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Appunti a margine incontro Italia-Germania

Sabato, il giorno dopo il lungo viaggio del Presidente Giorgio Napolitano in Germania (vedi qui e qui e qui), nelle stanze dei Palazzi del Quirinale si tiene un incontro bilaterale italo-tedesco organizzato dai rispettivi movimenti federalisti, dal Consiglio Italiano del Movimento Europeo e dal Europaische Bewegung Deutschland. Il tema: il futuro dell’Unione Europea. Due le domande: come rafforzare i legami tra Italia e Germania, che si sono un po’ affievoliti negli ultimi venti anni. Ma, soprattutto, come aiutare il processo di integrazione, come rafforzarlo e approfondirlo?

L’impressione generale: sicuramente sotto shock per i risultati delle elezioni italiani, gli interventi italiani hanno avuto – salvo eccezioni – i toni più allarmati, una consapevolezza più acuta della peculiarità del momento, della pericolosità dell’attuatle congiuntura europea, ma sono anche stati più ricchi di proposte e di passioni positive. I partecipanti tedeschi sono sembrati più trincerati, estremamente prudenti.

SPUNTI DAL DIBATTITO

  • Valori ancora validi per l’UE 27? La pace, la solidarietà, la democrazia. Bastano? UE ancora all’altezza, ancora adeguata alla realtà?
  • Lucidità: quanto pesa demograficamente un paese come l’Italia? E la Germania, il paese più “pesante” dell’UE 27? Meno dell’1% della popolazione mondiale. Un dato che dice l’essenziale.
  • Importanza dei due sistemi industriali tedesco e italiano nel quadro europeo, importanza del mercato interno per ambedue i paesi. Il mercato UE ormai molto interconnesso.
  • Estremamente significativo è il fatto che il Presidente Napolitano abbia scelto – dopo gli USA – la Germania come ultima meta estera del suo mandato. Metà dei colloqui in Germania hanno riguardato l’Europa.
  • L’UE 27 come attore globale a livello mondiale? Lo sarà veramente quando l’UE si sarà rafforzata al suo interno
  • Crisi? Troppo potere al denaro, settore finanziario non regolamentato

DI CONTRO, ELEMENTI DI CRITICITA’:

– cattiva fama dell’UE presso i cittadini: Europa sentita come realtà ostile, come parte del problema (e non come soluzione al problema come difatti è e dovrebbe essere), prevale il senso di impotenza, senso di ingiustizia, ostilità dei cittadini all’euro e all’integrazione, crisi di fiducia, la fiducia è un sottile strato di ghiaccio, insicurezza, mancanza di chiarezza. Prevalgono le critiche all’UE. Il risultato: aumentano i voti di protesta, il non voto, le astensioni. I cittadini vedono e sentono gli Stati nazionali come impotenti di fronte all’UE. Non c’è legame emotivo tra cittadini e Parlamento Europeo, l’UE non è sentita come legittima. Uno spettro aleggia per l’Europa: lo spettro del deficit democratico. Gli straordinari vantaggi dell’UE non vengono più percepiti. Poca informazione, poche reciproche conoscenze bilaterali e multilaterali, (ri)salgono stereotipi e luoghi comuni, riemergono giudizi sommari degli uni e degli altri, contrapposizioni polemiche. Il progetto è “messo in discussione” da più parti. Il governo UE è sentito come ingerenza dallo Stato nazionale, quindi dai cittadini.

– anche tra paesi non ci si fida più, diffidenza reciproca tra i membri UE 27

– due Europa: una in recessione e una in stagnazione. Le previsioni sono: crescita piatta, la prospettiva: depressione economica. Scenario dei più negativi.

– elezioni italiane: campanello di allarme per tutta l’UE. Ascoltare i segnali, i cittadini. Oggi il sentimento europeo è sottotraccia, tra un anno, se non si fa niente, avremo un’Italia anti-Europea. Se salta l’Italia, se la penisola diventa euroscettica, salta il progetto europeo. Ribellione contro larga parte delle élite dirigenti che non riscuotono più fiducia, hanno deluso, non hanno mantenuto le promesse, hanno detto cose contraddette dai loro atti e comportamenti = lezione generale. Oggi è un rigetto di “questo tipo di Europa”, non (ancora) dell’Europa. Domani?

– come si auto-presenta il Movimento 5S = portavoce dell’indignazione, partecipazione attraverso la Rete, capire cosa succede, critica della classe politica e della sua politica. Per esempio: la gestione della transizione alla moneta unica è stata fatta malissimo, donde la proposta del referendum, per far dibattere i cittadini, e costringere i politici a confrontarsi con le loro responsabilità.

– anche il voto francese ha detto no a “questa Europa”, con altre modalità.

– elezioni tedesche tra 5 mesi: incognite, la politica tedesca non è incisa nel marmo

– dramma sociale in atto, disperazione, effetto dell’austerità è la messa in discussione della tenuta democratica tedesca

– mancanza di leadership europea degna di questo nome

– il rigore ha generato enormi tensioni sociali in tutta l’UE 27. Situazione veramente critica: in tutta Europa ci sono movimenti e anche partiti euro-contrari, euroscettici, anti-Europa.

– tematiche europee indubbiamente di difficile comprensione (tecniche, tecnocratiche), ma anche mal percepite e mal raccontate (vedi il tema dei soldi: tutto sembra ridursi a chi paga o non paga per chi e per cosa) (Europa = pagamento dei debiti = falsa e dannosa immagine)

– difficoltà di linguaggio, difficoltà di comunicazione in Europa: “rigore” in Germania non ha lo stesso significato che “rigore” in Italia. la politica che funziona è politica di austerity più stimulus, la crescita senza nuovi debiti.

– segnali anti-europei? I progetti di re-introduzione dei controlli alle frontiere

SOLUZIONI?

–         CHI: il Parlamento Europeo = dare più potere al Parlamento Europeo, l’istituzione più legata ai cittadini. Stringere la collaborazione tra PE e parlamenti nazionali, rafforzare di più il controllo democratico sull’UE, sul bilancio europeo. Promuovere un’iniziativa concreta: assise inter-parlamentare, con date e tappe precise. Parlamento europeo deve essere motore nuovo impulso europeo, le elezioni di fine maggio 2014 saranno fondamentali. Troika deve riferire al PE.

–         nell’immediato il Parlamento Europeo deve rigettare il bilancio europeo “in quanto non rispondente alle esigenza di crescita”. Gesto sarebbe dirompente.

–         Occorre dotare l’UE27 di risorse adeguate, anche supplementari (alcune tasse vadano direttamente all’UE e non vengano più trasferite per “grazia” dei governi nazionali).

–         COME: allargare l’arena, lo spazio di comunicazione e di coinvolgimento, spiegare di più e a tutti i livelli, creare opinione pubblica europea, trasmettere messaggi appropriati all’opinione pubblica, anche aspetti positivi (spese europee per le prestazioni sociali sono enormi a livello mondiale). Bisogna trascinare le popolazioni (si, giusto, ma come? Non lo dice mai nessuno). Riconciliare i cittadini con l’UE. Recuperare orgoglio di essere europei.

–         promuovere la società civile, specie attività di volontariato

–         andare avanti sulla strada della realizzazione dei 4 pilastri: unione bancaria, unione di bilancio, unione fiscale, infine (entro il 2020) unione politica.

–         integrazione fiscale = bilancio europeo, costruito progressivamente, trasferendo risorse. l’euro prima o poi deve appoggiarsi sul bilancio europeo.

–         indirizzare i proventi della tassazione delle transazioni finanziarie a sovvenzionare nuove azioni europee comuni (energia per esempio, lavoro)

–         MA manca il sociale, il lavoro, quindi il piano d’azione è da completare con un 5° pilastro, il sociale, il lavoro, che devono diventarere priorità europea per accrescere la produttività, oltre che per ragioni di giustizia sociale, di inclusione (dei giovani, degli esclusi, dei penalizzati dalla crisi).

–         unirci di più su politica estera e difesa

–         tornare al metodo comunitario

–         nuova ripartizione di compiti tra livello nazionale ed europea: agli Stati il rigore, all’UE lo sviluppo (fondo europeo per lo sviluppo)

–         maggiore condivisione di sovranità (che comporta nuove cessioni di sovranità)

–         Francia, Germania, Italia, ma anche Spagna, Polonia, Svezia… i paesi da coinvolgere sono molti, tutti i figli vogliono avere un ruolo.

–         COSA: riforma dei Trattati, nuovo Trattato di base, ipotesi di Convenzione nel 2015 che ci dev’essere, ci dev’essere una road map e un grande evento per inaugurare il processo, per preparare la sostanza della nuova Convenzione che comporterà alla fine un cambiamento delle Costituzioni interne. Convenzione deve mettere al suo centro la questione sociale, non le questioni di governance. La Convenzione deve porsi subito la domanda di chi sono gli interlocutori sociali con cui discuterla e da coinvolgere: quindi va elaborata in collegamento con la società civile.

–         la procedura costituente deve essere tesa a federare l’eurozona plus (zona euro più i paesi che vogliono entrare nell’euro), 17 + o 28 –

–         il governo dell’UE non deve essere più il Consiglio europeo come oggi (deriva inter-governativa), ma la Commissione perché la Commissione risponde al Parlamento europeo: per andare in quella direzione il Presidente della Commissione (eletto) e il Presidente del Consiglio devono essere la stessa persona.

–         le elezioni europee non devono diventare un si o un no all’Europa, ma una scelta sull’indirizzo da prendere, una scelta del Presidente della Commissione.

–         Verso dove? Verso l’Unione federale, qualcosa che già c’è, ma va consolidato senza enfatizzare troppo la novità, il salto di livello

–         La Gran Bretagna deve rimanere dentro

–         Non chiedere troppo all’UE

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