Print This Post Print This Post

Su Lampedusa (e dintorni)

TRE PAROLE SU LAMPEDUSA
di Maurizio Ambrosini, La Voce.info, 15.02.2011
… La crisi nordafricana bussa alle porte dell’Europa. E a quelle dell’Italia in particolare, con il ministro Maroni che prevede l’arrivo di 80mila migranti. Mentre nelle cronache risuonano tre parole: clandestini, emergenza, Europa. Utilizzate a sproposito, come spesso accade. Perché ancora una volta messaggi propagandistici, speculazione politica, impreparazione voluta e retorica dell’emergenza prendono il posto di politiche serie e lungimiranti. Nel breve periodo, rendono di più.
… La terza parola ricorrente in questi giorni consiste nel rimando all’Europa. Più precisamente, nel chiedere soldi e pattugliamenti all’agenzia europea Frontex, istituita nel 2004 per il controllo congiunto delle frontiere, con un costo nel 2008 di 42 milioni di euro. L’Europa, secondo i portavoce governativi e i giornali che ne riprendono le dichiarazioni, sarebbe lontana e inerte.
Il problema in realtà rimanda a un serio nodo politico: l’elaborazione di una politica europea condivisa sulla complessa tematica dell’immigrazione da anni segna il passo. Gli Stati sono gelosi delle proprie prerogative, temono di perdere anche solo brandelli di quel controllo dell’accesso al territorio nazionale che rappresenta uno dei residui simboli della propria sovranità. Un simbolo da sbandierare davanti agli occhi dei cittadini-elettori, che vedono come ogni giorno la sovranità nazionale sia intaccata dalla globalizzazione economica. Per questo, fra l’altro, l’Italia ha respinto seccamente gli interventi delle istituzioni europee sui respingimenti in mare.
Se fossimo meno provinciali, potremmo ricordare che quando la Germania o la Francia o i paesi scandinavi accoglievano migliaia di profughi, ci siamo ben guardati dall’accorrere in loro aiuto, ritenendo che l’accoglienza dei rifugiati fosse una questione dei singoli Stati nazionali. Attualmente in Italia vivono 55mila rifugiati, contro i 593mila della Germania. Non sarà facile convincere il governo tedesco a contribuire alle spese della cosiddetta “emergenza” di Lampedusa… leggi tutto
—————
Si scrive da più parti che l’Italia è lasciata di fronte al problema dei profughi, che una ripartizione europea della pressione migratoria è più urgente che mai, perchè fino a oggi gli stati meridionali d’Europa sono stati sovraccaricati dai profughi a causa della loro posizione geografica – “contro la quale non possono nulla…”. Leggo e mi chiedo. Gli immigrati che ogni anno entrano in Italia (circa 100-130 mila?) da dove entrano? L’80% pare entrino da Nord, dalle Alpi ovvero passando dalla Francia, dalla Svizzera, dall’Austria, dalla Slovenia, dalla Croazia. Se ciò fosse vero (dunque solo il 20% dal mare), perché di ciò che accade nel Nord Italia non si parla mai? Perchè sempre e solo tutti i guai arrivano da Sud?
———-
Commento maligno del Süddeutsche Zeitung – Germany, (16/02/2011), dal titolo: Unexpected help from Lampedusa: … The stream of immigrants from Tunisia comes at an opportune moment. In emergency situations Berlusconi is generally able to present himself as an indispensable man of action. He happily inflates issues to divert attention from his scandals. The Lampedusa affair may mean he has to attend this or that appointment which will unfortunately make it impossible for him to appear in court.”

Lascia un comento

 

 

 

Puoi usare questi tag

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>