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Novità internazionali nel 2011

… L’Unione europea, che ha vissuto il 2010 sul filo delle difficoltà dell’euro, insidiato in Grecia e in Irlanda dalla speculazione finanziaria internazionale e mal difeso, inizialmente, specie a causa delle esitazioni tedesche, ha chiuso l’anno in gran spolvero: a un anno dall’entrata di vigore, il 1˚ dicembre, del Trattato di Lisbona, è nato il Servizio europeo di azione esterna, una vera e propria diplomazia europea; e, a metà dicembre, i leader dei 27 hanno concordato il percorso istituzionale e negoziale per dotare l’euro di uno strumento di protezione permanente. Così, l’Ue può festeggiare, il primo gennaio, l’allargamento, e non lo sfaldamento, della zona euro, con l’ingresso dell’Estonia, il primo paese dell’ex blocco comunista a dotarsi della moneta unica. Certo, l’Unione esce indenne da un anno critico anche grazie a una doppia presidenza semestrale sperimentata e autorevole, Spagna e Belgio, mentre, nel 2011, la presidenza semestrale passerà prima all’Ungheria e poi alla Polonia, paesi entrambi all’esordio nel ruolo. Un anno debole, con la staffetta tra Budapest e Varsavia? Forse, ma almeno il Consiglio europeo e il Consiglio dei Ministri degli Esteri sono ormai dotati di presidenze stabili e non risentono molto dei passaggi di testimone da una capitale all’altra. In un anno con molte incertezze ed incognite il consolidamento istituzionale dell’Ue, pur con tutti i suoi limiti, è un punto fermo non da poco… scrive Giampiero Gramaglia, consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali.
LE DATE DEL 2011
1˚gennaio – Ue, inizio del semestre di presidenza ungherese.
1˚ gennaio – Euro, ingresso dell’Estonia nella zona euro.
1˚ gennaio – G8, inizio dell’anno di presidenza francese.
1˚ luglio – Ue, inizio del semestre di presidenza polacco.
luglio – Afghanistan, inizio del ritiro delle truppe della forza internazionale.
11 settembre – New York (Usa), decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, con l’inaugurazione del Memorial del World Trade Center.
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L’Ungheria conservatrice e populista alla guida dell’UE dal 1 gennaio 2011. Il trasferimento effettivo dei poteri avverrà il 7 gennaio 2011. Ma sulla cruciale questione della libertà di stampa in Ungheria leggi: Hungarian media law further endangers media freedom, says OSCE media freedom representative. Per tacere della questione delle minoranze, altro tema caldo per l’Ungheria.
Vedi per esempio.
Vedi anche: Il Gruppo di Visegrad e la presidenza ungherese dell’Ue, di Andrea Carteny, Affari Internazionali, 30/12/2010: … Schiarita nei rapporti ungaro-slovacchi — Negli ultimi anni i rapporti regionali avevano conosciuto varie tensioni, in particolare tra Budapest e Bratislava. In Slovacchia la politica nazionalista del governo Fico nei confronti della minoranza ungherese aveva provocato ripetute crisi diplomatiche, nonostante i due paesi siano entrambi membri della Nato e dell’Ue. I primi atti del nuovo governo ungherese sono stati caratterizzati da un forte sostegno alle comunità di lingua e cultura magiara presenti nei paesi limitrofi, sia attraverso provvedimenti legislativi (come la concessione della cittadinanza per le popolazioni d’oltre frontiera di lingua e origine ungherese) sia con atti simbolici, come l’istituzione del giorno dell’“unità nazionale” da celebrare il 4 giugno, in ricordo del trattato del Trianon del 1920. Per effetto di quel trattato, ancora oggi sono presenti consistenti comunità ungheresi nei paesi limitrofi, soprattutto in Romania (circa 1 milione e mezzo), Slovacchia (oltre mezzo milione), Serbia (quasi 400 mila), e Ucraina (oltre 150 mila). Nel novembre 2010 il governo ungherese ha convocato una Conferenza permanente magiara comprendente rappresentanti delle comunità ungheresi d’oltreconfine. La svolta politica a Bratislava ha però facilitato l’avvio di un nuovo corso nei rapporti con Budapest, suggellato proprio dal vertice V4 tenutosi nella capitale magiara il 20 luglio scorso. Il passaggio della presidenza del gruppo dall’Ungheria alla Slovacchia è stata l’occasione per un incontro fra i nuovi primi ministri ungherese e slovacco e per il rilancio del ruolo del club all’interno dell’Ue. A venti anni dalla sua fondazione, il gruppo di Visegrad dà corpo al formato “V4+”, che assegna ai suoi membri il compito di favorire l’integrazione euro-atlantica di altri paesi est e sud-europei, da quelli dei Balcani occidentali ai partner orientali…
… E ancora: Nel primo semestre del 2011 la presidenza di turno dell’Ue sarà detenuta dall’Ungheria, nel secondo dalla Polonia: può essere l’occasione per un rilancio del ruolo europeo dei paesi dell’Europa centrale, che negli ultimi tempi hanno avviato nuovi progetti di integrazione regionale rivolti ai paesi dei Balcani occidentali e a quelli dell’Est Europa. Nel 2011 si celebra peraltro il ventennale di uno dei più autorevoli club di paesi ex-socialisti: il Gruppo di Visegrad, costituito nel 1991 da Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia. … Leggi l’articolo
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L’Estonia adotta l’euro come moneta corrente e diventa il 17esimo membro di eurolandia. L’ingresso del paese baltico nella zona euro (ratificato in luglio dai ministri delle Finanze) non convince la Bce: Francoforte non ritiene sostenibile la convergenza raggiunta dal paese, soprattutto in fatto di controllo dell’inflazione… L’euro chiude il suo anno piu’ difficile con il dilagare della crisi del debito e gli attacchi della speculazione e apre il 2011 con l’ingresso dell’Estonia, prima repubblica ex sovietica ad entrare nel club della moneta unica e terzo paese ex comunista ad adottarla, dopo Slovenia e Slovacchia. Leggi. Interessante sarà vedere come Ungheria e Polonia che “resistono” all’euro sio comporteranno con l’Estonia. 
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Se il 2009, infatti, era stato l’anno dell’avanzata del G20 e dell’eclissi del G8, il 2010 non ha visto il nuovo Gruppo affermarsi in modo determinante sulla scena mondiale. E l’ambigua coesistenza tra G20 e G8 rischia di protrarsi,.. (anche se)… è però probabile che la tendenza a un maggiore coinvolgimento di Cina e India, di Brasile e Sud Africa e di altri paesi emergenti nella soluzione dei problemi internazionali trovi conferma nell’anno nuovo.
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Un anno, il 2010, ambivalente per quanto riguarda i Balcani. Abolizione dei visti per Bosnia Erzegovina e Albania e più franche relazioni regionali i dati più positivi; crisi economica mondiale, progetto europeo che scricchiola, collusione tra potere politico e criminalità i punti nevralgici da cui ripartire.

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