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Da Mesagne

… La carovana antimafia, che è poi passata, la sera, per le strade, raccogliendo sul percorso numerosi partecipanti, ha ‘cucito’ i cammini cittadini, ridisegnando una nuova geografia umana dei luoghi. Sul sagrato della Chiesa Matrice, infine, più forte dei duemila anni di retorica che rotolano sulle nostre teste, si sono formati gruppi di preghiera spontanei che hanno intonato canti. Tutto questo ci ha abbagliato, così come la chiusura totale dei negozi, i lumini a ogni angolo di strada, il furore che ha segnato i social-network, la coesione improvvisa e senza ripensamenti, la messa a nudo del dolore, la riappropriazione immediata dei luoghi e del paesaggio cittadino dopo l’esplosione di una bomba… Leggi tutto l’articolo di Domenico Pinto

Dai commenti all’articolo
: …  un paese dove si mescolano criminalità e lotta contro la criminalità, gente che vive in una terra bellissima, tra cielo e ulivi, con il mare in vista, ma un paese fatto di silenzio, di violenza, gente che vive insieme ma non sono della stessa parte…  non parlano la stessa lingua, o forse la lingua comune del silenzio… non avrei letto i segreti, il vendicarsi: una guerra non visibile, in paese sperduto, dietro il mare, o nelle montagne… Non si immagina la crudeltà – la ferocia della citta… E’ una tristezza vedere un paese camminare insieme non per una festa, ma per accompagnare una ragazza sotto terra.

Contro l’inutile e dannoso diluvio di parole nei media (e non solo) vale il vecchio adagio: “Lasciare alle parole il tempo di aspettare” (Paolo Franchi, sul Corriere della Sera).

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