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	<title>Polonia mon amour &#187; 2007-oggi ue a 27</title>
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		<title>Triste guerricciola europea a colpi di stereotipi e scorciatoie storiche</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[2007-oggi ue a 27]]></category>
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		<description><![CDATA[Srive Luigi Spinola sul Riformista Angela Merkel vorrebbe i fratelli europei un po&#8217; più tedeschi, austeri e disciplinati. Il resto del continente vorrebbe la Kanzlerin un po&#8217; meno tedesca, miope e tirata. E a margine della discussione se per dare credibilità alla moneta comune sia prioritario il rigore imposto per legge a tutti o una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Srive Luigi Spinola sul Riformista</p>
<p style="text-align: justify;">Angela Merkel vorrebbe i fratelli europei un po&#8217; più tedeschi, austeri e disciplinati. Il resto del continente vorrebbe la Kanzlerin un po&#8217; meno tedesca, miope e tirata. E a margine della discussione se per dare credibilità alla moneta comune sia prioritario il rigore imposto per legge a tutti o una maggiore potenza di fuoco del Fondo salva Stati, riemergono in maniera via via più caricaturale le assopite inimicizie continentali. Fino all&#8217;osceno «A noi Schettino, a voi Auschwitz» che campeggiava ieri in prima pagina sul  Giornale (Auschwitz peraltro anche un po&#8217; «a noi», purtroppo).Hanno iniziato greci e tedeschi, un anno fa, a usare stereotipi nazionali come armi politiche improprie. Con l&#8217;aggravarsi della crisi è arrivato il tana libera tutti. La Germania da tempo non ci appariva così insostenibilmente tedesca. Troppo forte o troppo debole non si sa, ma certo troppa e se non eternamente nazista, (e quindi Sarkozy che le cede simile al Daladier della scellerata Conferenza di Monaco, secondo il socialista Jean-Marie Le Guen) allora «dominatrice e bismarckiana» (Arnaud Montebourg, sempre Ps). E noi mediterranei, ai loro occhi, mai così terroni &#8211; pelandroni, vigliacchi, disonesti eccetera &#8211; perché la scorciatoia genetica o antropologica fa coppia con quella storica. Non a caso ai nostri due Mario da esportazione viene riconosciuta come garanzia di qualità una mistica identità tedesca.Se vista da oltreoceano, la Costa Concordia è l&#8217;immagine della Ue che affonda a causa dell&#8217;imperizia del comandante (Wall Street Journal) tra noi europei Schettino incarna il presunto vizio nazionale della codardia, illustrato con vecchie battute da trincea sui tank italiani «che hanno una sola marcia avanti, e quattro che vanno indietro» (The Daily Mail), che avvalorerebbe perplessità sulla purezza del nostro pedigree razziale (Der Spiegel).Non finisce qui. I francesi? Arroganti, ovvio. E i britannici egoisti e spocchiosi. «Meglio essere francesi che britannici», comunque, ha assicurato un mese fa il ministro delle Finanze François Baroin, nei giorni in cui il governatore della Banca di Francia Christian Noyer auspicava un declassamento di Londra che ha «più deficit, altrettanto debito, più inflazione, meno crescita di noi». E anche pezzi di territorio che deve cedere, come Gibilterra sul destino della quale, ha ammonito in settimana il nuovo ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Garcia-Margallo, «il tempo degli scherzi è finito» ed è ora di fare passi avanti sulla questione della sovranità.È improbabile che gli oltre cinque milioni di spagnoli disoccupati (più del 22 per cento, record registrato ieri) ne traggano motivi di conforto, ma non si sa mai. In tempo di crisi, ritrovare intatti vecchi pregiudizi e rivendicazioni può servire anche come ammortizzatore, all&#8217;apparenza a poco prezzo. Sempre se non scordiamo che oltre mezzo secolo abbiamo iniziato mettendo in comune acciaio e carbone per impedirci di continuare a fare la guerra, cosa che fino ad allora ci era sempre riuscita benissimo.</p>

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		<title>Domani era il 13 dicembre 1981</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1980-1981 solidarnosc vittoriosa]]></category>
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		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO 12 dicembre 2011, ore 18.00 Sala Buzzati , Via Balzan 3, angolo via S.Marco, Milano 1981- 2011 La Polonia e l’Europa da Solidarnosc alla presidenza dell’UE saluto introduttivo Krzysztof Strzałka, Console Generale della Repubblica di Polonia intervengono Vittorio Da Rold, Il Sole 24 ore Paolo Galli, già Ambasciatore d’Italia a Varsavia Luigi Geninazzi, Avvenire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO 12 dicembre 2011, ore 18.00<br />
Sala Buzzati , Via Balzan 3, angolo via S.Marco, Milano</p>
<p><strong><a href="http://fondazionecorriere.corriere.it/iniziative/polonia-l-europa_ad9cdd4e-1a96-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml">1981- 2011 La Polonia e l’Europa<br />
da Solidarnosc alla presidenza dell’UE</a></strong></p>
<p>saluto introduttivo<br />
Krzysztof Strzałka, Console Generale della Repubblica di Polonia</p>
<p>intervengono</p>
<p>Vittorio Da Rold, Il Sole 24 ore</p>
<p>Paolo Galli, già Ambasciatore d’Italia a Varsavia</p>
<p>Luigi Geninazzi, Avvenire</p>
<p>Tadeusz Konopka, ANSA di Varsavia</p>
<p>Paolo Morawski, <a href="http://www.poloniaeuropae.eu/">Poloniaeuropae</a></p>
<p>Sandro Scabello, già inviato del Corriere della Sera</p>
<p>Franco Venturini, Corriere della Sera</p>
<p>coordina<br />
Beppe Severgnini</p>

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		<title>Italia-Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 10:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[2007-oggi ue a 27]]></category>
		<category><![CDATA[paesi-italia]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿﻿﻿﻿Ieri  le parole dell&#8217;ex Commissario Mario Monti, sulla crisi dell&#8217;euro. &#8220;L&#8217;Italia non è mai stata così decisiva per l&#8217;avvenire dell&#8217;Europa e così estranea alle decisioni sull&#8217;avvenire dell&#8217;Europa&#8221;, ha detto in un forum del Corriere della Sera. pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿﻿﻿﻿Ieri  le parole dell&#8217;ex Commissario Mario Monti, sulla crisi dell&#8217;euro. &#8220;L&#8217;Italia non è mai stata così decisiva per l&#8217;avvenire dell&#8217;Europa e così estranea alle decisioni sull&#8217;avvenire dell&#8217;Europa&#8221;, ha detto in un forum del Corriere della Sera.</p>

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		<title>2050: un&#8217;Europa con molti anziani</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 14:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[2007-oggi ue a 27]]></category>
		<category><![CDATA[europa-economia]]></category>
		<category><![CDATA[post in inglese]]></category>

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		<description><![CDATA[In 2050, nearly one in three European citizens will be 65 or older. Demographic change and population ageing is one of the greatest challenges that will affect the structure of the EU economy over the next couple of decades, through its impacts on labour markets, pensions systems and public finances. The policy implications of this [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>In 2050, nearly one in three European citizens will be 65 or older.</strong> Demographic change and population ageing is one of the greatest challenges that will affect the structure of the EU economy over the next couple of decades, through its impacts on labour markets, pensions systems and public finances.<br />
The policy implications of this demographic evolution are profound: the proportion of people of working age in the EU will shrink at the same time as the number of those who potentially need support mechanisms, such as retirement benefits and public healthcare, expands. European societies will need to respond and adapt to this change.<br />
The challenge varies considerably across Europe, since EU member states are at different starting points, both concerning their demographic outlook and also their labour market performance.<br />
Assessing the relative position of EU countries according to the old-age dependency ratio &#8211; a demographic indicator that measures the proportion of people over 65 over the working-age population &#8211; shows that the best performing countries are Ireland, Slovakia, Cyprus and <strong>Poland. </strong>Old-age dependency ratio is often used to estimate the impact of demographic trends on welfare systems and, according to Eurostat projections, the average ratio in the EU is forecast to grow from 25.9% in 2010 up to 50.4% in 2050&#8230;..  <a href="http://www.epc.eu/documents/uploads/pub_1265_working_away_at_the_cost_of_ageing.pdf">Leggi tutto</a></p>

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		<title>1 maggio 2011</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2011/04/27/1-maggio-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 08:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[2007-oggi ue a 27]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal prossimo 1 maggio saranno abolite le ultime restrizioni nei confronti dei cittadini di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria per l’accesso al mercato del lavoro negli altri paesi membri dell’Unione Europea. Previste per un periodo di 7 anni dall’adesione (1 maggio 2004), queste limitazioni sono state nella pratica già soppresse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dal prossimo 1 maggio saranno abolite le ultime restrizioni nei confronti dei cittadini di Estonia, Lettonia, Lituania, <strong>Polonia,</strong> Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria per <strong>l’accesso al mercato del lavoro negli altri paesi membri dell’Unione Europea.</strong> Previste per un periodo di 7 anni dall’adesione (1 maggio 2004), queste limitazioni sono state nella pratica già soppresse dalla maggioranza dei governi Ue, ad eccezione di Germania ed Austria che dovranno adeguarsi entro la fine di aprile. Il Regno Unito, invece, che aveva fin da subito rinunciato a tali misure restrittive transitorie, dovrà tuttavia abrogare l’obbligo, tuttora in vigore, d’iscrizione di questi lavoratori nel Worker Registration Scheme. Leggi tutto su <em>Dopo il muro cade il muretto</em>, di <a href="http://www.west-info.eu/it/dopo-il-muro-cade-il-muretto/">Corrado Alfano</a>, West, April 25, 2011</span></p>

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		<title>Europei scrivono ad altri europei. Argomento: Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 13:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[post in francese]]></category>
		<category><![CDATA[post in inglese]]></category>

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		<description><![CDATA[A l&#8217;initiative des gouvernements polonais et britannique, neuf chefs d&#8217;Etat et de gouvernement ont envoyé le 18 mars une lettre commune aux présidents du Conseil européen et de la Commission européenne dans laquelle ils plaident pour une réforme économique au sein de l&#8217;entière Union européenne.  Afin de fournir à l&#8217;Union des fondations solides pour une [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A l&#8217;initiative des gouvernements polonais et britannique, neuf chefs d&#8217;Etat et de gouvernement ont envoyé le 18 mars une lettre commune aux présidents du Conseil européen et de la Commission européenne dans laquelle ils plaident <strong>pour une réforme économique au sein de l&#8217;entière Union européenne</strong>.  Afin de fournir à l&#8217;Union des fondations solides pour une croissance économique forte et dynamique à long terme, ils ont établi plusieurs priorités : avoir un marché ouvert et complet pour le commerce et les services électroniques ainsi qu&#8217;un marché d&#8217;énergie, et soutenir davantage les entreprises&#8230;.<br />
<strong>The joint letter by nine heads of state and government</strong> may be considered as a signal of support for the agenda of the Polish EU Presidency, due to commence on 1 July 2011, as the proposals presented therein are well aligned with one of the three main priorities of our EU leadership, known as “Integration as a source of growth”. Under this priority, the Polish Presidency will undertake efforts aimed at completing the construction of the common, European market and at enhancing utilization of the EU’s budget.<br />
Aside the head of the Polish Government Donald Tusk, the letter has been also signed by David Cameron, British prime minister, Mark Rutte, prime minister of the Netherlands, Fredrik Reinfeldt, prime minister of Sweden, Lars Løkke Rasmussen, prime minister of Denmark, Mari Kiviniemi, prime minister of Finland, Andrus Ansip, prime minister of Estonia, Dalia Grybauskaitė, president of Lithuania and Valdis Dombrovskis, prime minister of Latvia. <a href="http://www.premier.gov.pl/en/press_centre/news/join_call_for_reform_within_th,6229/">Leggi tutto</a>.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
&#8230; Prime Minister Donald Tusk also presented the priorities of Polish presidency, including questions pertaining to the single market, European security, <strong>prospects of cooperation with Poland’s eastern partners and the organisation of the Eastern Partnership summit.</strong> The &#8230; summit would be one of the most important events during the Polish presidency. <a href="http://www.premier.gov.pl/en/press_centre/news/prime_minister_with_the_presid,6205/">Leggi</a>.</p>

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		<title>Leggere l&#8217;Europa con Bino Olivi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 13:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[europa-ue storia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Europa del Terzo Millennio. Cronache di otto anni Autore:  Bino Olivi Parole chiave: storia &#8211; Unione europea &#8211; Europa &#8211; economia &#8211; terzo millennio Pubblicato da Ediesse, Roma, nel: Settembre 2010 Pagine: 176ISBN: 88-230-1448-0 LIBRO Prezzo: 10.00€ Dal «Programma di Lisbona» e dalla «Carta di Nizza» del 2000, alla conclusione della presidenza Sarkozy del Consiglio europeo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Europa del Terzo Millennio. Cronache di otto anni</strong><br />
Autore: <a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/materiali/l-europa-del-terzo-millennio"> Bino Olivi<br />
</a>Parole chiave: storia &#8211; Unione europea &#8211; Europa &#8211; economia &#8211; terzo millennio<br />
Pubblicato da <strong><a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/materiali/l-europa-del-terzo-millennio">Ediesse</a>, Roma,</strong> nel: Settembre 2010<br />
Pagine: 176ISBN: 88-230-1448-0<br />
LIBRO Prezzo: 10.00€<br />
Dal «Programma di Lisbona» e dalla «Carta di Nizza» del 2000, alla conclusione della presidenza Sarkozy del Consiglio europeo a dicembre del 2008, passando attraverso l’adozione dell’euro, l’allargamento della UE del 1° gennaio 2004, il faticoso compromesso realizzato dalla Convenzione con il progetto di Trattato costituzionale della UE a giugno del 2004, poi clamorosamente bocciato dai referendum di Francia e d’Irlanda nel 2005, l’apertura del negoziato per la partecipazione della Turchia, sullo sfondo delle guerre e delle crisi monetarie, economiche, diplomatiche, che in Europa e nel mondo hanno chiamato a nuove responsabilità un’Unione intanto passata, con l’entrata di Romania e Bulgaria, dal 1° gennaio 2007, a 27 paesi: è questo lo scenario che si dispiega nelle pagine del volume. Attraverso le cronache scritte dall’autore per il &#8220;Piccolo di Trieste&#8221; e raccolte nel volume, si rincorrono così tutti i momenti importanti vissuti dall’Europa in questo inizio di terzo millennio, che Olivi, seguendoli passo dopo passo nella loro successione, commenta con la sapiente intelligenza del profondo conoscitore non solo dei problemi, ma anche degli ambienti e delle persone che ne rappresentano il teatro e gli attori.<br />
<a href="http://www.polonia-mon-amour.eu/wp-content/uploads/2011/03/bino.jpg" rel="lightbox[5930]"><img class="alignnone size-full wp-image-5962" title="1448-0 Europa terzo millennio_cop:14 21" src="http://www.polonia-mon-amour.eu/wp-content/uploads/2011/03/bino.jpg" alt="" width="538" height="800" /></a><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
<strong>Bino Olivi:</strong> E&#8217; stato portavoce per venti anni della Commissione europea, giornalista, saggista e professore di Storia dell’integrazione europea all’Università Roma Tre, all’Università di Padova e alla Sorbona di Parigi. Autore, fra gli altri, per Il Mulino e per Gallimard, del plurieditato <em>L’Europa difficile</em>. Leggi su di <a href="http://www.movimentoeuropeo.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=120:la-scomparsa-di-bino-olivi-&amp;catid=1:ultime&amp;Itemid=59">lui</a>: <a href="http://www.infocivica.eu/">qui </a>e <a href="http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/dalla_rappresentanza/olivi_it.htm">qui</a>.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>Morto Bino Olivi, il giornalista che ha raccontato l’Europa anche sul ”Piccolo”</strong><br />
<a href="http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/02/16/GO_29_BIBO.html">&#8220;Il Piccolo&#8221;, </a>16 febbraio 2011<br />
<strong>ROMA</strong> &#8212; È morto ieri a Roma Beniamino Olivi, studioso, funzionario europeo, per vent’anni portavoce della Commissione europea, e uno dei più prestigiosi collaboratori del ”Piccolo”.<br />
Beniamino (Bino) Olivi aveva compiuto i suoi studi all&#8217;Università di Padova dove si era laurea in giurisprudenza (nel 1946), per passare poi all&#8217;Università Cà Foscari di Venezia dove si era dedicato allo studio dell&#8217;economia politica (1947-1948). Diventato assistente di diritto internazionale all&#8217;Università di Pavia con il Professor Rodolfo De Nova che gli fa scoprire il diritto pubblico comparato (1948-1950), esercitò successivamente le funzioni di giudice presso il tribunale di Milano (1950-1958). In quegli anni viene reclutato dal ministero degli Affari esteri per fare parte della delegazione italiana ai negoziati per i trattati del Mercato comune e dell&#8217;Euratom a Val Duchesse per la sua formazione giuridica e per la sua conoscenza del francese e del tedesco. Nel 1958, diventa amministratore principale alla direzione generaledella Concorrenza della Cee, presso la direzione che si interessa del riavvicinamento delle legislazioni dove mette a frutto gli studi di diritto comparato. A partire dal gennaio 1960, diventa vice-capo di gabinetto del vice-presidente della Commissione, Giuseppe Caron, incaricato del Mercato interno e dell&#8217;informazione, tema, quest&#8217;ultimo, che viene seguito in modo particolare da Bino Olivi. Nella primavera del 1961, diventa portavoce della Commissione (1961-1979) e direttore del servizio stampa. Nel 1967, Olivi diventa direttore generale.<br />
Nel 1979, viene nominato consigliere fuori grado, presidente del gruppo incaricato di redigere il rapporto sul progetto di Fondazione europea. Rappresenta la Commissione nei negoziati per la convenzione su tale Fondazione (1980-1982) poi nel comitato preparatorio della Fondazione che si installa a Parigi (1982-1987). In seguito alla mancata ratifica della convenzione al senato olandese, il Comitato preparatorio si scioglie nel febbraio 1987.<br />
Dopo la sua partenza dalla Commissione, Bino Olivi diventa consulente internazionale per Télédiffusion de France (Tdf) e Radiotelevisione Italiana (Rai) mentre prosegue i suoi impegni accademici in Francia e in Italia.<br />
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla signora Elisabetta Olivi il seguente messaggio di cordoglio: «La scomparsa di Bino Olivi mi colpisce e rattrista grandemente. Perdiamo con lui un campione della causa europea, partecipe di tanti momenti dell&#8217;avventura comunitaria, in stretta vicinanza a protagonisti tra i maggiori della costruzione europea. Egli <a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=13764">analizzò </a>e ripercorse magistralmente la storia di quella costruzione con un&#8217;opera che è rimasta riferimento essenziale e largamente riconosciuta non soltanto in Italia».<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>Bino Olivi</strong> è stato per circa vent&#8217;anni portavoce della Commissione europea. Fra i suoi numerosi libri segnaliamo, pubblicati con il Mulino, &#8220;L&#8217;Europa difficile&#8221; (V ed. 2001) e &#8220;La nuova Babele elettronica. La Tv dalla globalizzazione delle comunicazioni alla società dell&#8217;informazione&#8221; (con B. Somalvico, 2003). L&#8217;ultimo suo libro è: <a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/materiali/l-europa-del-terzo-millennio">L&#8217;Europa del terzo millennio</a>, <a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/materiali/l-europa-del-terzo-millennio">Ediesse,</a> Roma 2010.</p>

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		<title>Vertici a 3, prima a 4, dopo forse a 4</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2011/02/08/incontro-a-tre-francia-germania-polonia/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 07:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In febbraio a Varsavia summit del &#8220;triangolo di Weimar&#8221;: Francia, Germania, Polonia: &#8220;&#8230; Już podczas spotkania w Wilanowie Merkel i Sarkozy krytykowali premiera Donalda Tuska, który na ostatnim szczycie UE w Brukseli stanął na czele grupy państw (Grupy Wyszehradzkiej) sprzeciwiających się pomysłom ściślejszej integracji krajów strefy euro. Tzw. pakt dla konkurencyjności zakłada zbliżenie polityk gospodarczych i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>In febbraio a Varsavia summit del &#8220;triangolo di Weimar&#8221;: Francia, Germania, Polonia</strong>:<br />
&#8220;&#8230; Już podczas spotkania w Wilanowie Merkel i Sarkozy krytykowali premiera Donalda Tuska, który na ostatnim szczycie UE w Brukseli stanął na czele grupy państw (<a href="http://wiadomosci.gazeta.pl/Wiadomosci/1,81048,9055641,UE_Projekt_wnioskow__zgoda_na_czesc_postulatow_Polski.html">Grupy Wyszehradzkiej</a>) sprzeciwiających się pomysłom ściślejszej integracji krajów strefy <strong>euro</strong>. Tzw. pakt dla konkurencyjności zakłada zbliżenie polityk gospodarczych i socjalnych Eurolandu i m.in. wbudowanie w ich konstytucje &#8220;hamulców bezpieczeństwa&#8221;. To ma być odpowiedź na kryzys wspólnej waluty. Polski premier miał uznać te propozycje za próbę budowy &#8220;<strong>Europy dwóch prędkości</strong>&#8221; i wyłączenia poza nawias krajów, które nie przyjęły jeszcze euro, w tym Polski. Merkel i Sarkozy uznali to za cios poniżej pasa. W Warszawie zapewniali Komorowskiego, że ich pomysły są zbieżne z polskimi interesami, a Polska jest wręcz zaproszona do nowego paktu. &#8211; Może być tak, w pojedynczych przypadkach, że kraje strefy euro spotkają się same, żeby omówić problemy związane z tą walutą, które grupa euro może tylko sama omówić &#8211; przyznawała jednak Merkel&#8230;&#8221; <a href="http://wyborcza.pl/1,75248,9069411,Trojkat_Weimarski_w_Warszawie__Slodko_o_Rosji__kwasno.html">Leggi tutto</a><br />
Ecco cosa dice il <strong>presidente Komorowski</strong>: &#8220;&#8230; Współpraca weimarska pomogła nam urzeczywistnić nasze marzenie &#8220;powrotu do Europy&#8221;. Chciałbym, by pomogła nam wywiązać się z <strong>nowego wyzwania &#8211; prezydencji Unii Europejskiej</strong>. Chodzi o bezpieczeństwo, o dobry budżet Unii, o wpływanie na rozwój Europy Wschodniej&#8230;&#8221;, <a href="http://wyborcza.pl/1,75515,9063803,Weimarska_dzwignia_dla_Polski_i_Europy.html">leggi.</a><br />
Vedi la <a href="http://www.elysee.fr/president/les-actualites/conferences-de-presse/2011/sommet-du-triangle-de-weimar-retrouvez-la.10614.html">conferenza stampa</a> congiunta.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>In gennaio:</strong> <strong>Grupa Wyszehradzka liczy na pomoc UE przy budowie gazociągów: </strong>Ministrowie gospodarki <strong>Polski, Czech, Słowacji i Węgier</strong> chcą, by Komisja Europejska zaangażowała się w <strong>projekty energetyczne północ-południe,</strong> będą też prosić UE o pieniądze na ich realizację. W tym celu podpisali w Bratysławie wspólną deklarację&#8230;  <a href="http://wyborcza.biz/biznes/1,100969,9002504,Grupa_Wyszehradzka_liczy_na_pomoc_UE_przy_budowie.html">leggi</a><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
<strong>Domani: Poland invites Russia to &#8216;Weimar Triangle&#8217;<br />
</strong><a href="http://www.euractiv.com/en/future-eu/poland-invites-russia-weimar-triangle-news-501974?utm_source=EurActiv+Newsletter&amp;utm_campaign=42ebebc081-my_google_analytics_key&amp;utm_medium=email">EurActiv, </a>Published: 08 February 2011<br />
Polish President Bronisław Komorowski said yesterday (7 February) that he would welcome Russia to meetings of the Weimar Triangle countries – comprising Poland, Germany and France – as a way of strengthening Moscow&#8217;s ties with the EU. EurActiv Poland reports.<br />
<em>Background<br />
</em>The Weimar Triangle is a loosely organised group of countries – made up of Poland, Germany and France – that was set up in 1991 in the German city of Weimar.<br />
Its initial aim was to help Poland make the transition from communism to democracy and move it closer to the EU and NATO.§<br />
Among those who attended the founding Weimar meeting were the ministers of foreign affairs of Germany (Hans-Dietrich Genscher), France (Roland Dumas) and Poland (Krzysztof Skubiszewski).<br />
Previous trilateral &#8216;Weimar&#8217; meetings have taken place both at the level of foreign ministers and heads of state and government. The last meeting at foreign affairs level took place in 2009 in Weimar, while the last summit was held in 2006 in Mettlach.<br />
Speaking at a press conference in Warsaw&#8217;s Wilanów palace, Komorowski said that a meeting of the &#8216;Weimar Triangle&#8217; with Russian President Dmitry Medvedev would be &#8220;highly advisable&#8221;.<br />
French President Nicolas Sarkozy, who was standing alongside Komorowski and German Chancellor Angela Merkel, said Poland&#8217;s approach to Russia was &#8220;intelligent and bold&#8221;.<br />
Any moves reaffirming that the Cold War was over were welcome, he added.<br />
Komorowski has been pushing for a revival of so-called &#8216;Weimar Triangle&#8217; meetings (see &#8216;Background&#8217;) despite the fact that many experts claim the formula has died, because Warsaw on the one hand and Paris and Berlin on the other have divergent interests.<br />
Indeed, the need to coordinate views ahead of the upcoming Polish EU Presidency, set for the second half of this year, appears to have been a factor in the decision to convene another &#8216;triangle&#8217; meeting.<br />
The three countries share the common objective of better coordinating their security and defence policies in an EU framework. One of the priorities of the Polish EU Presidency will be to make progress on European defence policy, according to press reports.  <a href="http://www.euractiv.com/en/future-eu/poland-invites-russia-weimar-triangle-news-501974?utm_source=EurActiv+Newsletter&amp;utm_campaign=42ebebc081-my_google_analytics_key&amp;utm_medium=email">Leggi</a><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
<strong>Un commento ceco</strong>: &#8220;&#8230; Germany, France and Poland revived the so-called Weimar Triangle on Monday in Warsaw. The meeting comes at a time when Poland is seeking its place within Europe, notes the business paper <a href="http://hn.ihned.cz/c1-49898740-polsko-se-vraci-k-velmocim">Hospodářské noviny</a>: &#8220;The themes today are not the same as 20 years ago. Back then it was about integrating Poland into Europe and obtaining its approval of German reunification. Today Poland can&#8217;t really decide whether it&#8217;s a big or small country. And this is the source of certain tensions within the political leadership and the population as well as in relations with the major powers of the EU and Poland&#8217;s direct neighbours. In recent times those relations have gradually cooled&#8230;&#8221;</p>

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		<title>Molte Polonie a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pl-eventi]]></category>
		<category><![CDATA[polacchi-italiani]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[La Polonia in Europa INCONTRI,  SEMINARI,  CONFERENZE  ED  ATTIVITÀ  CULTURALI  IN VISTA  DEL SEMESTRE  DI  PRESIDENZA  POLACCA  DELL’UE  &#8211;  FIRENZE, 1-4 febbraio 2011 Martedì 1 febbraio PROSPETTIVE E TRADUZIONI – Aula Magna – Via San Gallo, 10 ORE 10.00 – APERTURA DEI LAVORI E SALUTO AI PARTECIPANTI &#8211; Intervengono: Alberto Tesi: Rettore, Università di Firenze &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La Polonia in Europa<br />
</strong>INCONTRI,  SEMINARI,  CONFERENZE  ED  ATTIVITÀ  CULTURALI  IN VISTA  DEL SEMESTRE  DI  PRESIDENZA  POLACCA  DELL’UE  &#8211;  FIRENZE, 1-4 febbraio 2011</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Martedì 1 febbraio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROSPETTIVE E TRADUZIONI</strong> –<br />
Aula Magna – Via San Gallo, 10</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 10.00 – APERTURA DEI LAVORI E SALUTO AI PARTECIPANTI &#8211; Intervengono: Alberto Tesi: Rettore, Università di Firenze &#8211; Jarosław Mikołajewski: Direttore, Istituto Polacco di Roma &#8211; Ennio Di Nolfo: Professore emerito, Università di Firenze &#8211; Massimiliano Guderzo: Referente del Centro d’Eccellenza Jean Monnet; CIMA, Firenze &#8211; Marcello Garzaniti: Professore di Filologia slava, Università di Firenze, presidente A.I.S</p>
<p style="text-align: justify;">ORE  10.30 –“PROGRAMMA DELLA PRESIDENZA POLACCA DELL’UE” &#8211; relatore: Wojciech Ponikiewski: Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia<br />
Ore 11.30 – Pausa caffè</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 12.00 – “LE RADICI E LE SORTI DELLA TOLLERANZA IN POLONIA” &#8211; Wojciech Tygielski: Professore di Storia moderna, Università di Varsavia</p>
<p style="text-align: justify;">Cinema Spazio Uno (Sala Piccola), Via del Sole, 10 – Tel. 055.284642<br />
ORE 21.00 – PROIEZIONE DEL FILM “DOTTOR KORCZAK” (1990) DI ANDRZEJ WAJDA &#8211; Ingresso libero fino ad esaurimento posti &#8211; Carla Tonini: Professore di Storia dell’Europa Orientale, Università di Bologna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Marcoledì 2 febbraio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA DIFFICILE TRASFORMAZIONE -</strong><br />
Aula Magna –Via San Gallo, 10</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 9.30 – “LA POLITICA ESTERA POLACCA DOPO LA SVOLTA DEL 1989: NUOVE SFIDE, NUOVI ORIZZONTI” &#8211; Relatore: Leszek Kuk: Direttore del Centro di Studi dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 10.15 – “LA MATURAZIONE DI UNA CULTURA COSTITUZIONALE E  GIURIDICA IN POLONIA DOPO IL 1989” &#8211; Relatore: Wiktor Osiatyński: Professore, costituzionalista, University of Connecticut &amp; Central European University, Budapest<br />
Ore 11.00 – Pausa caffè</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 11.30 – “IL PREZZO SOCIALE DELLA TRASFORMAZIONE IN POLONIA E IN  ALTRI PAESI DELL’EUROPA CENTRO-ORIENTALE” &#8211; Relatore: Ewa Woydyłło: Istituto di Psichiatria e Neurologia di Varsavia</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Giovedì 3 febbraio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA FUCINA DEI VALORI -<br />
</strong>Aula Magna – Via San Gallo, 10<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">ORE 9.30 – “I VALORI DI SOLIDARNOŚĆ DAI TEMPI DEL KOR A OGGI” &#8211; Henryk Wujec: Ex-dissidente, consigliere del Presidente  della Repubblica di Polonia</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 10.15 – “I PADRI FONDATORI  DELLA POLONIA DEMOCRATICA” &#8211; Relatore: Francesco M. Cataluccio: Saggista, operatore culturale<br />
Ore 11.00 – Pausa caffè</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 11.30 – “IL PREGIUDIZIO DELLA SEPARATEZZA. EBREI E POLACCHI TRA CONVIVENZA E CONFLITTUALITÀ” &#8211; Relatore: Carla Tonini: Professore di Storia dell’Europa Orientale, Università di Bologna</p>
<p style="text-align: justify;">Libreria Melbookstore, Via de’Cerretani, 16/r –Tel. 055.287339<br />
ORE 18.00 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO “POLONIA 1939” di Sandra Cavallucci &#8211; Intervengono: Ennio Di Notte: Professore emerito, Università di Firenze, Marcello Garzaniti: Professore di Filologia slava, Università di Firenze, presidente A.I.S., Paolo Morawski: Direttore di “Poloniaeuropae”, Sandra Cavallucci: Professore di Storia dell’Europa Orientale, Università di Firenze</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Venerdì 4 febbraio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TESTIMONIANZE:<br />
EUROPA, ITALIA, POLONIA. TRA IDENTITÀ E RICONCILIAZIONE</strong><strong><br />
</strong>Aula Magna – Via San Gallo, 10</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 9.30 – “LA COMUNITÀ DI LOTTA E DI IDEE NEL RISORGIMENTO<strong> </strong>ITALIANO E NELL’EPOCA DELLE INSURREZIONI POLACCHE”<strong> &#8211; </strong>Relatore: Marcello Flores: Professore di Storia contemporanea e comparata, Università di Siena</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 10:15 – “POLACCO–ITALIANO O ITALIANO–POLACCO? AVERE DUE TESTE…” &#8211; Relatore: Paolo Morawski: Direttore di “Poloniaeuropea”</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 11.00 – “L’EUROPA DELLE RICONCILIAZIONI” &#8211; Relatore: Adam Michnik: Direttore di “Gazeta Wyborcza”<br />
Ore 11.45 – Pausa caffè</p>
<p style="text-align: justify;">ORE 12.15 – TAVOLA ROTONDA &#8211; Moderatori: Jarosław Mikołajewski: Direttore, Istituto Polacco di Roma, Marcello Garzaniti: Professore di Filologia slava, Università di Firenze, presidente A.I.S.</p>
<p style="text-align: justify;">Organizzazione scientifica: Dir. Jarosław Mikołajewski &#8211; Prof. Marcello Garzaniti &#8211; Prof. Sandra Cavallucci &#8211; Coordinamento organizzativo: Sandra Cavallucci: Prof. Di Storia dell’Europa Orientale, Dipartimento di Studi sullo Stato; CIMA; Università di Firenze. <a href="mailto:Sandra.cavallucci@unifi.it">Sandra.cavallucci@unifi.it</a> &#8211; Anastazja Buttitta: Istituto Polacco di Roma <a href="mailto:a.buttitta@istitutopolacco.it">a.buttitta@istitutopolacco.it</a> &#8211; Associazione Lingue e Cultura <a href="http://www.lingueecultura.com/">www.lingueecultura.com</a></p>

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		<title>La Bielorussia oggi come la Polonia ieri?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 09:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2007-oggi ue a 27]]></category>
		<category><![CDATA[polacchi-bielorussi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230; ci si crederebbe nella Polonia della legge marziale del 1981&#8243; &#8211; dice un oppositore bielorusso per spiegare la repressione in atto. Si moltiplicano le voci: che fa l&#8217;UE? Intanto la Polonia rende gratuiti i visti per i bielorussi. pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230; ci si crederebbe nella Polonia della legge marziale del 1981&#8243; &#8211; dice un oppositore bielorusso per spiegare la repressione in atto. Si moltiplicano le voci: che fa l&#8217;UE? Intanto la Polonia rende gratuiti i visti per i bielorussi.</p>

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