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	<title>Polonia mon amour &#187; eventi-appuntamenti</title>
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		<title>Tra poesia e traduzione</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[2004-oggi nuova polonia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libri-racconti-poesie]]></category>
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		<description><![CDATA[TENDENZE DELLA POESIA CONTEMPORANEA IN ITALIA E IN GERMANIA ULRIKE DRAESNER PRESENTA LA RACCOLTA DI POESIE “VIAGGIO OBLIQUO” Lettura e Tavola rotonda &#8212; Mercoledì 26 maggio 2010, ore 19.30 Auditorium del Goethe-Institut – Via Savoia 15, Roma Traduzione simultanea Ingresso libero &#8211; Tel. +39 06 8440051 &#8211; info@rom.goethe.org Roma, 21 maggio 2010 – Mercoledì 26 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">TENDENZE DELLA POESIA CONTEMPORANEA IN ITALIA E IN GERMANIA<br />
<strong>ULRIKE DRAESNER PRESENTA LA RACCOLTA DI POESIE<br />
<em>“VIAGGIO OBLIQUO”</em></strong><br />
Lettura e Tavola rotonda &#8212; Mercoledì 26 maggio 2010, ore 19.30<br />
Auditorium del Goethe-Institut – Via Savoia 15, Roma<br />
Traduzione simultanea<br />
Ingresso libero &#8211; Tel. +39 06 8440051 &#8211; info@rom.goethe.org<br />
Roma, 21 maggio 2010 – Mercoledì 26 maggio al Goethe-Institut la scrittrice e poetessa tedesca Ulrike Draesner presenta <a href="http://www.lavieri.it/Catalogo/A-libri/arno/Draesner.htm">la raccolta di poesie </a><strong><a href="http://www.lavieri.it/Catalogo/A-libri/arno/Draesner.htm">viaggio obliquo</a> </strong>(poesie 1995-2009), pubblicata in Italia da <a href="http://www.lavieri.it/">Lavieri</a> nel 2009.<br />
La Draesner ha appena vinto il Solothurner Literaturpreis, un premio elargito dalla Svizzera agli scrittori di lingua tedesca, per la sua “narrativa precisa e nitida […] e il linguaggio poetico ostinato ed energico” – così la giuria ha motivato la scelta.<br />
•<br />
Per l’occasione il Goethe-Institut, in collaborazione con Lavieri, ospita una <strong>tavola rotonda sul tema “Tendenze della poesia contemporanea in Italia e in Germania”.</strong> Su iniziativa di Gloria Colombo dell’Università di Milano e Guido Naschert dell’Università di Erfurt, verrà presentato il forum italo-tedesco, punto d’incontro per studiosi della letteratura tedesca e italiana e piattaforma per traduttori da e verso le due lingue.<br />
•<br />
Il format scelto è quello di un forum “itinerante” che si incontri alternativamente in Italia e in Germania affrontando sempre la letteratura dell’altro Paese, nell’ottica dello scambio culturale.<br />
•<br />
Durante la serata verranno discussi i risultati del workshop sulla letteratura contemporanea organizzato nel pomeriggio, che verterà sui seguenti temi: nuovi media per la poesia, trasmissione della poesia, poesia e traduzione, forme contemporanee della lingua poetica.<br />
La scrittrice Ulrike Draesner leggerà alcune poesie dalla raccolta viaggio obliquo, curata da Camilla Miglio e Theresia Prammer. La traduzione è stata affidata ad Alessandro Baldacci, Alberto Destro, Camilla Miglio e Theresia Prammer.<br />
<strong><a href="http://www.draesner.de/de/">Ulrike Draesner</a></strong> &#8212; È nata nel 1962 a Monaco. Studia germanistica, anglistica e filosofia a Monaco, Oxford e Salamanaca. In seguito diventa ricercatrice all’università di Monaco. Nel 1992 consegue il dottorato. Dal 1994 lavora come scrittrice freelance, traduttrice (dall&#8217;inglese) e saggista. Vive a Berlino. Della sua produzione in prosa fanno parte il romanzo Mitgift, la raccolta di racconti Hot Dogs e il romanzo Spiele. Tra le numerose raccolte di poesia: gedächtnisschleifen (1995, Suhrkamp), anis-o-trop (1997, Rospo), Lichtpause (1998, Volk &amp; Welt), für die nacht geheuerte zellen (2001, Luchterhand), kugelblitz (2005, Luchterhand) e berührte orte (2008, Luchterhand).<br />
Programma<br />
Letture: Ulrike Draesner<br />
Interventi:<br />
Gloria Colombo, germanista e traduttrice<br />
Federico Italiano, poeta e traduttore<br />
Camilla Miglio, germanista e traduttrice<br />
Guido Naschert, filosofo e germanista<br />
Theresia Prammer, traduttrice<br />
Moderazione: Tonia Mastrobuoni, germanista e giornalista<br />
&#8212;&#8212;<br />
Olivia Pallenberg, Ufficio Stampa e Relazioni Esterne, Goethe-Institut Rom<br />
via Savoia, 15 &#8212; IT &#8211; 00198 Roma<br />
Tel. +39 06 84400566 &#8212; Fax +39 06 8411628 &#8212; Mob. 345.2909875<br />
ufficiostampa2@rom.goethe.org &#8212; www.goethe.de/ufficiostampa</p>

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		<title>La memoria a Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[memoria piste-ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[La memoria, motivo conduttore del Salone 2010 Scopri gli incontri del programma dedicato al tema dell&#8217;anno, la memoria Che cosa è per noi, oggi, la memoria? Come la pensiamo, come la utilizziamo? La scelta della memoria come motivo conduttore del Salone 2010 nasce dalla constatazione di un paradosso: proprio nel momento in cui, grazie alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La memoria, motivo conduttore del Salone 2010</strong><br />
<a href="http://www.salonelibro.it/it/organizza-la-visita/programma/eventlist.html?filter=+-+Tema%3A+la+memoria%2C+svelata&amp;filter_type=title">Scopri gli incontri del programma dedicato al tema dell&#8217;anno, la memoria<br />
</a>Che cosa è per noi, oggi, la memoria? Come la pensiamo, come la utilizziamo? La scelta della memoria come motivo conduttore del Salone 2010 nasce dalla constatazione di un paradosso: proprio nel momento in cui, grazie alle nuove tecnologie, possiamo disporre di sterminate banche dati, tanto vaste come da sfidare la nostra stessa immaginazione e capacità di gestione, ci siamo accorti che il nostro rapporto con il passato si è fatto distratto, intermittente, quasi infastidito.<br />
Il mondo sembra appiattirsi su un presente superficiale e nevrotico, incapace di fare realmente i conti con la propria storia, persino di interessarsene. La memoria finisce per diventare una generica nostalgia, rimpianto, vagheggiamento rétro, escamotage post-modernista.<br />
Intanto la sorte delle democrazie sembra legata al controllo sempre più pervasivo e capillare di un Grande Fratello che sa tutto di noi, dei nostri consumi, della nostra identità e rende obsolete perfino le più fosche profezie di George Orwell. Eppure la capacità di codificare e trasmettere la memoria, cioè le esperienze acquisite, si è rivelato un fattore decisivo nell’evoluzione delle società umane, che si sono potute sviluppare proprio nel momento in cui hanno cominciato a consegnare alle nuove generazioni la testimonianza delle proprie esperienze.<br />
Se fino a Gutenberg sapere a memoria era sinonimo di sapere tout court, con la rivoluzione della stampa le ingegnose tecniche classiche di memorizzazione, costruite sull’immagine di un teatro, perdono importanza. Nell’Ottocento si afferma l’uso politico della memoria che mira a consolidare l’identità collettiva e per questo crea feste ed eroi nazionali, come in Francia Giovanna d’Arco. Nasce «l’invenzione della tradizione». La memoria assume un ruolo centrale in psicoanalisi e nella biologia, attraverso le mappature del Dna; con Proust si afferma come il motore primo della narrazione. Torna a riproporsi più forte che mai la questione del delicato rapporto fra tradizione e innovazione: che cosa conservare e cosa buttare?<br />
Sono questi alcuni dei temi, all’incrocio fra scienza, storia, letteratura, arti, che saranno al centro degli incontri e dei dibattiti del Salone 2010, a partire dalle lectio magistralis di Gianfranco Ravasi sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me»), di Mario Botta sul delicato rapporto dialettico che l’architettura intrattiene con il passato e di registi come Giuseppe Tornatore (Ba’aria) e il francese Claude Lanzmann, autore del monumentale docu-film sulla Shoah, ma anche della travolgente autobiografia La lepre della Patagonia, sull’uso cinematografico e letterario della memoria. Sul medesimo tema anche il dialogo tra Pupi Avati e Andrea Vitali.<br />
Si partirà con le neuroscienze. Edoardo Boncinelli, un biologo che ha rivelato ottime capacità divulgative, dialogherà con il neurochirurgo Arnaldo Benini su quell’hardware che nel nostro cervello gestisce la memorizzazione del vissuto. Della funzione primaria che la memoria ha nella psicoanalisi discutono il freudiano Roberto Speziale Bagliacca e lo junghiano Luigi Zoja. Luciano Canfora dedica una lectio magistralis all’invenzione della memoria nell’età di Pericle, mentre Valerio M. Manfredi ricostruisce il favoloso intreccio di leggende e di miti che si è andato tessendo intorno alla tomba di Alessandro.<br />
Del «delirio della lista», la vertigine di catalogazione ed elencazione dell’esistente, con cui l’uomo cerca di esorcizzare i guasti del tempo e i limiti delle proprie capacità mnemoniche, ma anche della necessità dell’oblio, parlano Umberto Eco e il filosofo Maurizio Ferraris, con la semiologa Patrizia Violi. L’incontro è intitolato L’avvenire della memoria.<br />
In che modo i segni della memoria possono corroborare una «sfida educativa» oggi più che mai necessaria, ma anche sempre più difficile? È questo il tema della lectio magistralis di S.E. il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.<br />
Già Primo Levi ci ricordava che la memoria personale va sottoposta a verifica stringente, perché tende a modificare, abbellire, «riscrivere» continuamente se stessa. Proprio a Levi e alle sue riflessioni sul caso e la fortuna in Lager è dedicata una conversazione dell’italianista inglese Robert Gordon, che dello scrittore torinese è uno degli studiosi più acuti, in dialogo con Domenico Scarpa. Il rapporto tra Storia e memoria è oggetto della lectio magistralis di Giovanni De Luna. In che modo la memoria personale può diventare ricostruzione condivisa di un passato? Ne discute con lo stesso De Luna Benedetta Tobagi, che con il suo libro ha saputo compiere questo percorso. Un tragitto in qualche modo affine, dal documento alla reinvenzione letteraria, è quello che illustreranno due maestri del romanzo storico italiano, Alessandro Barbero e Melania Mazzucco.<br />
Ma è nel Novecento che si sono addensate tragedie con cui non si può smettere di fare i conti. Così la Shoah, che porta con sé anche la difficoltà di dire l’indicibile (i libri di Enrico Donaggio, Diego Guzzi e Carlo de Matteis; o il libro di Helga Schneider, La baracca dei tristi piaceri. Il sesso forzato come strategia del nazismo). O ancora le relazioni pericolose tra cultura della razza e cultura letteraria nell’Italia del Novecento (ne parlano lo storico polacco Bronislaw Backo, Luciano Canfora e Carlo Ossola). Mentre Francesco Cataluccio insegue i fantasmi della grande cultura mitteleuropea, distrutta prima dal nazismo e poi dallo stalinismo.</p>

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		<title>(P)ROSE DEI VENTI</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 13:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1945-1989 blocco sovietico]]></category>
		<category><![CDATA[1989-oggi mittel-centroest-visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[INVITO &#8211; Tradurre in festival (P)ROSE DAI VENTI Borgo Valsugana, 21-23 maggio Tre giorni per incontrare, ascoltare, leggere, tradurre Autori e interpreti della cultura dell’Europa centro-orientale Organizzato da Centro Studi sulla Storia dell&#8217;Europa Orientale, Arte Sella e JoleFilm A cura di Daniela Basso e Michela Signori PROGRAMMA Venerdì 21 maggio ore 11.00 – Spazio Zirkotech [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INVITO &#8211; <strong>Tradurre in festival </strong><a href="http://www.prosedaiventi.com/"><strong>(P)ROSE DAI VENTI</strong><br />
</a>Borgo Valsugana, 21-23 maggio<br />
Tre giorni per incontrare, ascoltare, leggere, tradurre<br />
Autori e interpreti della cultura dell’Europa centro-orientale<br />
Organizzato da Centro Studi sulla Storia dell&#8217;Europa Orientale, Arte Sella e JoleFilm<br />
A cura di Daniela Basso e Michela Signori<br />
PROGRAMMA<br />
<strong>Venerdì 21 maggio</strong><br />
ore 11.00 – Spazio Zirkotech<br />
Apertura Festival<br />
Intervengono Daniela Basso e Michela Signori<br />
<strong>TRANSNISTRIA</strong><br />
Inaugurazione mostra fotografica di Gughi Fassino<br />
La mostra rimarrà aperta fino al 6 giugno tutti i giorni 10.00-12.00 / 15.30-19.00. Lunedì chiuso<br />
ore 15.00 – Spazio Zirkotech<br />
<strong>VIAGGIARE E TRADURRE AD EST</strong><br />
Tavola rotonda con Ljiljana Avirovic, Francesco M. Cataluccio, Gughi Fassino e Francesca Vanoni. Coordina Giuliano Geri<br />
ore 18.00 – Spazio Zirkotech<br />
<strong>MITTELEUROPA. MITO LETTERATURA FILOSOFIA</strong><br />
Presentazione del libro di Massimo Libardi e Fernando Orlandi. Interviene Francesco M. Cataluccio<br />
ore 19.00 – Teatro Auditorium<br />
<strong>“TRADURRE”</strong> di Pier Paolo Giarolo<br />
Proiezione del film e incontro con l’autore<br />
<strong>Sabato 22 maggio</strong><br />
ore 10.30 – Spazi Rossi<br />
<strong>“VADO A VEDERE SE DI LÀ È MEGLIO”</strong><br />
Presentazione del libro di Francesco M. Cataluccio, edizioni Sellerio. Interviene Fernando Orlandi<br />
<strong>MICROLITI</strong><br />
Presentazione del libro di Paul Celan. Intervengono Dario Borso e Giusi Drago<br />
<strong>TRANSNISTRIA</strong><br />
Presentazione del catalogo della mostra fotografica. Intervengono Giorgio Comai e Massimo Libardi<br />
ore 15.00 – Spazio Zirkotech<br />
<strong>DAL REPORTAGE AL TEATRO, ALLA TELEVISIONE. DAGLI SCRITTI DI ANNA POLITKOVSKAJA UN RACCONTO PER VOCE DI DONNA</strong><br />
Tavola rotonda con Felice Cappa, Stefano Massini, Ottavia Piccolo e Claudia Zonghetti. Coordina Giovanna Zucconi<br />
ore 18.00 – Spazi Rossi<br />
<strong>PER QUESTO</strong><br />
Presentazione del libro di Anna Politkovskaja. Intervengono Massimo Libardi e Claudia Zonghetti<br />
<strong>IL SANGUE E LA NEVE</strong><br />
Presentazione del video. Interventi di Gianluigi Bozza e Felice Cappa<br />
ore 21.00 – Teatro Auditorium<br />
<strong>DONNA NON RIEDUCABILE</strong><br />
Spettacolo teatrale di Stefano Massini. Con Ottavia Piccolo. Musiche eseguite da Floraleda Sacchi. (Ingresso Euro 10,00.)<br />
<strong>Domenica 23 maggio</strong><br />
ore 10.30 – Spazi Rossi<br />
<strong>NEL SONNO NON SIAMO PROFUGHI</strong><br />
Presentazione del libro di Paul Goma. Intervengono Roberto Keller e Davide Zaffi<br />
<strong>DAL COMUNISMO AL CONSUMISMO</strong><br />
Presentazione del libro di Mihai Mircea Butcovan. Interviene Daniela Basso<br />
<strong>SE CONSIDERI LE COLPE</strong><br />
Presentazione del libro di Andrea Bajani. Interviene Laura Tomaselli<br />
ore 15.00 – Spazio Zirkotech<br />
<strong>DAL COMUNISMO AL CONSUMISMO<br />
</strong>Tavola rotonda con Andrea Bajani, Mihai Mircea Butcovan, Angelo Conte, Maurizio Passerotti e Davide Zaffi. Coordina Roberto Keller<br />
ore 18.00 – Teatro Auditorium<br />
<strong>CONCLUSIONE FESTIVAL</strong><br />
Proiezione del cortometraggio sul festival di Pier Paolo Giarolo.<br />
<strong>FRANCESCA</strong><br />
Proiezione film di Bobby Paunescu.<br />
DOVE: Spazi Rossi è in Corso Ausugum, 55/57<br />
lo Spazio Zirkotech è in Corso Ausugum, 121<br />
il Teatro Auditorium è in Via XXIV Maggio, 7</p>

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		<title>Esce un bel libro, e subito se ne discute</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 22:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1944 Anders-Monte Cassino-II Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libri-racconti-poesie]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 4 maggio 2010 &#8211; ore 18.00 Libreria Ubik Via B. Croce, 28 &#8211; Napoli Gabriella Gribaudi e Marta Herling presentano il nuovo romanzo di Helena Janeczek, Le rondini di Montecassino (Guanda) Sarà presente l&#8217;autrice Montecassino, 1944. Per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. Su quel fronte terribile non sono impegnati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Martedì 4 maggio 2010 &#8211; ore 18.00</em></strong><br />
Libreria Ubik<br />
Via B. Croce, 28 &#8211; Napoli<br />
Gabriella Gribaudi e Marta Herling<br />
presentano il nuovo romanzo di<br />
<strong>Helena Janeczek, Le rondini di Montecassino (Guanda)</strong><br />
<a href="http://www.polonia-mon-amour.eu/wp-content/uploads/2010/04/Montecassino-rondini.jpg" rel="lightbox[3267]"><img class="alignleft size-full wp-image-3269" title="Montecassino rondini" src="http://www.polonia-mon-amour.eu/wp-content/uploads/2010/04/Montecassino-rondini.jpg" alt="" width="233" height="328" /></a>Sarà presente l&#8217;autrice<br />
<strong>Montecassino, 1944.</strong> Per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. Su quel fronte terribile non sono impegnati solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il vortice della guerra mondiale ha risputato in Ciociaria: indiani, nepalesi, magrebini e persino un battaglione di maori della Nuova Zelanda. Ci sono i polacchi, un esercito di ex deportati del Gulag che combattono in terra straniera per la libertà da Stalin e da Hitler. Fanno parte di quella strana compagine anche un migliaio di ebrei, che imbracciano le armi per il puro diritto a esistere. E ci sono i civili, tra due fuochi. Chi erano quegli uomini che, pur dalla parte dei vincitori, vanno incontro a un destino di vinti? E quali segni ha lasciato l’immenso sconvolgimento della Seconda guerra mondiale? Helena Janeczek cerca di rispondere con un affresco di storie che, ricongiungendo il passato al presente, nascono sia dall’invenzione, sia dallo scavo nella memoria più personale. Partendo con un taxi da Milano, incontriamo John Wilkins, sergente texano, Rapata Sullivan, nipote di un veterano maori, Edoardo e Anand, ragazzi cresciuti a Roma che a Cassino vanno per spirito di avventura, e ancora, Irka, fuggita dal ghetto per ritrovarsi in Siberia dove finisce anche il soldato Milek, reduce ebreo-polacco, morto a Milano senza trasmettere ai suoi figli un’esperienza fatta di orrore e di coraggio. Balena così, da una vicenda all’altra, l’idea di fondo che ciò che ci lega al passato non sia l’imperativo di trarre lezioni dalla storia, ma la stessa sostanza di cui sono tessuti i nostri rapporti più veri e più vivi: quella per cui continuano a esserci per sempre coloro che abbiamo amato.<br />
<strong>Helena Janeczek</strong> è nata nel 1964 a Monaco di Baviera in una famiglia ebreopolacca. Si è trasferita in Italia nel 1983. Ha pubblicato una raccolta di poesie in tedesco e i romanzi Lezione di tenebra (Mondadori, 1997; premio Bagutta Opera Prima) e Cibo (Mondadori, 2002). È redattrice di &#8220;Nuovi Argomenti&#8221; e di &#8220;Nazione Indiana&#8221;. Vive a Gallarate e lavora a Milano.</p>
<p>Ufficio Stampa<br />
via Gherardini, 10<br />
20145 Milano<br />
tel. 02-34597621</p>

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		<title>Due anniversari non banali</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 11:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[la terra compie proprio in questi giorni la ricorrenza dei suoi 4,5 miliardi di anni e del miliardo di anni di esistenza della vita nel suo seno (come si suol dire). pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la terra compie proprio <a href="http://wyborcza.pl/1,75968,7791202,Kaprys_natury.html?utm_source=Nlt&amp;utm_medium=Nlt&amp;utm_campaign=5794797">in questi giorni</a> la ricorrenza dei suoi 4,5 miliardi di anni e del miliardo di anni di esistenza della vita nel suo seno (come si suol dire).</p>

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		<title>Dall&#8217;89 a oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1989-1991 la cesura epocale]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Europa orientale: dal 1989 all&#8217;instabilità di oggi Mercoledi 28 aprile 2010, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale organizza l’incontro-dibattito L’Europa orientale: dal 1989 all’instabilità di oggi. Intervengono Francesca Nenci, Fernando Orlandi e Adriano Papo. Due recenti pubblicazioni, il volume Quei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Europa orientale: dal 1989 all&#8217;instabilità di oggi</strong><br />
Mercoledi 28 aprile 2010, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale organizza l’incontro-dibattito L’Europa orientale: dal 1989 all’instabilità di oggi. Intervengono Francesca Nenci, Fernando Orlandi e Adriano Papo.<br />
Due recenti pubblicazioni, il volume <em>Quei bellissimi anni Ottanta&#8230;</em> (a cura di Gizella Nemeth e Adriano Papo, Carocci) e il <em>n. 29 della rivista east,</em> diretta da Vittorio Borelli, che presenta il dossier “L’Europa centro-orientale fra crisi e instabilità”, ci offrono l’occasione di riflettere sugli eventi del 1989 e, a distanza di venti anni, guardare a come si sono trasformati quegli stati, molti dei quali ora fanno parte dell’Unione Europea.<br />
Il 1989 è l’anno in cui cade il Muro di Berlino e termina la Guerra fredda, eventi che segnano la fine del “comunismo reale” e del bipolarismo, così come si erano configurati nel corso di un quarantennio. Da quel momento il nostro continente ha mutato radicalmente il proprio volto.<br />
La transizione ha costituito un percorso complesso, anche sofferto. A venti anni di distanza dagli eventi di quell’indimenticabile 1989 è anche opportuno riflettere sull’oggi e le prospettive di sviluppo di quella parte d’Europa, che soffre dell’attuale congiuntura di crisi economica e finanziaria così come di un tasso di instabilità politica.<br />
<strong>Degli eventi dell’89, così come dell’attualità se ne discute a Trento, mercoledi 28 aprile 2010, alle 17,30 (Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale, Via Roma 55) nell’incontro-dibattito L’Europa orientale: dal 1989 all’instabilità di oggi. Intervengono Francesca Nenci, Fernando Orlandi e Adriano Papo.</strong><br />
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la rivista <a href="http://www.eastonline.it/">east</a> e l’Associazione Culturale Italoungherese “Pier Paolo Vergerio”.<br />
Francesca Nenci è analista politico nell’Ufficio studi politici di UniCredit. Si occupa prevalentemente di analisi di rischio politico per i paesi dell’Europa centro-orientale e dell’Asia. Collabora con L’interprete internazionale e le riviste east e Global Competition.<br />
Adriano Papo, assieme a Gizella Nemeth, è autori di numerosi saggi e volumi sui rapporti storico-culturali italoungheresi, fra cui Storia e cultura dell’Ungheria (Rubbettino). Congiuntamente dirigono le riviste &#8220;Quaderni Vergeriani&#8221;, &#8220;Studia historica adriatica ac danubiana&#8221; e &#8220;Adria-Danubia&#8221;.</p>

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		<title>L&#8217;Europa centrorientale svelata da un libro</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 17:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libri-racconti-poesie]]></category>
		<category><![CDATA[polacchi-ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, Roma SABATO 27 MARZO 2010 Garage &#8211; Officina 4, ore 17 Una produzione Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Centro per il Libro e la Lettura, Radio3 NARRARE LA STORIA Vado a vedere se di là è meglio di Francesco Cataluccio Il &#8220;motore&#8221; libro. Il Garage. Un evento di Libri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, Roma<br />
SABATO 27 MARZO 2010<br />
Garage &#8211; Officina 4, ore 17<br />
Una produzione Fondazione Musica per Roma<br />
in collaborazione con Centro per il Libro e la Lettura, Radio3<br />
NARRARE LA STORIA <strong>Vado a vedere se di là è meglio</strong> di <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-cataluccio_francesco/isbn-9788838924743/vado_a_vedere_se_di_la_e_meglio_viaggio_tra_i_fantasmi_dell_europa_centrale_.htm">Francesco Cataluccio<br />
</a>Il &#8220;motore&#8221; libro. Il Garage. Un evento di Libri come. Festa del Libro e della Lettura<br />
Ingresso libero<br />
NARRARE LA STORIA Viaggio tra i fantasmi dell’Europa Centrale Franco Marcoaldi presenta Francesco Cataluccio, autore di <strong>Vado a vedere se di là è meglio</strong> a cura di <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-cataluccio_francesco/isbn-9788838924743/vado_a_vedere_se_di_la_e_meglio_viaggio_tra_i_fantasmi_dell_europa_centrale_.htm">Sellerio Editore</a><br />
Un libro che è allo stesso tempo un saggio e una miniera di storie, narrate spesso in forma autobiografica, dove si racconta di un mondo straordinario, quello dell&#8217;Europa centrale, abitato ormai quasi soltanto da fantasmi. Un vortice di vicende e personaggi, notizie e immagini, che offre l’occasione di scoprire come spesso letteratura e poesia hanno salvato la vita, la memoria e la dignità. Una storia che inizia a Firenze, tra due compagni di banco e una nonna di Leopoli, scampata all’Olocausto, che raccontava misteriose storie di Giusti nascosti (secondo la Tradizione ebraica sono la salvezza del mondo), e termina in un piccolo paesino polacco (oggi ucraino) di nome Drohobycz, dove visse e morì tragicamente lo scrittore ebreo Bruno Schulz.<br />
<strong>Francesco M. Cataluccio</strong> (1955) ha studiato Filosofia e Letteratura a Firenze e a Varsavia. Ha viaggiato in lungo e largo per l’Europa Centrale e, dal 1989, ha lavorato nell’editoria (Feltrinelli, Bruno Mondadori, Bollati Boringhieri). E’ autore di numerosi saggi sulla cultura e la storia della Polonia e del Centro Europa. Ha scritto <strong>Immaturità. La malattia del nostro tempo</strong> (Einaudi, Torino 2004; tradotto in spagnolo e polacco) ed è curatore delle opere di Witold Gombrowicz (presso Feltrinelli) e Bruno Schulz (presso Einaudi e Siruela, Madrid).</p>

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		<title>La transizione polacca</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2010/01/12/la-transizione-polacca/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1989-2004 polonia verso ovest]]></category>
		<category><![CDATA[2004-oggi nuova polonia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[LA TRANSIZIONE IN POLONIA PROF. ROBERTO MOROZZO DELLA ROCCA Ordinario di Storia dell’Europa orientale Università degli Studi “Roma Tre” Martedì 19 gennaio 2010, alle ore 17.15, a Roma, avrà luogo l’autorevole conferenza dal titolo “La transizione in Polonia”. L’incontro si inserisce all’interno della prima sessione “L’Europa divisa. Verso la caduta dei muri” del Corso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>LA TRANSIZIONE IN POLONIA</strong><br />
PROF. ROBERTO MOROZZO DELLA ROCCA<br />
Ordinario di Storia dell’Europa orientale Università degli Studi “Roma Tre”<br />
<strong>Martedì 19 gennaio 2010, alle ore 17.15, a Roma</strong>, avrà luogo l’autorevole conferenza dal titolo “La transizione in Polonia”.<br />
L’incontro si inserisce all’interno della prima sessione “L’Europa divisa.<br />
Verso la caduta dei muri” del Corso di Scienze Politiche, Storia e Studi Europei intitolato “Dall’Europa divisa all’Europa dell’integrazione”, organizzato per l’anno accademico 2009-2010 dalla Fondazione Europea Dragan.<br />
Il prof. Roberto Morozzo della Rocca, nell’ambito della riflessione dedicata al ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, si soffermerà sul mutamento del panorama politico e socio-economico della Polonia dopo la caduta del comunismo.<br />
La conferenza, a ingresso libero, si terrà presso la Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia), tel: 06 6797785.</p>

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		<title>&#8217;68 e &#8217;89 a Praga</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2009/11/18/68-e-89-a-praga/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1968 cecoslovacco]]></category>
		<category><![CDATA[1989-1991 la cesura epocale]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[LA PRIMAVERA DI PRAGA E LA RIVOLUZIONE DI VELLUTO PROF. FRANCESCO GUIDA Preside della Facoltà di Scienze Politiche Università degli Studi “Roma Tre” Martedì 24 novembre 2009, alle ore 17.15, a Roma, avrà luogo l’autorevole conferenza dal titolo “La primavera di Praga e la rivoluzione di velluto”. L’incontro si inserisce all’interno della prima sessione “L’Europa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>LA PRIMAVERA DI PRAGA E LA RIVOLUZIONE DI VELLUTO</strong><br />
PROF. <strong>FRANCESCO GUIDA</strong><br />
Preside della Facoltà di Scienze Politiche Università degli Studi “Roma Tre”<br />
<strong>Martedì 24 novembre 2009, alle ore 17.15,</strong> a Roma, avrà luogo l’autorevole conferenza dal titolo <strong>“La primavera di Praga e la rivoluzione di velluto”.</strong><br />
L’incontro si inserisce all’interno della prima sessione “L’Europa divisa.<br />
Verso la caduta dei muri” del Corso di Scienze Politiche, Storia e Studi Europei intitolato “Dall’Europa divisa all’Europa dell’integrazione”, organizzato per l’anno accademico 2009-2010 dalla Fondazione Europea Dragan.<br />
Il prof. Francesco Guida, nell’ambito della riflessione dedicata al ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, rievocherà due fondamentali avvenimenti nella storia della Cecoslovacchia, ovvero il periodo di liberalizzazione coincidente con la primavera di Praga del 1968 e la rivoluzione di velluto del 1989 che rovesciò il regime a capitalismo di stato cecoslovacco.<br />
<em>La conferenza, a ingresso libero, si terrà presso la </em><a href="http://www.fondazionedragan.it/index_it.htm"><em>Fondazione Europea Dragan</em></a><em>, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia), tel: 06 6797785.</em></p>

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		<title>Sull&#8217;89 &#8211; Invito dibattito Roma 25 novembre</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2009/11/08/invito-dibattito-a-roma-il-25-novembre/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1989-1991 la cesura epocale]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[1989-2009: pagine di Muro. Tra Storia, coscienza e memoria A che punto siamo dopo questo ventennale? Ne sappiamo di più sull&#8217;Ottantanove? In particolare su quali aspetti? Cosa ha rivelato questa commemorazione sullo stato mentale e culturale del continente? L’intreccio delle celebrazioni ha contribuito a europeizzare le coscienze? Anche grazie a questa ricorrenza le memorie sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>1989-2009: pagine di Muro. Tra Storia, coscienza e memoria<br />
</strong><em><br />
A che punto siamo dopo questo ventennale?<br />
Ne sappiamo di più sull&#8217;Ottantanove? In particolare su quali aspetti?<br />
Cosa ha rivelato questa commemorazione sullo stato mentale e culturale del continente?<br />
L’intreccio delle celebrazioni ha contribuito a europeizzare le coscienze?<br />
Anche grazie a questa ricorrenza le memorie sono meno divise?<br />
Cosa vorremmo (ancora) capire sull&#8217;Ottantanove? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Partecipano:</span><br />
*Federigo Argentieri, <a href="http://host.uniroma3.it/associazioni/aissecoit/">AISSECO-Associazione Italiana Studi di Storia dell&#8217;Europa Centrale e Orientale<br />
</a>*Vittorio Borelli, <a href="http://www.eastonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=80&amp;Itemid=9">“East. Europe and Asia Strategies”</a><br />
*Bianca Maria Bruno, <a href="http://www.letterainternazionale.it/">“Lettera Internazionale. Rivista trimestrale europea”</a><br />
*Lucio Caracciolo, <a href="http://temi.repubblica.it/limes/1989-2009-pagine-di-muro/8670">“Limes. Rivista italiana di geopolitica”</a><br />
*Fernando Orlandi, <a href="http://www.csseo.org/">CSSEO-Centro studi sulla Storia dell’Europa orientale</a><br />
* Francesca Vanoni, <a href="http://appuntamenti.osservatoriobalcani.org/appuntamenti_ob/1989_2009_pagine_di_muro_tra_storia_coscienza_e_memoria">“Osservatorio Balcani e Caucaso – il portale”</a><br />
<em>Moderatore:</em> *Paolo Morawski, “pl.it – rassegna italiana di argomenti polacchi”</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.letterainternazionale.it/invito_25_11_09.pdf">scarica l&#8217;invito</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con l’occasione verrà allestita una esposizione di libri e riviste dedicata all’Ottantanove.</strong></p>
<p>Tra i libri, assai ineguali, editi nel 2009 in italiano ricordiamo: <em>1989. La fine del Novecento</em>, di Enzo Bettiza (Mondadori) – <em>Giù la cortina. Il 1989 e il crollo del comunismo sovietico</em> di Gyorgy Dalos (Donzelli)) – <em>La crisi. Il sistema internazionale vent&#8217;anni dopo la caduta del Muro di Berlino</em> di Luigi Bonanate (Mondadori) – <em>L’anno che cambiò il mondo. La storia non detta della caduta del Muro di Berlino</em> di Michail Meyer (Il Saggiatore) – <em>Il muro di Berlino. 13 agosto 1961-9 novembre 1989</em> di Frederick Taylor (Mondadori) – <em>Lipsia 1989. Nonviolenti contro il muro</em> di Paola Rosà (Il Margine) – <em>Non si può dividere il cielo. Storie dal muro di Berlino </em>di Gianluca Falanga (Carocci) – <em>Berlino 1989: la caduta del muro. La guerra civile che ha portato alla fine del comunismo</em> di Constantine Pleshakov (Corbaccio) – <em>La caduta del muro</em> di Jean-Marc Gonin e Olivier Guez (Bompiani) – <em>Ritorno a Berlino. Il racconto dell&#8217;autunno che ha cambiato l&#8217;Europa </em>di Lilli Gruber e Paolo Borella (Rizzoli) – il fotogiornalistico <em>L&#8217;impero perduto. 1979-2009: il crollo dell&#8217;Urss e la nascita della nuova Russia </em>di Mauro Galligani e Andrej Graciov (Electa Mondatori) – il fotografico <em>1989 un anno da ricordare</em> (Contrasto Due).</p>
<p>Sul prima e sul dopo Ottantanove: <em>Storia della guerra fredda. L’ultimo conflitto per l’Europa</em> di Federico Romero (Einaudi) – <em>Berlino: la reinvenzione della Germania</em> di Gian Enrico Rusconi (Laterza) – <em>Oltre il muro. Berlino e i linguaggi della riunificazione</em> a cura di Anna Ciarloni (Franco Angeli)  – <em>1989. Del come la storia è cambiata, ma in peggio</em><em> </em>di Angelo d’Orsi (Ponte alle Grazie) – <em>Qualcuno era comunista. Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come i comunisti italiani sono diventati ex e post</em>  di Luca Telese (Sperling &amp; Kupfer).</p>
<p>I reportage: <em>C’era una volta il Muro. Viaggio nell’Europa ex-comunista</em> di Matteo Tacconi (Castelvecchi) – <em>Caduti dal muro </em>di Tito Barbini e Paolo Ciampi (Vallecchi) – <em>La vita ai tempi del comunismo. Interviste vent’anni dopo </em>di Peter Molloy (Bruno Mondadori) – <em>Berlin</em> di Eraldo Affinati (Rizzoli).</p>
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<p>Sul versante letterario: <em>1989 dieci storie per attraversare i muri</em> a cura di Michail Reynolds e con le matite di Henning Wagenbreth (Orecchio acerbo).</div>
<p style="text-align: justify;">Grazie in anticipo a chi segnalerà altri titoli e/o li porterà al nostro incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i contributi della stampa periodica e quotidiana, segnaliamo i dossier e gli speciali di: “Corriere della Sera” con <em>Storie. 1989-2009. Oltre il Muro</em>; “Diario” con la sezione intitolata <em>Vent’anni</em> nel numero dedicato alla <em>Libertà</em>; “Epoca” con <em>Berlino 1961-1989. C’era una volta il Muro</em>; “Il Riformista” con la serie quotidiana a puntate <em><a href="http://www.ilriformista.it/publisher/accadde%20nell'89/section/">Accadde nell’89</a></em>; “Il Sole 24 Ore” con <em>Il Muro che cambiò la storia. Le grandi fotografie che hanno emozionato il mondo</em>; “La Repubblica” con <em>Atlante. 1989. L’anno del Muro</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ultime, last but not least, le riviste cartacee e online che saranno le protagoniste della nostra discussione: “Aspenia” (n. 46: <a href="http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/ProductI.jsp?PRODID=P99">Il fine della storia: 89-09</a>), “East” (n. 24: <a href="http://www.eastonline.it/index.php?option=com_jdownloads&amp;Itemid=60&amp;task=view.download&amp;cid=46">1989 fine dell’Altro Mondo</a>), “Lettera Internazionale“ (n. 101: <a href="http://www.letterainternazionale.it/in_libreria.htm">Dopo il Muro</a>), “Limes” (n. 5/2009: <a href="http://temi.repubblica.it/limes/a-est-di-berlino/7528">A est di Berlino</a>), “Osservatorio sui Balcani” (dossier: <a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/frontpage/230">Il lungo ‘89</a>), “Peace Reporter” (settembre 2009: <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/17706/Questo+mese+sulla+nostra+rivista">Attraverso il fantasma del Muro</a>); “pl.it” (2009: <em>1989-2009. La nostra Polonia</em>); &#8220;PressEurop&#8221; (speciale <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/topic/64491-1989-20-anni-dopo">1989, 20 anni dopo</a>); “Reset DOC (<a href="http://www.resetdoc.org/IT/Muro-berlino-1989.php">Il giorno che cambiò l&#8217;Europa</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">‘89 o Ottantanove? Perché non possiamo (ancora) scriverne il libro. Perché è troppo presto per scrivere una narrativa coerente. Perché sono passati solo vent’anni. Perché gli archivi sono chiusi. Perché manca una rete intellettuale internazionale capace di superare il divario dei punti di vista e delle memorie. Perché l’89 non è mai accaduto. Perché la partita si è giocata prima dell’89. Perché la vera cesura è avvenuta dopo l’89. Perché l’89 non si è ancora pienamente compiuto. Perché l’interesse va a ciò che siamo vent’anni dopo. Perché ogni libro rimanda a un altro libro. Perché non c’è accordo sull’89, per alcuni una catastrofe geopolitica densa di effetti solo negativi, per altri solo positivi. Perché gli anniversari piacciono ai politici e agli editori, ma non c’entrano poco con l’avanzamento delle conoscenze. Perché l’essenziale è già stato detto, manca solo qualche dettaglio… Perché?</p>
<p style="text-align: justify;">Poco visibili in questa occasione le riviste accademiche. Di contro, numerose le rassegne cinematografiche e le mostre fotografiche. Inoltre molti, talvolta molto interessanti, i convegni e le tavole rotonde sul Muro di ieri e sui muri di oggi, sulla vecchia cortina di ferro e sulle nuove cortine, sul 1989 e sull’Ottantanove, sull’Est e il Centro-Est, sull’ex Urss e sull’ex impero sovietico, sui venti della libertà, sui vent’anni dopo, sui successi previsti e imprevisti, sulle attese e i disinganni eccetera. Convegni e colloqui per lo più promossi dalle università, dai centri di studio e dalle Fondazioni culturali della penisola, che hanno attirato ricche presenze internazionali. Sarebbe interessante tracciare – a futura memoria, come segno dei tempi – l’elenco dei luoghi dove si sono svolti questi diversi colloqui, dei temi trattati e dei partecipanti nazionali e internazionali che vi hanno preso parte. Solo in rari casi, infatti, potremo consultarne un giorno gli Atti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le televisioni e le radio europee hanno prodotto numerosi programmi di approfondimento (documentari, reportage, interviste, dibattiti in studio), di livello – pare di capire – nel complesso assai elevato. Programmi che hanno richiesto alle volte un notevole impegno realizzativo, alternando materiali d’archivio e “memoria orale” raccolta incontrando oggi i protagonisti di allora. Programmi che hanno avuto un’adeguata collocazione in palinsesto, talvolta sgranandosi nell’arco di una settimana, di un mese o anche più. Programmi radiofonici e televisivi, infine, che hanno spesso trovato ricca sponda sui propri siti e su quelli dedicati all’evento. In Italia come in Europa?<br />
<em>Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la <a href="http://www.lithoslibri.eu/">Lithos Editori Librai</a> &#8211; Tel. 06.97994012 oppure 3407766270. Mail: info@lithoslibri.eu</em></p>

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