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Anna Magdalena Jurasz-Schiavello (1955-2010)

Anna Jurasz Schiavello (in ricordo di)
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Anna Jurasz è stata per molti di noi un’amica, un membro attivo dell’Associazione dei Polacchi in Italia e una persona che sapeva conciliare nel migliore dei modi vita familiare, attività professionale e volontariato senza mai perdere il sorriso. Anna è stata, anche, un direttore di giornale che ha lasciato il segno. Per anni ha diretto con fermezza e spesso redatto in prima persona il trimestrale “Polonia Wloska” (il “Biuletyn”), l’organo dell’Associazione dei Polacchi in Italia, dopo aver fatto parte della sua redazione a partire dalla fine degli anni ’90. Per più di un decennio ha contributo attraverso la rivista ad avvicinare fra di loro le varie comunità polacche disperse nella Penisola, ad accostare alla cultura polacca gli amici italiani e a far conoscere ai Polacchi i tanti Italiani che per professione o per passione (o per entrambi i motivi) hanno adottato la Polonia o da essa sono stati adottati.
Al timone del “Biuletyn”, Anna ha fatto prova di sagacia nella ricerca e nella cura delle notizie e ha dimostrato passione autentica nel confezionare un prodotto che parlasse non solo alla mente ma anche al cuore dei lettori. Di numero in numero, le pagine di Polonia Wloska diventavano sempre di più, sotto la sua guida, uno specchio fedele del caleidoscopio che rappresenta all’alba del XXI° secolo la comunità polacca presente in Italia. Accanto alle doverose e sempre ricche pagine dedicate alla storia, in primis quella legata al II° Corpo d’Armata del generale Anders, il “Biuletyn” ha ospitato approfondimenti su temi di società, ha dato spazio alle iniziative delle singole comunità esaltandone le realizzazioni, e ha permesso a noi lettori di conoscere e scoprire volti noti e meno noti di una comunità polacca variegata e dinamica. La curiosità, insieme al rigore intellettuale e a una solida cultura generale, erano il motore con cui Anna preparava, o meglio creava, i singoli numeri di “Polonia Wloska”, spesso redatti, con dedizione totale, nei ritagli di tempo fra la famiglia e il lavoro.
Appassionata di cinema, che sarà stato per lei anche una professione, Anna ha arricchito grazie alla sua cultura visiva e policroma un “Biuletyn” in origine nato in bianco e nero e approdato al colore gradualmente. Sotto la sua guida, sono aumentate le foto, ha preso corpo l’iconografia e anche la copertina ha assunto valore. Sono state create sezioni per i più giovani ai quali gli stessi ragazzi hanno contribuito con disegni o racconti. Il “Biuletyn” si trasformava cosi, fra le mani abili di Anna e poi fra quelle dei lettori che lo sfogliavano, in un vero magazine, in un prodotto degno dei grandi artigiani che sanno a volte trasformarsi in artisti.
Il contributo maggiore di Anna, al di là del tempo reale trascorso al timone di “Polonia Wloska”, è stato non solo di avvicinare Polacchi e Italiani, riuniti nella non sempre fluida ma sempre stimolante dimensione italo-polacca, ma di congiungere due realtà forse ancora più distanti in partenza: la “vecchia” Polonia, quella legata ai valori della lotta contro la tirannia e emigrata in Italia ben prima di Solidarnosc e dell’Ottantanove, e la “nuova” Polonia, di emigrazione più recente e a volte recentissima. Le differenze generazionali e culturali fra connazionali sono state spesso per i Polacchi all’estero più sentite delle fisiologiche e tutto sommato lievi divergenze fra Polacchi e Italiani. Dando spazio in modo spontaneo e intelligente alle Polonie di ogni generazione e profilo, Anna ha saputo compiere la magia di riunirle attorno a una rivista, di cui i Polacchi tutti potessero essere protagonisti e lettori insieme. In maniera naturale, ha fatto cosi di Polonia Wloska un giornale per molti se non per tutti. Per lei, erano tutti suoi lettori, e li ha amati e rispettati tutti quanti senza preferenze. Grazie Anna, sei stata un grande direttore.
Andrea Morawski
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I funerali hanno avuto luogo a Roma martedi 19 ottobre 2010 alle ore 15:00 nella Chiesa del Santissimo Redentore, in Via Monte Ruggero 63 (Tufello).
Funerale di Anna e concorso di Chopin a Varsavia
Al funerale di Anna c’erano tantissime persone. Commoventi le amiche della giovane figlia, alcune con le lacrime agli occhi. Il marito abbracciato strettamente con la figlia per lenire il dolore. Molte persone anziane con i capelli bianchi forse un po’ preoccupate per se stesse. In centro la bara con tanti fiori, bara vuota per me perché il corpo senza vita non ha più senso. Hanno senso invece i ricordi e credo che ognuno dei partecipanti cercasse di ricordare come era Anna donna tutta polacca gentile e generosa.
Il pomeriggio sentendo il concorso di Chopin a Varsavia sentivo che il funerale continuava. Gli interpreti facevano ogni possibile sforzo per far rivivere l’anima di Chopin morto duecento anni or sono. Lo riportavano in vita e attraverso le sue musiche e lo sentivamo assolutamente presente. Mi sono accorto che non mi interessava più chi era l’interprete più bravo o meno bravo, mi interessava solo Chopin il grande polacco vivo nelle sue musiche. Sentivo che questo concerto a Varsavia era anche per Anna una vera polacca.
Ecco, mentre scrivo, finisce il primo concerto di Chopin per pianoforte e orchestra suonato dall’austriaco Ingolf Wunder. Il pubblico applaude in delirio. Potrebbe anche essere il vincitore del concorso.
Il vostro Wojciech triste.
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Anna o meglio Ania era una persona luminosa e intelligente, ironica e determinata, curiosa e precisa. Era anche molto bella, di una bellezza discreta e delicata, che illuminava ogni luogo a cui Ania accedeva.
Dire che eravamo amiche è dire troppo ma senza’altro posso dire che lei mi è stata molto amica e anch’io le sono stata amica. Ci univa una sorta di tacita complicità. Complicità che andava confermata nel tempo quando ci incontravamo a molte manifestazioni della società civile di volta in volta schierata in difesa di ideali che noi due condividevamo in pieno. L’ho stimata molto e la stimerò sempre coltivando la memoria di lei affettuosamente e con convinzione che è il mio dovere farlo.
Ultimamente Ania mi veniva spesso in mente. Mi domandavo tra me e me come sta? Cosa stia facendo? Come va la sua salute. Quando la incrocerò di nuovo o a l’Istituto o al Cinema Trevi o in un altro luogo ancora?
Penso a lei, penso ai suoi figli e al consorte di lei. Provo un enorme dolore. Un dolore immenso. Immagino la loro solitudine di fronte a questa immensa perdita. In questo momento anch’io mi sento sola. Perché lei se ne andata.
Non ci sono parole di consolazione.
Tuttavia cercherò di dire qualcosa. Vorrei dire ai suoi cari che Anna incarnava il modello di donna polacca in senso lato, è stata il tipo di donna polacca spesso e volentieri evocato dalla grande letteratura del nostro paese. Era complessa e completa capace di unire in se aspetti privati e pubblici, coniugare affetto e impegno sociale. Lo fece con grande armonia e forza.
Lei mi mancherà sempre.
Io coltiverò sempre memoria di lei.
Che il suo viaggio sia lieve.
Marzenna Maria Smolenska Mussi
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Hania
 era innanzitutto un’amica oltre che cugina lontana. Sempre allegra e sorridente. Donna in gamba. Molto attiva nella comunità polacca italiana.  Aveva un indubbio estro artistico.
Di giorno (?) lavorava nel cinema. Anna ha firmato il montaggio di numerosi film, per esempio d’arte, tra cui “Mario Merz. Lo spazio è curvo o dritto?”, 1990, video, 11’, per la regia di Carlo Gianni e Mario Rellini; “Jannis Kounellis – Conversazioni d’arte”, Italia 2004, per la regia di Alessandra Populin; “Conversazioni d’arte: Fabio Mauri”, Italia, 2004, 45 min., per la regia di Alessandra Populin; e “Conversazioni d’arte: Giulio Paolini”, 2005, video, 40′, per la regia di Alessandra Populin. Tra i suoi lavori di montaggio più importanti, ho letto, ci sono: “Margherita” per la regia di Claudio Carafòli; e “Padre Pio Express”, 2003, Betacam digitale, 56’, col. Ho appena scoperto tra l’altro che ha montato anche “Un mondo senza povertà” di Ilaria Freccia, Italia, 2000, Betacam, 57′, le cui musiche sono di Sergio Gribanovski, un mio ex compagno di scuola.
E poi la sua seconda passione: “fare” da anni – di notte, credo –  su incarico dell’Associazione dei polacchi in Italia-ZWIĄZEK POLAKÓW WE WŁOSZECH  e della Fondazione Umiastowska, il Bollettino “Polonia Wloska”, per il quale scriveva testi, realizzava interviste, ma soprattutto ne era la redattrice in capo, la responsabile: Redaktor odpowiedzialny.
Nel 1997 aveva fondato insieme ad altri l’AIPRO-Associazione Italo-Polacca di Roma.
Paolo Morawski
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Smutną wiadomość
przesłał Jacek Morawski (syn Marka) z Gdańska: dzisiaj odbył się w Rzymie pogrzeb Haneczki – Anny Magdaleny Jurasz-Schiavello, córki Maji (Marii Joanny Morawskiej-Jurasz z linii Oporowskiej). Była cudowną, pogodną kuzynką i odeszła po bardzo długiej walce z chorobą .
Kasia Morawska
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Lunedì 18 ottobre 2010, dopo lunga malattia è mancata la nostra Ania Jurasz Schiavello, Socio fondatore e Segretario dell’AIPRO, in seguito Redattrice del Bollettino “Polonia Wloska”.
Ania è stata grande amica di noi tutti che ci lascia.
I funerali avranno luogo domani alle ore 15 nella Chiesa “Santissimo Redentore”, Via Monte Ruggero 63 (quartiere Monte Sacro).
L’Associazione AIPRO esprime il profondo cordoglio e il grande dispiacere di noi tutti soci e amici..
Ijola Hornziel Martinelli, Adam Maria Gadomski e Tutto il Consiglio Direttivo AIPRO
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Con tristezza, Ania rimane sempre viva nei nostri cuori e nella nostra memoria.
Jola
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„Spieszmy sie kochać ludzi, tak szybko odchodzą…”
Haniu, stało się to za szybko, w milczeniu, zostawiłaś niedosyt bycia z Toba,  rozmów. Zawsze byłaś tak dyskretna, w pracy i kontaktach osobistych, trudno  uwierzyć, że się już  nie spotkamy. Pozostaje  uczucie,  że za mało Ci daliśmy.
Zarząd Związku Polaków  we Włoszech wraz z prezesem Joanną Heyman Salvadé z żalem zawiadamia,  że 18 października 2010 r. odeszła od nas Anna Jurasz, członek zarządu, ukochana długoletnia redaktorka odpowiedzialna Biuletynu „Polonia Włoska”, wspaniały człowiek i  koleżanka.

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