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Europeismo alla polacca

Czy Polska chce być w unijnej Grupie Sześciu? Polska dystansuje się od pomysłu Włoch, by stworzyć w UE grupę sześciu największych państw konsultujących główne unijne decyzje – leggi tutto
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RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini
Il Foglio sottolinea che la Polonia ha detto no alla proposta del ministro Frattini di creare un Consiglio di sicurezza dell’Ue, un gruppo di sei grandi incaricato di dirigere gli affari comunitari. Il ministro lo aveva fatto con una intervista al Financial Times, illustrando i vantaggi di un “G6 avanguardia“, formato da Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna e Polonia, per evitare le decisioni precotte dei franco-tedeschi. Il ministro degli esteri polacco Sikorsky dice: “Starei molto attento a qualsiasi divisione formale di Paesi in categorie”, “i membri che non partecipano si sentirebbero esclusi e offesi”. Il quotidiano sottolinea però che la Polonia, al pari di altri Stati, partecipa alla “frantumazione in alleanze fai da te” dell’Ue: lo ha fatto coltivando la sua alleanza con Francia e Germania, in occasione dell’incontro, a settembre, del nuovo presidente Komorwsky con Merkel e Sarkozy.
Anche su La Repubblica si evidenzia la bocciatura della proposta Frattini da parte di Varsavia, spiegandola così: “La Polonia, che in Europa sta acquisendo un ruolo politico che va al di là del suo peso specifico economico e demografico, non è interessata a diluire la sua capacità di manovra assieme ad altri. Soprattutto perché il nuovo governo polacco, grazie al rapporto strategico con la Germania della Merkel, ha già trovato un modo eccellente per difendere i suoi interessi in tema economico e di sicurezza (vedi il rapporto con la Russia).
Sul Corriere della Sera anche un’analisi dell’ambasciatore Antonio Puri Purini molto critica sulla nostra politica estera, come si deduce dallo stesso incipit: “Non si capisce bene su quali fatti poggi la convinzione diffusa che l’Italia abbia conquistato negli anni scorsi una autorevolezza internazionale senza precedenti”. Fino al 2001, per Puri Purini, la nostra politica estera era costruita su “valori, interessi, obiettivi ben identificati”. Ma, con il secondo governo Berlusconi, sono stati introdotti cambiamenti di fondo, poiché verso l’Europa ha prevalso una logica intergovernativa, le relazioni privilegiate con Francia e Germania si sono incrinate, gli Usa sono stati appoggiati a fondo senza ragione nel conflitto in Iraq, il rapporto con la Russia ha acquisito una esagerata esclusività. Ma gli interessi nazionali “non possono vivere alla giornata”: è giunto il momento di affiancare, nell’ambito di un approccio europeo, il presidente Obama, e di svolgere un ruolo propositivo in Europa, “non di scaldarsi per difendere interessi di bottega, minacciare veti, suggerire improponibili meccanismo di consultazione”.
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La Polonia e’ favorevole a una “consultazione informale” con Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna all’interno dell’Ue: lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, negando che la proposta italiana di tenere contatti frequenti tra questi sei partner sia stata bocciata da Varsavia, come lasciava trasparire una dichiarazione al Financial Times. Leggi tutto
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Les pays de Visegrad pour une politique commune de l’UE à l’égard des Roms – vedi
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Signe fort de l’Europe vis-à-vis du Bélarusvedi & Human rights activists remind Westerwelle and Sikorski they meet with dictator – vedi &  Berlin-Warszawa wspólna sprawa na Wschodzie – vedi & Misja specjalna Polski i Niemiec – vedi
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Il ministro degli esteri della Polonia ha valutato come una cosa naturale che il suo paese appoggi la Serbia sulla strada verso l’Unione europea per i tradizionalmente buoni rapporti fra i due popoli. Durante la presidenza di turno nell’Unione, nella seconda metà del 2011, la Polonia farà il possibile per accelerare il processo di integrazioni europee della Serbia e dell’intera regione dei Balcani occidentali, ha rilevato Sikorski. Lui ha altrettanto fatto sapere che ad ogni stato che desidera diventare un membro dell’Unione europea vengono poste determinate condizioni, e per la Serbia questa è la collaborazione con il Tribunale penale internazionale dell’Aja e il rafforzamento del regno dei diritti. Radoslaw Sikorski ha aggiunto che sarebbe molto contento se durante la presidenza di turno polacca nell’Unione iniziassero le trattative della Serbia sull’associazione all’Unione europea – leggi tutto

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