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La Polonia ha votato. Primo turno

Si è votato ieri domenica per le presidenziali in Polonia. Vedi 
Hanno votato in tutto il 54,94% degli aventi diritto.
Secondo la fonte ufficiale della Commissione elettorale statale  PKW, il presidente della Camera bassa Bronisław Komorowski, liberale, appartenente allo stesso partito del primo ministro Tusk (PO, Piattaforma civica) , ha ottenuto il 41,54 per cento. Komorowski in patria ha intercettato soprattutto il voto delle città (46,73%).
Il conservatore Jaroslaw Kazynski (PIS, Libertà e Giustizia) si è attestato al 36,46%. Kaczynski ha intercettato in patria le preferenze della campagna (45,31%).
Il candidato socialdemocratico Gregorz Napieralski ha ottenuto il 13,68 per cento. Quando si andrà al secondo turno (4 luglio), i voti del suo elettorato saranno determinanti?
Si precisano 2 Polonie, la cui linea di divisione ricalca il tracciato delle spartizioni della Polonia. Abbiamo una Polonia dell’Ovest (Komorowski), l’altra Polonia è a Est (Kaczynski). Vedi le 2 cartine di Gazeta Wyborcza: la prima cartina ha la forma di una mezzaluna (Komorowski è forte a Ovest e nel nord baltico e nel sud-ovest) – la seconda cartina è più compatta e riguarda Kaczynski (forte nel centro-est e nel sud-est):

I polacchi che hanno votato all’estero (163.614) hanno dato il 48,36% delle loro preferenze a Komorowski e il 37,22% a Kaczynski. A Napieralski il 7,18%.
Voto in controtendenza nel seggio di Roma  dove hanno votato 2142 persone: Kaczynski ha ottenuto circa il 47% dei voti validi con 1153 preferenze, Komorowski circa il 31% (con 757 voti),  terzo Marek Jurek con circa il 4% (104 voti – mentre all’estero ha avuto il 0,97% di preferenze e a livello nazionale ha ottenuto solo il 1,06% dei voti), quarto Napieralski con circa il 2% (62 voti).
Gli altri due seggi italiani erano uno a Milano (994 votanti di cui 531 per Komorowski, 316 per Kaczynski e 61 per Napieralski) e l’altro a Napoli (120 votanti di cui 55 per Kaczynski, 50 per Komorowski e 8 per Napieralski).
Totale ItaliaKaczynski 1554 e Komorowski 1338.
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Tutti i commentatori polacchi sottolineano la mancanza di un vero dibattito elettorale e soprattutto le sviste dei sondaggisti che hanno disegnato scenari che non si sono avverati. Nessuna sorpresa per quanto riguarda i nomi (Komorowski, Kaczynski) che entrano nel secondo turno. Due sorprese per quanto riguarda i rapporti di forze: la rimonta di Kaczynski (che ha lavorato molto sul territorio col suo zoccolo duro e ha mobilitato tutti gli attivisti) + il successo di Napieralski (il giovano passato dalla serie B o C della politica alla serie A, intercettando anche il voto dei giovani) = affiorano i primi dubbi sulla tenuta di Komorowski nel secondo turno. La partita si giocherà, pare, sulle questioni sociali. Il PIS, tra l’altro, accusa il PO di voler privatizzare la Sanità. La propensione “sociale” di Kaczynski attirerà i voti dell’elettorato di sinistra? Se il PIS si “allea” con la sinistra dello SLD, cosa farà la destra che ha votato i candidati minori: voterà Kaczynski o si asterrà? L’elettorato di Komorowski sarà capace di mobilitarsi o il giorno del voto andrà per mari e monti?
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Dalla RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini di lunedì 21 giugno 2010
La Stampa ricorda che la legge chiede il 51 per cento dei consensi per l’elezione al primo turno. E sottolinea che le prossime due settimane saranno infuocate per un Paese che insegue la stabilità politica necessaria ad agevolare la marcia attraverso la difficile congiuntura che finora l’ha risparmiata (per la Commissione Ue il tasso di crescita di Varsavia per il2010 sarà del 2,7%, ma per l’adozione della moneta unica sarà necessario un taglio della spesa pubblica, poiché il rapporto deficit-Pil, stimato al 7 per cento per fine anno, è ancora più che doppio rispetto ai requisiti per entrare nell’Eurozona).
Non c’è stato “l’effetto Katyn”, scrive Luigi Ippolito sul Corriere della Sera commentando il mancato plebiscito per Jaroslaw Kaczynski, fratello del presidente Lech, morto nella sciagura aerea di Smolensk, nel giorno delle celebrazioni dell’eccidio di Katyn. Non c’è stata quell’ondata emotiva che avrebbe potuto portare Jaroslaw alla presidenza della Repubblica. Ma è una “buona notizia per l’Europa”, poiché “Varsavia smetterà di remare contro lo spitrito comunitario, come aveva invece fatto Lech, che aveva gettato fino all’ultimo sabbia nell’ingranaggio del Trattato di Lisbona”. Ed è una buona notizia “anche per i rapporti tra Europa e Russia, in generale. I Kaczynski, con la loro avversione per Mosca, avevano fatto del loro Paese un cuneo nei rapporti fra la Ue e il Cremlino”…
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Dalla RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini di martedì 22 giugno 2010
La Repubblica parla di un “ballottaggio all’ultimo voto in Polonia”, visto che “solo quattro punti separano il liberal Komorowski dall’autoritario Kaczynski”. Il pezzo è corredato da un’intervista ad uno dei leader del dissenso, nonché fondatore del quotidiano Gazeta Wyborcza, Adam Michnik. Dice che a Varsavia si ripete un fenomeno diffuso in tutta Europa, poiché avunque si vedono tendenze populiste e xenofobe. Il rischio che vinca Kaczynski esite, ma “dipende molto dalle scelte degli elettori che al primo turno hanno votato per la sinistra” (Ricordiamo che il candidato della sinistra dell’Sld, Napieralski, ha ottenuto il 13,9 per cento, ndr). Per Michnik “l’elettorato di Kaczynski è composto in buon aparte da poveri, poco istruiti, come quello della Sld. Ma Komorowski, se vincerà al ballottaggio, può dare ai seguaci dell’Sld la certezza di uscire dall’emarginazione”.
Kakzynski resiste, gara aperta in Polonia“, titola Il Sole 24 Ore: “il risultato smentisce gli exit poll: il superfavorito Komorowski avanti di soli 4 punti”.
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Dalla RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini di mercoledi 23 giugno 2010
Il Foglio offre ai lettori anche un punto di vista diverso sulla vicenda di Pomigliano: quello dei polacchi, visto che il governo vuole impedire che la Fiat chiuda il grande impianto di Tychy, nel sud del Paese, il cui destino è legato all’evoluzione della trattativa su Pomigliano. Il candidato alle presidenziali conservatore Jaroslaw Kaczynski, che parteciperà al ballottaggio del 4 luglio, ha chiuso la propria campagna elettorale di fronte ai cancelli di Tychy, dicendo: “Questa fabbrica è in salute. Gli affari sono buoni e non c’è alcun motivo per chiudere. Se Fiat prenderà una decisione del genere, non sarà per una ragione economica, ma per le pressioni politiche ricevute dal governo italiano e dal premier Berlusconi”. Persino gli storici leader di Solidarnosc, secondo Il Foglio, sono decisi a muoversi per impedire che i 7mila operai dell’impianto rimangano senza lavoro.

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