Appello per Pedrag Matvejevic’, contro il suo “reato” di opinione
Predrag Matvejevic’ non va in carcere
“Non andrò in carcere” – dichiara soddisfatto e commosso Predrag Matvejevic’, annunciando l’annullamento della sentenza che lo condannava a cinque mesi di carcere e che sarebbe divenuta esecutiva oggi.
La Corte Suprema croata aveva condannato Matvejevic’ per aver criticato gli intellettuali iper-nazionalisti, croati, serbi e bosniaci che aiutarono i «signori della guerra» ad infiammare il conflitto nei Balcani.
“Molto devo alla mobilitazione internazionale,” – afferma Matvejevic – “all’appello lanciato da “Le Monde”, alla solidarietà della stampa italiana, e alle tante manifestazioni di stima e affetto espresse dai miei lettori’.
“Le Monde” aveva infatti invitato a sottoscrivere un appello per la sua liberazione, firmato tra gli altri da Claudio Magris, Umberto Eco, Bernard-Henri Lévy, Salman Rushdie, dai filosofi Michaël Foessel e Peter Sloterdijk, e dal presidente della Commissione Nazionale Italiana UNESCO, Giovanni Puglisi.
Matvejevic’ con un po’ di emozione ma con fermezza ribadisce “bisognava prendere posizione o tradire se’ stessi”. Per una volta almeno si possono smentire le sue parole “i veri vincitori, quelli che sanno difendere i valori, perdono il più delle volte le loro battaglie”.
Fonte: UNESCO – Commissione Nazionale Italiana
————–
Roma, 26 luglio 2010
Messaggio del Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO,
prof Giovanni Puglisi, contro la condanna di Pedrag Matvejevic’
Pedrag Matvejevic’, cittadino italiano, per anni docente all’Università “La Sapienza” di Roma, potrebbe essere incarcerato in Croazia mercoledì prossimo. La condanna – per reato d’opinione – colpisce un intellettuale che da sempre denuncia e mette in guardia dai seri rischi di degenerazione dell’identità in ideologia, in forme di fanatismo nazionalista, schierandosi contro ogni totalitarismo a favore della libertà, della pacifica convivenza, dell’armonia tra i popoli.
Questo è il suo insegnamento, ribadito con convinzione anche in occasione della Giornata Mondiale UNESCO della Diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, celebrata a Duino Aurisina (TS) nel maggio scorso. Questa la ragione per la quale aderisco fermamente all’appello lanciato da Le Monde per la libertà di Pedrag Matvejevic’e auspico che la sentenza della Corte Suprema croata sia annullata senza riserva alcuna.
All’amico Pedrag Matvejevic’ la solidarietà piena e incondizionata dell’intellettualità italiana, che lo ha sempre ammirato e che insieme a lui ha condiviso e fatato molte battaglie di libertà negli anni passati, vincendole. Vinceremo comunque anche questa. I fascismi non potranno vincere.
———————
Pedrag Matvejevic’, professore universitario, ex docente alla Sorbona di Parigi e alla Sapienza di Roma, figura di spicco tra gli intellettuali del XX secolo, è stato condannato dalla Corte Suprema croata a cinque mesi di carcere (con due anni di condizionale) per aver dato dei «cristiani talebani» a quegli scrittori ipernazionalisti, croati, serbi e bosniaci – suoi compatrioti – che con le loro parole contribuirono a incendiare i Balcani. Matvejevic’ scrisse «sugli uomini della penna ricade la colpa di una parte preponderante di quello che è successo». Uno degli scribi «talebani», tale Mile Pesorda, lo ha denunciato per diffamazione. Un tribunale croato ha condannato Matvejevic’ a 2 anni di carcere, nel 2005, per «diffamazione». La Corte Suprema croata ha riconosciuto la legittimità della sentenza: Matvejevic’ dovrebbe dunque scontare la sua pena entrando in prigione il prossimo 28 luglio. Dopo il verdetto Matvejevic’ ha ricevuto telefonate minatorie e i fogli nazionalisti hanno attaccato «il nemico della Croazia». Ma ci sono stati anche tante attestazioni di amicizia da parte di scrittori, accademici, dall’ambasciata italiana (Pedrag Matvejevic’ ha anche una cittadinanza italiana, ricevuta per meriti culturali). Il 23 luglio scorso il quotidiano francese «Le Monde» ha pubblicato un appello, sottoscritto tra gli altri da Claudio Magris, Umberto Eco, Bernard-Henri Lévy, Salman Rushdie, i filosofi Michaël Foessel e Peter Sloterdijk: «Predrag Matvejevic – chiedono – non deve andare in prigione».


Commenti