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Si, voglio che la Grecia resti nell’euro

Se — non sia mai – la Grecia dovesse uscire dall’euro sarebbe innanzitutto un fallimento dell’UE ovvero nostro. Con effetti negativi nel breve medio lungo termine. Con tanti cervelli in Europa, possibile che non si trovi una soluzione?

Scrive Barbara Spinelli (“La Repubblica”):
- in Grecia “la democrazia è entrata in conflitto con le strategie che hanno preteso di salvare il paese. Nel voto del 6 maggio, la maggioranza ha rigettato la medicina dell’austerità che il Paese sta ingerendo da due anni, senza alcun successo ma anzi precipitando in una recessione funesta per la democrazia: una recessione che ricorda Weimar, con golpe militari all’orizzonte”….
- “l’80 per cento dei greci vuol restare nella moneta unica, ma non così: non con politici nazionali ed europei che li hanno impoveriti ignorando le vere radici del male: la corruzione dei partiti dominanti, lo Stato e il servizio pubblico servi della politica, i ricchi risparmiati”…
- “la via aurea per uscire dalla crisi: “Agli Stati nazionali il rigore, all’Europa le necessarie politiche di crescita”…
- “la cacciata di Atene non sarà solo il frutto d’un suo fallimento. Sarà un fallimento d’Europa, una brutta storia di volontaria impotenza. Sarà interpretato comunque così. Non abbiamo saputo combinare le necessità economiche con quelle della democrazia. Non siamo stati capaci, radunando intelligenze e risorse, di sormontare la prima esemplare rovina dei vecchi Stati nazione”…
- “Le difficoltà greche sono state affrontate con quello che ci distrugge: con il ritorno alle finte sovranità assolute degli Stati nazione. È un modo per cadere tutti assieme fuori dall’Europa immaginata nel dopoguerra”.

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