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A Bellinzona la Polonia a Babel 2012

Babel festival
       Babel è il festival letterario centrato sulla traduzione, sia in senso stretto (scrittori che hanno uno stretto
rapporto con più lingue o più culture a dialogo con i loro traduttori italiani, laboratori di traduzione,
traduzioni tra le arti, pubblicazione di libri in traduzione, ecc.), sia come metafora di ospitalità linguistica,
attraversamento e incontro. Accanto alla programmazione letteraria, denominata «La parola oltre i
confini», con «Oltre i confini della parola» Babel estende la sua ricerca agli altri linguaggi artistici.
       Babel è un evento unico in quanto si concentra sulla traduzione letteraria, non in termini specialistici, ma
al contrario portando un pubblico ampio e i media a confrontarsi con questa pratica fondamentale per la
fruizione della letteratura, e altrettanto fondamentale per comprendere il mondo contemporaneo col suo
bisogno di comunicazione globale e di identità locali – a maggior ragione in una situazione plurilingue e
culturalmente divisa come quella della Svizzera in generale e del Ticino in particolare. E la traduzione ha
dimostrato di essere una chiave d’accesso privilegiata per coinvolgere un pubblico vario e gli scrittori, gli
addetti ai lavori e gli studenti delle scuole, i giornalisti e i traduttori, in un dialogo che anno dopo anno si
misura con realtà svizzere e mondiali, arte e politica, letteratura e vita.
       Arrivato alla sua sesta edizione il festival Babel è riconosciuto come uno degli eventi letterari di maggior
rilievo sia in Svizzera sia in Italia. Babel in questi anni è cresciuto gradualmente e continua a ridefinirsi,
facendo tesoro dell’esperienza acquisita, continuando a interrogare le potenzialità dei suoi ambiti di
ricerca. Elementi della crescita sono stati la fama mondiale degli autori invitati, l’affluenza di un pubblico
internazionale, l’intensa presenza sui media svizzeri e italiani, il forte sviluppo dei vari settori (Settore
ricerca, Settore scuole, extraBabel, infraBabel, artBabel, cineBabel), lo sviluppo di nuove importanti
collaborazioni sul territorio e a livello svizzero, nonché un’articolazione sempre maggiore della struttura
interna, della professionalità, della cura degli spazi del festival e dei rapporti con il pubblico.
Edizione 2012: Babel 2012: Polonia, poesia e altra scrittura non narrativa
       La Polonia ha prodotto i più strabilianti risultati letterari al di fuori dei confini del romanzo: il reportage di
Ryszard Kapuscinski, il teatro di Jerzy Grotowski e Tadeusz Cantor, la saggistica in genere, e
soprattutto la poesia di Zbigniew Herbert, dei premi Nobel Czeslaw Milosz e Wislawa Szymborska, di
Tadeusz Rózewicz, Julia Hartwig, Adam Zagajewski, tra i massimi poeti del Novecento.
       Nel 2012 Babel invita la Polonia e coglie l’occasione per esplorare le scritture non romanzesche. Il
festival intende prendere il polso alla poesia contemporanea polacca per scoprire il lavoro delle nuove
generazioni cresciute senza l’ombra del muro ma all’ombra meravigliosa di questi poeti. E allo stesso
tempo dare spazio alla nuova saggistica polacca, di stampo lirico e della «scuola polacca del
reportage», al teatro e a letterature visuali come la graphic novel, la poesia in movimento e
l’illustrazione.
       Dopo edizioni in cui il festival ha invitato gli scrittori a rispondere a domande storiche, politiche e sociali,
le domande che Babel pone nel 2012 sono letterarie. Siccome il focus è sui generi letterari poco
frequentati dai principali canali dell’editoria, questa edizione sarà un’edizione-laboratorio: Babel non si
limita a presentare i migliori risultati di questa letteratura ma si impegna attivamente in un lavoro di
ricerca che si articola durante l’anno, e protrae i suoi effetti grazie a extraBabel e alle pubblicazioni
infraBabel.
Autori «La parola oltre i confini»
– Julia Hartwig: poeta e saggista, testimone di quasi un secolo di poesia e di storia polacca;
– Adam Zagajewski: poeta e autore di saggi illuminanti;
– Antoni Libera, regista teatrale, narratore, traduttore e amico di Beckett, librettista di Krzysztof Penderecki; apre il
festival in dialogo con Francesco Cataluccio;
– Francesco Cataluccio: autore di Vado a vedere se là è meglio (Sellerio), in cui entrano come personaggi
vari poeti, modo narrato di avvicinarsi alla storia della poesie e letteratura polacca;
– Jaroslaw Mikolajewski e Fabio Pusterla: conversazione tra due poeti. Mikolajewski, che ha tradotto
Dante e scritto un saggio sulla traduzione di Dante, dialogherà anche con Lech Majewski, che sta
lavorando a un film sulla Divina commedia;
– antologie infraBabel di poeti tradotti da poeti: Jacek Dehnel e Matteo Campagnoli e altri due poeti; altre
coppie per i programmi extraBabel;
– presentazione dell’antologia Inattese vertigini: panoramica della poesia contemporanea e dialogo dei
due curatori, Amenta e Costantino, con i poeti Wojciech Bonowicz e Eugeniusz Tkaczyszyn-Dycki;
– «scuola polacca del reportage»: Mariusz Szczygiel, autore di “racconti-reportage si muovono agilmente
tra grande giornalismo e buona letteratura e ci ricordano che dietro le apparenze della normalità ogni
vita è una, e che non esistono vite insignificanti” (Fofi);
– graphic novel: Marzena Sowa con l’illustratore francese Sylvain Savoia, autori di Marzi.
– Lech Majewski: regista/poeta/video artista, i suoi lavori sono incessanti attraversamenti dei confini tra
arte e cinema, pittura e poesia, osservato e osservatore. Apre il festival giovedì la proiezione di The Mill
and the Cross (I colori della passione), traduzione cinematografica della pittura di Bruegel.
«Oltre i confini della parola»
Concerto: Bester Quarter (già Krakow Klezmer Quartet): Hourglass Sanatorium, interpretazione tra
klezmer e jazz del capolavoro di Schulz (anche diventato film di Has), composta per loro da John Zorn.
cineBabel: Circoli del cinema (serie giovani registi; The Mill and the Cross).
artBabel: mostra di manifesti di cinema/teatro; Lech Majewski; rapporto arte/cinema.
infraBabel
Il lavoro di ricerca svolto dal festival Babel porta ogni anno a scoprire testi, contesti, idee, autori
affascinanti e inediti: col passare del tempo Babel ha trovato sempre più partner interessati a sfruttare
queste scoperte, che possono così continuare a generare senso in forma di libro, filmato, intervista o
articolo. Per questo dal 2012 questa dimensione assume uno statuto indipendente all’interno della
struttura del festival, nominata infraBabel pensando proprio alle sorprese incontrate tra le migliaia di
pagine lette per la preparazione delle varie edizioni.
I principali progetti di infraBabel 2012 sono:
– doppia antologia di giovane poesia polacca e svizzera-italiana, poeti tradotti da poeti. Babel ha scelto
sei giovani poeti polacchi e sei giovani poeti svizzeri italiani (dunque di lingua italiana e strettamente
legati alla realtà culturale svizzera: ciò permette di intendere la Svizzera italiana come contesto di
immigrazione, dall’Italia e da altrove, e di emigrazione). In base ad affinità di scrittura e a una lingua
franca in comune, i poeti lavoreranno a coppie alla traduzione delle proprie poesie. Il risultato sarà
un’antologia di giovane poesia polacca tradotta da poeti svizzero-italiani, pubblicata nella collana Babel
delle Edizioni Casagrande, e un’antologia di giovane poesia svizzero-italiana tradotta da poeti polacchi,
pubblicata da una casa editrice polacca e distribuita in Polonia.
– produzione di video interviste a grandi poeti, idealmente da produrre con RSI o altri canali tv. Derek
Walcott su Milosz; Seamus Heaney su Herbert; Tadeusz Rozewicz; Giorgio Orelli.
– libro con due meravigliosi saggi di Adam Zagajewski, nella collana Babel di Casagrande.
– libro con un racconto di Antoni Libera, tradotto da Alessandro Amenta per cascio editore.
– Undici astri sull’epilogo andaluso di Mahmud Darwish, undici poesie tradotte dall’arabo attraverso
interlineare dai poeti del comitato Babel, per l’editore La grande illusion di Pavia.
extraBabel
Porta ospiti e tematiche del festival ad attraversare i confini geografici e temporali, prova della rilevanza
universale delle riflessioni di Babel: se la traduzione è metafora di ospitalità e incontro, la Svizzera e il
crocevia ticinese possono essere intesi a loro volta come metafora della traduzione. Tra le
collaborazioni, Maison de la littérature Ginevra, Literaturhaus Zurigo, università Friborgo, ISR Roma.
Settore ricerca
Workshop di traduzione letteraria e per il cinema, il fondo Biblioteca di Babel. Intensificati i apporti con le
università italiane e svizzere Si inizia a lavorare al Premio di traduzione Babel, un premio pensato per
mettere in luce i giovani traduttori.
Settore scuole
Continua il lavoro per sensibilizzare i ragazzi delle scuole ticinesi alle tematiche del festival e della
cultura ospite; ci si concentrerà sopratutto sulle Scuole medie superiori del cantone e USI.
Contatti

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