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Intanto in Bielorussia guerra del gas con Russia

Il ruolo dell’Europa?
Europa znowu staje się zakładnikiem rosyjskiej wojny gazowej. Tym razem chodzi o konflikt między Moskwą a Mińskiem, który Białoruś postanowiła umiędzynarodowić przez wstrzymanie tranzytu rosyjskiego gazu dalej na zachód Europy. Vedi
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La Ue alla Bielorussia: attacco all’intera Europa
Sole 24 Ore“, 24 giugno 2010
Martedì Gazprom aveva detto di sperare di risolvere la faccenda «nel giro di giorni, se non di ore». Ma questa guerra del gas con la Bielorussia invece di risolversi si intensifica, e a parte la stagione assomiglia sempre di più ai drammatici confronti con l’Ucraina che hanno coinvolto l’Europa negli inverni 2006 e 2009.
Prima tappa: Gazprom chiude gradualmente i rubinetti. Lo ha fatto lunedì, riducendo le forniture alla Bielorussia del 15% dopo il fallimento delle trattative sui debiti di Minsk. Martedì un altro taglio del 15%, ieri i flussi sono calati del 60 per cento. Nessuna conseguenza per l’Europa, insiste il monopolio russo del gas. E invece i consumatori sono già stati trascinati nel conflitto: la Bielorussia, come un tempo l’Ucraina, per ritorsione ha bloccato il gas destinato all’esportazione.
Al terzo giorno di crisi – seconda tappa – il primo paese confinante ha registrato un calo del 40%: la Lituania ha lanciato l’allarme. Durissima la reazione di Bruxelles: «Questo non è un problema di un solo stato membro – ha dichiarato il commissario all’Energia Günther Öttinger – è un attacco all’intera Unione Europea. Il governo della Bielorussia vuole coinvolgerci nei suoi problemi, e questo non va bene». Dalla Lituania una diramazione del gasdotto Yamal arriva a Kaliningrad, avamposto russo stretto tra Lituania e Polonia. Le tappe successive potrebbero essere una ricaduta sulla Polonia, e poi sulla Germania.
Il nocciolo del problema è una questione di soldi. Attraverso la Bielorussia Gazprom invia in Europa 30 miliardi di metri cubi all’anno, prezzo medio 308 dollari per mille metri cubi. Le forniture destinate al consumo interno bielorusso invece godono ancora di uno sconto previsto in un accordo del 2006, una formula che si avvicina ai livelli di mercato passando dai 150 dollari del 2009 ai 169 del primo trimestre 2010, ai 184 dollari del secondo. Aumenti che la Bielorussia, in gravi difficoltà economiche, non riconosce, accusando a sua volta Gazprom di essere in arretrato sui diritti di transito, per 260 milioni di dollari. Per i russi la colpa è dei bielorussi, che non avrebbero inoltrato i moduli per i pagamenti. Leggi tutto

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