto il resto”. Nei due casi, l’UE non è riuscita a spingere la Russia a modernizzarsi sul serio, a darsi infrastrutture serie, nè la Russia è stata capace di farlo per proprio impulso interno. Nell’UE, dunque, resta il timore che il suo principale fornitore di energia possa collassare prima o poi.
- Attraverso Putin (a Danzica il 1 agosto 2009 per i 70 anni dello scoppio della seconda guerra mondiale, a Katyn il 7 aprile scorso, a Smolensk il 10 aprile scorso dopo l’incidente) la Russia cerca di normalizzare i suoi rapporti con la Polonia perchè ha capito che le è impossibile marginalizzare la Polonia nell’ambito dell’UE in quanto la Polonia è parte integrante dell’ingranaggio UE. Tale normalizzazione è voluta e benedetta dalla Germania. Il triangolo Germania-Polonia-Russia è il perno della nuova strategia russa che cerca di rinegoziare un nuovo ordine europeo a lei favorevole.


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