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Giorgio Napolitano in Polonia

Brindisi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Pranzo di Stato offerto dal Presidente della Repubblica Polacca Bronislaw Komorowski

Varsavia, 11/06/2012

Signor Presidente,
Signora Komorowski,
Signore e Signori,

Sono molto grato al Presidente della Repubblica di Polonia, Komorowski, per le gentili espressioni e per la calorosa accoglienza che ha voluto riservare a me, a mia moglie e alla mia delegazione. Questa visita in Polonia vuole rinsaldare una profonda amicizia che si nutre di valori morali, culturali e anche religiosi comuni ai nostri paesi e ai nostri popoli.

Le nostre grandi scelte di collocazione internazionale coincidono : Europa e Alleanza Atlantica. Siamo insieme in Afghanistan, in Kosovo, in Bosnia, in Georgia, in Libano, in missioni militari e civili per la pace e la stabilità internazionale. Siamo convinti della necessità di un forte e deciso impegno europeo a sostegno del risveglio arabo nel segno della democrazia e della libertà, sulla sponda Sud del Mediterraneo. In questa cornice generale stiamo sviluppando un rapporto bilaterale strategico, come ha mostrato il recente Vertice intergovernativo.

Non è solo la politica italiana che guarda alla Polonia: studiosi, imprenditori, moltissimi giovani, anche studenti, sono attratti da una Polonia che ha ripreso il suo posto al centro della scena europea, mostrando un’invidiabile capacità di crescita in tempi di crisi globale. Da tutti i punti di vista potrete ben dire ai miei connazionali che visiteranno il Vostro Paese per assistere alle partite di EURO 2012 : “Feel like at home”! Sì, sono sicuro che si sentiranno “a casa”.

Non per la prima volta, Signor Presidente, i colloqui con Lei e con il Primo Ministro Tusk, hanno confermato come la fierezza delle nostre rispettive nazionalità, forgiate dalla storia e dal sacrificio nella lotta per la libertà, si riconosca oggi nel comune destino europeo. Per italiani e polacchi l’Europa unita è una conquista irreversibile. Nell’Unione Europea, la Polonia è l’anello fondamentale di congiunzione tra l’Europa occidentale e quei Paesi che ad essa si sono ricongiunti dopo lo storico spartiacque del 1989. E forse nessuno meglio di Bronislaw Geremek ha saputo esprimere la visione di un’Europa che ha nella sua diversità la più grande ricchezza e garanzia per il futuro.

La Polonia si rende perfettamente conto che la dura sfida cui è sottoposta la moneta unica, l’Euro, è una sfida all’intera Unione. Condividiamo pienamente l’esigenza di procedere progressivamente verso una maggiore integrazione, ormai anche politica e nel modo più deciso, sulla base del metodo comunitario previsto dal Trattato di Lisbona. Solo così, potremo competere con le grandi, nuove potenze emergenti dell’Asia, delle Americhe e dell’Africa.

Ricordo con piacere, Signor Presidente, il nostro incontro dello scorso anno, proprio qui a Varsavia, in occasione del Vertice dei Capi di Stato dell’Europa centrale. Solo pochi giorni dopo, la Sua partecipazione alle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia a Roma, il 2 giugno 2011, fu apprezzata moltissimo da me e da tutti gli italiani.

Ieri ho deposto una corona di fiori ai cantieri navali di Danzica, dove le aspirazioni del popolo polacco presero il volo per ispirare e guidare la rinascita di una Polonia libera, indipendente e democratica, affrancandola dalle catene di un gravoso passato. E non dimentico il ruolo di Solidarnosc, della resistenza e dell’esempio di quel movimento e di quegli uomini, che avviarono in Polonia, nella primavera del 1989, il processo che avrebbe portato poi alla caduta del muro di Berlino e del blocco sovietico. Oggi visito una Polonia forte e dinamica, matura politicamente, con una vivace e appassionata gioventù : una Polonia che crede nel futuro e costituisce esempio di democrazia e libertà per tutti i Paesi della regione.

La condivisione di valori e culture fra i nostri due popoli viene da lontano. Il Rinascimento italiano si arricchì con le idee di centinaia di studiosi e giovani polacchi che decisero di studiare nelle Università italiane: basti ricordare Copernico, che studiò a Bologna. Le innovazioni dell’arte, delle lettere e della filosofia del Rinascimento italiano trovarono terreno fertile in Polonia, lasciandovi vive testimonianze a cominciare da quelle portate dalla Regina Bona Sforza. Pittori come Bernardo Bellotto, di cui ho appena ammirato la Vostra ricca collezione, sono ormai parte del patrimonio culturale polacco. Sono stato lusingato di essere stato accompagnato qui da due importanti tele del Canaletto, ora esposte proprio nella omonima sala di questo splendido Palazzo.

Nel corso dell’Ottocento Italia e Polonia furono protagoniste della “primavera europea”: i nostri popoli fecero causa comune nella lotta contro l’oppressione. Sincera è la gratitudine dell’Italia per l’appoggio dei patrioti polacchi ai moti italiani nel 1830 e 1848. Decine di italiani sacrificarono la vita nel corso della “Rivoluzione di gennaio” che nel 1863 tentò di liberare la Polonia dal dominio straniero. Fra di loro non posso non ricordare il garibaldino Francesco Nullo che, al comando di 600 coraggiosi perse la vita in battaglia nei pressi di Cracovia, il 5 maggio 1863: il prossimo anno ne commemoreremo degnamente il 150° anniversario.

I nostri Inni nazionali si richiamano a vicenda. Le tragedie che hanno segnato l’Europa del XX secolo hanno finito col rafforzare i sentimenti fraterni che uniscono Italia e Polonia. Il coraggioso contributo dei soldati polacchi nella battaglia di Montecassino, sotto il comando del generale Anders, aprì la via alla Liberazione dell’Italia. Mi sono commosso nel vedere, nel sacello del Milite Ignoto qui a Varsavia, la terra proveniente da Montecassino, intrisa di sangue polacco.

Tra quei combattenti polacchi per la liberazione dell’Italia, ci fu anche un grande patriota e scrittore, Gustaw Herling, alla cui splendida figura spero potremo presto, Signor Presidente, rendere insieme omaggio a Napoli, nella città e nell’alto tempio di cultura che lo accolsero nella seconda parte della sua vita.

E’ dunque nel richiamo a un passato ricco di memorie comuni e ad un futuro fecondo di prospettive per entrambi i nostri paesi, che formulo i più sinceri auguri di felicità e serenità a Lei e alla Sua gentile Consorte e levo il calice alla salda amicizia tra la Repubblica di Polonia e la Repubblica Italiana.

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