Komorowski Presidente
Ballottaggio. Quasi il 45% dei polacchi non ha votato.
La Polonia che ha votato si divide e si polarizza.
Si è votato ieri domenica per le presidenziali in Polonia.
Hanno votato in tutto il 55,31% degli aventi diritto.
Secondo la fonte ufficiale della Commissione elettorale statale PKW, il presidente della Camera bassa Bronisław Komorowski, liberale, appartenente allo stesso partito del primo ministro Tusk (PO, Piattaforma civica) , ha vinto con il 53,01% per cento dei voti pari a 8.933.887 preferenze. Komorowski in patria ha intercettato soprattutto il voto delle città (59,48%).
Il conservatore Jaroslaw Kazynski (PIS, Libertà e Giustizia) si è attestato al 46,99% con 7.919.134 voti. Kaczynski ha intercettato in patria le preferenze della campagna (58,94%).
Differenza voti: 1.1400.753.
Tra chi vota, si conferma l’esistenza di 2 Polonie, la cui linea di divisione ricalca il tracciato storico delle spartizioni della Polonia, ma grosso modo ricalca anche la carta dell’attuale rete ferroviaria polacca (vedi cartina di Gazeta Wyborcza). 
Abbiamo una Polonia dell’Ovest (Komorowski), l’altra Polonia è a Est (Kaczynski). Vedi le 2 cartine qui allegate: la prima cartina ha la forma di una mezzaluna (Komorowski è forte a Ovest e nel nord baltico e nel sud-ovest).
La seconda cartina è più compatta e riguarda Kaczynski (forte nel centro-est e nel sud-est).

I polacchi che hanno votato all’estero (203.477) hanno dato il 60,33% delle loro preferenze a Komorowski e il 39,67% a Kaczynski.
Ancora una volta in controtendenza il seggio di Roma dove hanno votato 3374 persone: Kaczynski ha ottenuto 1789 voti dei voti contro i 1585 di Komorowski.
Gli altri due seggi italiani erano uno a Milano (— per Komorowski, — per Kaczynski) e l’altro a Napoli (99 voti per Kaczynski, 144 per Komorowski).
Totale Italia: Kaczynski — e Komorowski —.
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Da RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini del 7/7/2010
“Ora la Polonia aspetta il voto della Chiesa”: è il titolo di un’analisi di Enzo Bettiza che compare sulla prima de La Stampa.
Su Il Riformista si scrive che in Polonia ha vinto “la destra migliore”: sono stati premiati i toni pacati del vincitore Komorowski. Ma per lui “la vera sfida saranno i rapporti con il clero”. Tra le questioni scottanti che aspettano il neopresidente, quella della sanità e delle privatizzazioni. Per lo studioso di storia polacca Paolo Morawski queste elezioni hanno anche segnato “la vittoria della nuova middle class, che vuole continuare a produrre in una situazione di stabilità; cosa impensabile sotto il governo di Lech Kaczynski”.
“Un europeista per la Polonia”, titola Il Sole 24 Ore, riferendosi al vincitore delle presidenziali: “Di origini nobili, il neopresidente Komorowski è uomo del compromesso”. Professore di storia, cinque figli, ha combattuto il regime con Solidarnosc.
“La Polonia ha scelto l’Europa”, titola La Repubblica.
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Da RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini del 6/7/2010
Il candidato liberale Komorowski avrebbe vinto le elezioni presidenziali in Polonia con il 53 per cento circa dei voti, sconfiggendo Jaroslaw Kaczynski (47,3 per cento). I quotidiani sono quindi in ritardo sulla notizia e sono fermi ad un testa a testa che è proseguito per tutta la notte. Segnaliamo comunque un’intervista all’ex presidente Kwasniewski al Corriere della Sera (“Il Paese vuole stabilità. Solo il centro può darla”. Dove il centro è rappresentato da Komorowski e dalla sua formazione, Piattaforma Civica, che esprime il premier Tusk).
La Repubblica intervista l’ex-presidente Walesa, un tempo compagno di lotta dei gemelli Kaczynski: avverte che con Jaroslaw sarebbero a rischio i rapporto con l’Europa e dice che il partito di cui è espressione “non è capace di formare coalizioni, né di fornire argomenti di discussione, né lanciare nuove iniziative o riforme”.
“Finisce in Polonia l’era dei Kaczynski”, titola La Stampa, che racconta: Komorowki, il vincitore, storico di professione, viena da una famiglia nobile ed è noto per la sua lunga esperienza di boyscout. Ai tempi del regime comunista, nel 1981, ha conosciuto anche la prigione per sette mesi. E’ considerato poco carismatico, ma di lui sarebbe stato apprezzato il pragmatismo. E’ considerato un guardiano della Costituzione, sempre aperto al dialogo e un conservatore cattolico, non così oltranzista come Kaczynski. Dalla parte di Jaroslaw poteva invece giocare l’appoggio delle campagne, soprattutto per i suoi no all’aborto e all’euro, che avevano fatto la fortuna dei gemelli Kaczynski.
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La Polonia si volge all’Ue – Giorgia Manno
L’elezione di Bronisław Komorowski alla Presidenza della Polonia apre una stagione nuova nella politica del paese e nei suoi rapporti con l’Ue. Con il 52,63% dei voti contro il pur significativo 47,37% di Jaroslaw Kaczyński, capo del Partito di opposizione Legge e Giustizia (PiS) e fratello gemello del Presidente Lech (deceduto durante l’incidente aereo di Smolensk del 10 aprile scorso), Komorowski ha ottenuto un notevole successo sia politico che personale. La Polonia ha un sistema costituzionale che attribuisce forti poteri al governo, ma il Presidente detiene il potere di veto, può fare nomine per posizioni chiave e ha voce in capitolo sulla politica estera e di sicurezza. .. Leggi l’articolo>


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