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ITALIA, EUROPA E POI? – il libro

DASTOLI PIER VIRGILIO, SANTANIELLO ROBERTO
C’ERAVAMO TANTO AMATI — ITALIA, EUROPA E POI?
Università Bocconi editore (Ube), MIlano 2013

Il libro

Il dibattito politico in Italia, che ha preceduto e seguito le recenti consultazioni elettorali, tocca, forse per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, anche i rapporti tra il nostro paese e l’Unione Europea, accusata di essere incapace di dare risposte concrete ai bisogni degli italiani o, peggio ancora, di essere la causa dei loro mali. I toni sono accesi e le diverse opinioni tagliano spesso trasversalmente gli schieramenti politici. Si va da sentimenti apertamente euroscettici a posizioni più articolate che chiedono con più o meno forza di ridiscutere le regole e il modo di agire dell’Europa in campo economico. Il confronto politico tuttavia non supera ancora le nostre frontiere pagando il prezzo dell’inesistenza di un vero spazio pubblico europeo. In questo clima, in cui le granitiche certezze europeistiche dell’Italia sembrano sgretolarsi, C’eravamo tanto amati aiuta a rileggere un periodo molto importante della storia della costruzione comunitaria e a comprendere quale sia oggi la posta in gioco nei rapporti tra il nostro paese e l’Unione Europea…

C’eravamo tanto amati  giunge in un momento estremamente delicato per il Vecchio Continente in cui il  sentimento di paura agita il sonno non solo degli italiani, ma anche della maggioranza dei cittadini europei…. Conferma innanzitutto la mia convinzione che l’Europa, sin dall’inizio del processo di integrazione, è stata e sarà un cantiere aperto, sempre in movimento, sempre proiettato verso nuovi obiettivi e nuove sfide. E, forse, sempre incompiuta… Come spiegano gli autori, ci sono ragioni importanti per avviare una nuova stagione riformatrice. Sono ragioni che vengono da lontano e sono quelle che avevo indicato in Un’idea dell’Europa scritto nel 1999 al termine della mia prima esperienza di capo di governo e nell’imminenza di guidare la Commissione europea. Scrissi allora che le questioni più urgenti a cui fornire  una risposta innovativa ed efficace erano due: la riforma del modello economico e sociale e una politica capace di affrontare le ansie identitarie delle persone…. L’Unione Europea deve trovare risposte a queste ansie, perseguendo innanzitutto senza timidezze il completamento del processo verso una vera unione economica e monetaria. Poter contare su un’efficace governance economica è fondamentale, anche per dare nuova linfa al modello europeo di società….

… se il pragmatismo e la politica dei piccoli passi hanno consentito all’Europa di trovare soluzioni comuni a problemi comuni, è grazie all’apporto di visionnaires (nel senso francese della parola), come Altiero Spinelli, che il progetto europeo si è arricchito di nuovi e ambiziosi obiettivi. In questo senso, i dirigenti europei hanno l’obbligo di essere dei visionnaires, cioè di avere una visione lucida e lungimirante sulle finalità  politiche del progetto…

… L’Italia, paese fondatore delle Comunità Europee, deve dare il suo fondamentale contributo, giocando questa nuova partita costituente, come affermano Dastoli e Santaniello, da centrocampisti centrali, nel cuore del gioco, non arroccati in difesa a fare catenaccio. Il nostro paese deve tornare a esprimere il suo tradizionale europeismo, considerando innanzitutto gli obblighi europei come un’opportunità e non solo un vincolo… l’Italia non può che riprendere da subito il cammino da formichina capace tuttavia di preparare il futuro. Questo significa impegnarsi affinché il modello di Europa che conviene all’Italia possa finalmente affermarsi. E l’Europa che conviene all’Italia è un’Europa democratica, costruita su basi federali e dotata di una reale dimensione politica e di un efficace sistema di governo dell’economia. Altra strada non c’è (Dalla prefazione di Romano Prodi).

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