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		<title>La battaglia di Montecassino alla radio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 14:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1944 Anders-Monte Cassino-II Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolta Helena Janeczek Qui: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?t=WIKIRADIO%20del%2018%2F05%2F2012&#38;p=WIKIRADIO%20del%2018%2F05%2F2012&#38;d=&#38;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42456068.mp3 pdf]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolta Helena Janeczek Qui: <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?t=WIKIRADIO%20del%2018%2F05%2F2012&amp;p=WIKIRADIO%20del%2018%2F05%2F2012&amp;d=&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42456068.mp3">http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?t=WIKIRADIO%20del%2018%2F05%2F2012&amp;p=WIKIRADIO%20del%2018%2F05%2F2012&amp;d=&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42456068.mp3</a></p>

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		<title>13 maggio 1981</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 15:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[pl-chiesa-religione-fede-gp2]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno in cui il Male voleva cambiare la storia della Chiesa e del mondo (Prima parte) di Wlodzimierz Redzioch (wlodzimierz.redzioch@tin.it). Il Pontefice si spostava lentamente tra la foresta delle braccia alzate dei fedeli armate di bandierine, fazzoletti e macchine fotografiche. Ad un certo punto Giovanni Paolo II prese in braccio un bambina con un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il giorno in cui il Male voleva cambiare la storia della Chiesa e del mondo<br />
</strong><em>(Prima parte)</em><strong><br />
</strong>di Wlodzimierz Redzioch (<a href="mailto:wlodzimierz.redzioch@tin.it">wlodzimierz.redzioch@tin.it</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Pontefice si spostava lentamente tra la foresta delle braccia alzate dei fedeli armate di bandierine, fazzoletti e macchine fotografiche. Ad un certo punto Giovanni Paolo II prese in braccio un bambina con un palloncino: la baciò e la ridiede ai genitori. In quel momento successe una cosa strana: tutte le colombe che stazionavano sulla piazza si sono alzate in volo; subito dopo ho visto uno scompiglio intorno alla macchina del Papa che ha girato e ha cominciato a tornare indietro verso l’Arco delle Campane.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa stava succedendo in quei momenti vicino al Papa l’ho saputo anni più tardi da una suora italiana, Letizia Giudici, che è passata alla storia come “la suora che ha fermato Ali Agca”. Questa francescana dell’ordine di Nostra Signora del Monte nel 1981 aveva 30 anni e studiava al Pontificio Ateneo Antonianum di Roma. Il 13 maggio era andata all’udienza generale. Quando la papamobile si avvicinò al luogo dove era suor Letizia, tanta gente alzò le mani sopra la testa per scattare delle foto, perciò la suora non si meravigliò che anche un giovane vicino a lei alzasse il braccio: pensava che volesse fotografare il Papa, ma quando sentì gli spari, capì che nella sua mano aveva una pistola.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo aver sparato, Ali Agca si mise a correre. Nessuno si mosse per fermare l’attentatore: tutti avevano gli occhi fissi sulla macchina con il Papa ferito. Allora istintivamente, suor Letizia cominciò a correre dietro Agca. Il turco probabilmente inciampò su un sampietrino e cadde. Allora la suora gli saltò addosso, bloccandolo. L’attentatore puntò contro di lei la pistola che teneva ancora in mano, ma l’arma – stranamente, o piuttosto miracolosamente &#8211; s’inceppò e Agca la buttò via.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla tempestiva azione della religiosa, i poliziotti italiani riuscirono subito ad arrestare il turco. Durante il processo Ali Agca non ricordava la suora, ma si meravigliò che quella che lo aveva bloccato si chiamasse Lucia (questo è il nome di battesimo di suor Letizia). “Che strano che questa suora si chiama Lucia. C’è una altra suor Lucia” ripeteva, alludendo alla veggente di Fatima. </p>
<p style="text-align: justify;">Mentre gli agenti accompagnavano l’attentatore all’Ispettorato della Polizia Italiana presso il Vaticano, la jeep bianca corse dietro la Basilica verso l’edificio dei Servizi Sanitari. Nel suo libro-testimonianza <em>La mia vita con Karol</em>, don Stanislaw Dziwisz, il segretario privato del Papa, così descrive quelli momenti tremendi: «Il Santo Padre ha preso ad afflosciarsi su un fianco, addosso a me. Aveva una smorfia di dolore, eppure era sereno. Gli ho chiesto: Dove?. Ha risposto: Al ventre. Fa male? E lui: Fa male. La prima pallottola aveva devastato il suo addome, perforando il colon, lacerando in più punti l’intestino tenue, e poi era uscita cadendo lì nella jeep. La seconda pallottola, dopo aver sfiorato il gomito destro e fratturato l&#8217;indice della mano sinistra, aveva ferito due turiste americane». </p>
<p style="text-align: justify;">«Qualcuno ha urlato di dirigersi verso l&#8217;ambulanza – prosegue Dziwisz &#8211; Ma l&#8217;ambulanza si trovava dall&#8217;altra parte del Vaticano. La jeep ha attraversato velocemente l&#8217;Arco delle Campane, ha percorso via delle Fondamenta girando all&#8217;esterno tutto attorno all’abside della basilica, poi giù per il &#8216;Grottone&#8217;, il cortile del Belvedere, e finalmente la direzione del FAS, i servizi sanitari del Vaticano, dove c&#8217;era, avvertito nel frattempo, il dottor Renato Buzzonetti, medico personale del Santo Padre. Mi hanno preso il Papa  dalle mani, lo hanno sdraiato per terra, nell’androne dell&#8217;edificio, e solo in quel momento ci siamo accorti del gran sangue che sgorgava dalla ferita provocata dal proiettile uscito dietro. Buzzonetti gli ha piegato le gambe chiedendogli se riuscisse a muoverle, e lui le ha mosse. Immediatamente dopo, il medico ha gridato di andare al Gemelli. Non si trattava di una scelta a caso ma decisa da tempo, qualora ci fosse stata necessità di ricoverare il Santo Padre. L&#8217;ambulanza, che era intanto arrivata, è partita a tutta velocità, e così è cominciata quella disperata corsa contro il tempo, su per via Aurelia, per la Pineta Sacchetti. La sirena non funzionava bene, c’era traffico, e l’autista spingeva ininterrottamente sul clacson».</p>
<p style="text-align: justify;">I fedeli radunati sulla piazza non sapevano esattamente cosa fosse successo in piazza San Pietro. Di bocca in bocca correva la voce tremenda: “Attentato! Attentato!”. La gente pianse, si disperò, o rimase ammutolita. Si vedevano le persone inginocchiate in preghiera, perché in tanti credevano che il Papa fosse morto. Ma non c’era né panico né confusione. Tutti gli organizzatori dell’udienza e i vigilanti vaticani sparirono, perciò la gente non otteneva nessuna notizia. Fortunatamente in quei momenti drammatici, sulla piazza si trovava padre Casimiro Przydatek, responsabile del Centro per i Pellegrini Polacchi, che si avvicinò al microfono e cominciò la preghiera del rosario: la gente pregò e cantò. Qualcuno dei presenti aveva portato dalla Polonia in dono per Giovanni Paolo II una copia dell’icona della Madonna di Czestochowa. Padre Casimiro la prese e la poggiò sulla poltrona vuota del Papa. Intanto, intorno alla piazza regnava il caos: si sentivano i fischietti dei poliziotti, le sirene delle ambulanze e delle gazzelle della polizia, lo sgommare delle macchine. </p>
<p style="text-align: justify;"><em>[La seconda parte verrà pubblicata domani martedì 14 maggio 2013]</em><a href="http://www.zenit.org/it/articles/37422">http://www.zenit.org/it/articles/37422</a></p>

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		<title>Quanto manca alle elezioni europee (22-25 maggio 2014)?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Manca un anno alle elezioni europee che si terranno il 22-25 maggio 2014 &#8212;- ci si aspetta un anno di ragionamenti seri, di riflessioni competenti e interessanti, di entusiasmo, di nuove iniziative, di&#8230; di&#8230; (:-)</p>

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		<title>Tiziano a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 09:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHIMEDE Via Clitunno, 28 – 00198 Roma  Tel. 068418271 http://www.archimedecultura.it  e-mail: archimede.ac@mclink.it Tiziano  Scuderie del Quirinale 5 marzo – 16 giugno 2013 &#160; “Tiziano veramente è stato il più eccellente di quanti hanno dipinto: poiché i suoi pennelli sempre partorivano espressioni di vita “ (Marco Boschini, 1660) Dal 25 aprile al 2 novembre [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>ASSOCIAZIONE CULTURALE</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>ARCHIMEDE</b></p>
<h2 style="text-align: justify;" align="center">Via Clitunno, 28 – 00198 Roma  Tel. 068418271</h2>
<p style="text-align: justify;" align="center"><b><i><a href="http://www.archimedecultura.it/">http://www.archimedecultura.it</a>  </i></b><b><i>e-mail: <a href="mailto:archimede.ac@mclink.it">archimede.ac@mclink.it</a></i></b></p>
<h1 style="text-align: justify;" align="center"><i>Tiziano</i></h1>
<p style="text-align: justify;" align="center"> <b>Scuderie del Quirinale</b></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>5 marzo – 16 giugno 2013</strong><b></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><b>“Tiziano veramente è stato il più eccellente di quanti hanno dipinto:</b></em><br />
<em><b>poiché i suoi pennelli sempre partorivano espressioni di vita</b></em> “<br />
(Marco Boschini, 1660)</p>
<p>Dal 25 aprile al 2 novembre 1935 Venezia celebrò Tiziano Vecellio in una fondamentale mostra a Cà Pesaro, impressa nella memoria delle grandi mostre esemplari.<br />
Trascorso quasi un secolo, e dopo decine e decine di esposizioni che hanno indagato compiutamente e capillarmente le diverse fasi della carriera del pittore, le Scuderie del Quirinale propongono una mostra antologica per evidenziare l’intero arco d’attività di quello che è universalmente riconosciuto come uno dei massimi interpreti del Cinquecento europeo. Iniziando dai primi capolavori compiuti nelle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione, si potrà seguire il percorso umano e artistico di Tiziano fino alle ultime, struggenti tele. Un vero e proprio ‘viaggio della visione’ che svelerà quella stupefacente tecnica tizianesca già ammirata da Giorgio Vasari quando osservava come le prime opere del maestro veneto siano “condotte con una finezza e diligenza incredibile, e da essere vedute da presso e da lontano; le ultime, condotte di colpi, tirate via di grosso e con macchie (..) e di lontano appariscono perfette”.<br />
<b>App.to in via XXIV Maggio davanti all’ingresso della mostra. Visita guidata  +Biglietto di ingresso +   prenotazione € 17,50 a persona.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b></b><b>NUOVE DATE VISITE GUIDATE:</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>SABATO 4 MAGGIO ORE 9,50</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>SABATO 11 MAGGIO ORE 10,00</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>VENERDI’ 17 MAGGIO ORE 17,30 </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b></b>Per informazioni e prenotazioni<b>: </b><b>archimede.ac@mclink.it &#8212; </b><b>068418271 &#8212; </b><b>3392201463</b></p>

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		<title>Enigma ad Ancona</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 09:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1939-1945 resistenza polacca]]></category>
		<category><![CDATA[1939-1945 ww2]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[ENIGMA  -   presentazione  Mostra Fotografica e Conferenza  29 aprile UNIVPM La Mostra fotografica Enigma  (su 23 pannelli,   preparata dalla regione Wielkopolska in cooperazione con il deputato europeo Konrad Szymanski durante la Presidenza Polacca della  Unione Europea)  riguarda la crittografia ed ha un sottotitolo importante per noi  ‘ I Polacchi al servizio dell’Europa ‘. Grazie alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>ENIGMA  -   presentazione  Mostra Fotografica e Conferenza  29 aprile UNIVPM</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Mostra fotografica Enigma  (su 23 pannelli,   preparata dalla regione Wielkopolska in cooperazione con il deputato europeo Konrad Szymanski durante la Presidenza Polacca della  Unione Europea)  riguarda la crittografia ed ha un sottotitolo importante per noi  ‘ I Polacchi al servizio dell’Europa ‘.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla collaborazione tra Università Politecnica delle Marche e Ambasciata della Repubblica di Polonia,  con l’aiuto  dell’Ufficio Consolare di Roma ci siamo raccordati  anche  con gli altri organizzatori della Mostra in Italia  (curata a Roma dall’Associazione italo polacca  AIPRO  nel dicembre scorso),  possiamo ospitare anche  nelle Marche  questi  documenti  che illustrano l’apporto dei matematici polacchi  alla decodifica  della macchina crittografica tedesca ENIGMA,  fatto che ha determinato la  vittoria degli alleati nell’ultimo conflitto mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella storia dell’uomo  la lotta fra chi inventa metodi sempre più sofisticati per trasmettere messaggi segreti e chi fa di tutto per decrittare i codici, o scoprire il loro  significato nascosto,  forse è ancora in atto  e  coinvolge  matematica, linguistica, enigmistica, statistica, elettronica, informatica, fisica quantistica…</p>
<p style="text-align: justify;">Il capitale intellettuale  fornito dai polacchi  è qui  uno spunto per ragionare sulle ricadute tecnologiche più importanti della lotta fra inventori e solutori di codici…  che attualmente  noi  riconosciamo   attraverso i Computers.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla conferenza inaugurale  <strong>del 29 Aprile alle  17</strong>  nella sede della UNIVPM in località  Brecce Bianche  parteciperà  l’esperto crittografo  polacco Marek  Grajek con una relazione accompagnata da  supporti multimediali,  alla presenza delle Autorità  d’Italia e Polonia  (il Rettore e professori univpm,  il  Direttore dell’Accademia delle Scienze di Polonia  accompagnato dal  Direttore dell’Istituto Polacco nonché Primo  Consigliere  presso l’ Ambasciata di Roma  in rappresentanza dell’Ambasciatore,  tra coloro che hanno confermato la presenza)</p>
<p style="text-align: justify;">Benvenuti  a tutti, Cristina Gorajski V. &#8211; Console Onorario di PL in Ancona  per le Marche -</p>
<p style="text-align: justify;"> <b>I film su Enigma</b></p>
<p style="text-align: justify;"> <i>All the Queen&#8217;s Men </i>(2001), film di <a title="Stefan Rutzowitzky (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stefan_Rutzowitzky&amp;action=edit&amp;redlink=1">Stefan Rutzowitzky</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Breaking the Code (film)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Breaking_the_Code_(film)"><i>Breaking the Code</i></a><i> </i><i>(</i>1996), film TV inglese di <a title="Herbert Wise (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Herbert_Wise&amp;action=edit&amp;redlink=1">Herbert Wise</a> sulla vita di Alan Turing</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Enigma (film 2001)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_(film_2001)"><i>Enigma</i></a><i> </i>(2001), film di <a title="Michael Apted" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Apted">Michael Apted</a></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Sekret Enigmy </i>(Secret of Enigma) (1979), film polacco di <a title="Roman Wionczek (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Roman_Wionczek&amp;action=edit&amp;redlink=1">Roman Wionczek</a>, storia del Biuro Szyfrów (Ufficio Cifra) polacco che violò per primo il codice di Enigma</p>

                            <div id="aspdf">
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		<title>Dopo il convegno</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 15:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1944 Anders-Monte Cassino-II Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946) Inter arma non silent musae        A detta dei numerosi partecipanti il convegno organizzato il 23 e 24  aprile scorso dall’Accademia Polacca a Roma e dalla Fondazione Romana J. S. Umiastowska è stata un’occasione produttiva, non banale: un evento pieno di umanità, emozionante e toccante. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946)</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><i>Inter arma non silent musae</i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">       A detta dei numerosi partecipanti il convegno organizzato il 23 e 24  aprile scorso<b> </b>dall’Accademia Polacca a Roma e dalla Fondazione Romana J. S. Umiastowska è stata un’occasione produttiva, non banale: un evento pieno di umanità, emozionante e toccante. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">       Se ciò è accaduto è stato merito innanzitutto dei tre ex combattenti del 2° Corpo d’Armata polacco che hanno preso parte ai lavori e che hanno saputo testimoniare e trasmettere, ciascuno a modo suo, la propria esperienza: S.E. Mons. Szczepan Wesoły,  Wojciech Narębski, Eryk Jankowski. Alle loro testimonianze dirette si sono aggiunti gli originali spunti che il pubblico ha potuto desumere dall’analisi che </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Krystyna Jaworska ha fatto </span><span style="color: #000000;">dei rapporti inediti di suo padre, ing. Jan Jaworski del servizio informazioni del 2° Corpo. Quindi, dallo scavo che Zdzisław Kudelski e Marta Herling hanno realizzato sull’operato culturale e sugli scritti di Józef Czapski Czapski, Gustaw Herling-Grudziński  e Jerzy Giedroyc. Justyna Chłap-Nowakowa ha evocato soprattutto la dimensione poetica del 2° Corpo polacco, mentre Krzysztof Strzałka si è soffermato sul contesto internazionale che ha determinato in larga misura i destini dei militari appartenenti al 2° Corpo che hanno combattuto per la liberazione dell’Italia tra il 1944 e il 1945.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">       Un secondo motivo di interesse è stata la tavola rotonda tra i molti italiani che, per i più diversi motivi, personali, di studio o “per innamoramento” sono particolarmente attivi nel ricostruire e divulgare le memorie del 2° Corpo polacco in Italia. Moderati dallo storico e giornalista Marco Patricelli hanno raccontato le difficoltà e le opportunità in cui si imbatte chi si voglia districare tra storia locale e grande storia. Nella discussione a cui hanno preso parte Francesco Ambrico (Matera), Giuseppe Campana (Ancona), Enzo Casadio (Faenza), Mario Fratesi (Ancona), Dorota Kulawiak (Imola), Cristina Martinelli (Casarano, Lecce), Maurizio Nowak (Forlì), Gian Pietro Panziera (Trecenta, Rovigo), è intervenuta più volte la figlia del generale Władysław Anders, Anna Maria Anders-Costa, che ha partecipato a sorpresa al Convegno insieme al ministro Andrzej Kunert, Segretario Generale del Consiglio per la Salvaguardia della Memoria delle Lotte e del Martirio (Rada Ochrony Pamięci Walk i Męczeństwa). Il ministro ha raccontato con dovizia di dettagli l’insieme delle azioni e degli eventi che intende organizzare nei prossimi 12 mesi in vista del 70° anniversario della battaglia di Montecassino il 18 maggio 2014. Da parte sua l’arch. Pietro Rogacien ha illustrato il progetto di costruzione del Centro di informazione permanente presso il Cimitero Militare Polacco di Montecassino e lo stato di avanzamento dei lavori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">       Raramente si sono visti tanti italiani e polacchi uniti dall’interesse per il 2° Corpo d’Armata polacco. Come hanno dichiarato in conclusione Piotr Salwa e Paolo Morawski, che per due giorni hanno animato l’incontro, il prezioso scambio di idee e la collaborazione tra l’Accademia Polacca a Roma e la Fondazione Romana J. S. Umiastowska sono pienamente riusciti e fanno sperare in nuove iniziative comuni, la prima delle quali sarà la pubblicazione degli Atti del convegno in polacco e in italiano. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">             Vedi <a href="http://www.rzym.msz.gov.pl/it/attualita/ricordare_il_2__corpo_polacco_in_italia__1943_1946_;jsessionid=7F6CD188288720E9A905DE6053DAFD46.cmsap2p">sul sito dell&#8217;Ambasciata</a>.</span></p>

                            <div id="aspdf">
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		<title>Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946) &#8211; Convegno</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 13:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1944 Anders-Monte Cassino-II Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi-appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[memoria piste-ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[ACCADEMIA POLACCA A ROMA FONDAZIONE ROMANA J. S. UMIASTOWSKA Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946) Inter arma non silent musae  23 &#8211; 24  aprile 2013 Sede del convegno, vicolo Doria 2 (Palazzo Doria), 00187 Roma &#8211; tel. 06 679 21 70 PROGRAMMA 23 aprile Sessione di apertura Il 2° Corpo Polacco – “luogo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>ACCADEMIA POLACCA A ROMA</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>FONDAZIONE ROMANA J. S. UMIASTOWSKA</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946)</b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Inter arma non silent musae</i></p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b><b>23 &#8211; 24  aprile 2013</b></p>
<p style="text-align: justify;">Sede del convegno, vicolo Doria 2 (Palazzo Doria), 00187 Roma &#8211; tel. 06 679 21 70</p>
<p style="text-align: justify;"><b>PROGRAMMA</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">23 aprile</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Sessione di apertura</p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>Il 2° Corpo Polacco – “luogo della memoria”</i></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">ore 15:00-15:30</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Benvenuto</p>
<p style="text-align: justify;">Ambasciatore della Repubblica di Polonia S. E. Wojciech Ponikiewski</p>
<p style="text-align: justify;">Direttore dell’Accademia Polacca a Roma prof. Piotr  Salwa</p>
<p style="text-align: justify;">Presidente della Fondazione Romana J. S. Umiastowska Stanisław A. Morawski</p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b><b><span style="text-decoration: underline;">ore 15:30-19:30</span></b><b> </b></p>
<p style="text-align: justify;">Prima Parte: <i>Ricerche e testimonianze</i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Presiede:</span> Prof. Piotr Salwa, Direttore dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma</p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">Intervengono: </span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Krzysztof Strzałka (Cracovia),<i> Il 2° Corpo Polacco in Italia nel contesto internazionale 1944-1946: nuove testimonianze, nuovi documenti</i></p>
<p style="text-align: justify;">Krystyna Jaworska (Torino), <i>Aspetti meno noti dell’attività del 2° Corpo Polacco in Medio Oriente e in Italia</i></p>
<p style="text-align: justify;">Pausa</p>
<p style="text-align: justify;">Justyna Chłap-Nowak (Cracovia), <i>Tra armi e politica: gli ultimi anni di guerra nella poesia del 2° Corpo Polacco</i></p>
<p style="text-align: justify;">Zdzisław Kudelski (Lublino), <i>Józef Czapski, Jerzy Giedroyc, Gustaw Herling Grudziński e gli anni italiani della rivista “Kultura”</i></p>
<p style="text-align: justify;">Pietro Rogacien (Aquino), <i>Il Centro di informazione presso il Cimitero Militare Polacco di Montecassino: il progetto e lo stato di avanzamento dei lavori</i></p>
<p style="text-align: justify;">Wojciech Narębski (Cracovia), <i>La storia del 2° Corpo polacco: un bilancio per nuove ricerche</i></p>
<p style="text-align: justify;">Discussione finale<br />
<b><span style="text-decoration: underline;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">24 aprile </span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Seconda Sessione</p>
<p style="text-align: justify;"><b> <i>Il lavoro di memoria: tra archivi e testimonianze</i></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>ore 9:30-11:00</b></p>
<p style="text-align: justify;">Seconda parte: <i>Tracce e testimoni</i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Presiede</span>: Paolo Morawski (Roma)</p>
<p style="text-align: justify;">Andrzej Krzysztof Kunert: <em>La memoria del 2° Corpo polacco in Polonia</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tavola rotonda: <i>Ricostruire e divulgare le memorie del 2° Corpo Polacco in Italia tra storia locale e grande storia: difficoltà e opportunità</i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Moderatore</span>: Marco Patricelli (Roma)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Intervengono</span>: Francesco Ambrico (Matera), Giuseppe Campana (Ancona), Enzo Casadio (Faenza), Mario Fratesi (Ancona), Dorota Kulawiak (Imola), Cristina Martinelli (Casarano, Lecce), Maurizio Nowak (Forlì), Gian Pietro Panziera (Trecenta, Rovigo), Gianluca Vernole (Casamassima, Bari).</p>
<p style="text-align: justify;"><i> </i>Pausa</p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b><b>ore 11:30 – 12.00</b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Il 2° Corpo ricordato dal di dentro</i></p>
<p style="text-align: justify;">Testimonianze di<i> </i>S.E. Mons. Szczepan Wesoły (Roma), Eryk Jankowski (Roma) <i></i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>ore 12:00 – 12:45</b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Dai ricordi personali alla storia narrata dagli storici: discrepanze e convergenze</i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Intervengono</span>:</p>
<p style="text-align: justify;">Hieronim Fokciński SJ (Roma), <i>Il retroscena di una pubblicazione</i></p>
<p style="text-align: justify;">Ewa Prządka (Varsavia), <i>Incontri con i soldati del 2° Corpo</i><b></b></p>
<p style="text-align: justify;">Marta Herling (Napoli), <i>Gustaw Herling e il 2° Corpo: riflessioni, memorie, interpretazioni</i></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 12:45 &#8212; 13:30</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><i> </i>Discussione finale</p>

                            <div id="aspdf">
                                <a href="http://www.polonia-mon-amour.eu/wp-content/plugins/as-pdf/generate.php?post=7668">
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		<title>Da Vilna alla Gran Bretagna attraverso la Siberia: storia di un polacco</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2013/04/14/da-vilna-alla-gran-bretagna-attraverso-la-siberia-storia-di-un-polacco/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 13:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[1944 Anders-Monte Cassino-II Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libri-racconti-poesie]]></category>
		<category><![CDATA[polacchi-sovietici-russi]]></category>
		<category><![CDATA[post in inglese]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Frank Pleszak, Two Years in a Gulag: The True Wartime Story of a Polish Peasant Exiled to Siberia, Amberley Publishing, 2013 Frank Pleszak is an IT professional and lives with his family near Stockport. Book descriptionAt the onset of the Second World War, Frank Pleszak&#8217;s father MikoAaj, aged nineteen, was forcibly removed from his family in Poland by [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Frank Pleszak, </b><em>Two Years in a Gulag: The True Wartime Story of a Polish Peasant Exiled to Siberia</em>, Amberley Publishing, 2013</p>
<p><a href="http://www.amazon.co.uk/Two-Years-Gulag-Wartime-Peasant/dp/144560177X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1361627773&amp;sr=8-1">Frank Pleszak</a> is an IT professional and lives with his family near Stockport.</p>
<p><em>Book description</em>At the onset of the Second World War, Frank Pleszak&#8217;s father MikoAaj, aged nineteen, was forcibly removed from his family in Poland by the Russian secret police and exiled to the harshest of the Siberian labour camps, the dreaded Soviet gulags of Kolyma. MikoAaj spoke very little about it. Only very occasionally would his painful memories allow him to tell Frank and his siblings a little snippet of information. After his father&#8217;s death, Frank became intrigued and began researching MikoAaj&#8217;s early life. As he discovered more and more, he became amazed and shocked at the ordeals his father had endured. When Germany invaded Russia, MikoAaj was freed from Kolyma but still had many trials yet to face. MikoAaj survived gulags, torture, and the war, but was never allowed to return home. Frank has followed his father&#8217;s footsteps on a journey of 40,000 kilometres, through places most of us have never heard of, a journey through despair, fear, hope and disappointment, and in these pages he recounts everything he discovered along the way. This true story occurred during a largely unknown and poorly documented period of modern history that has been denied by successive Russian Governments and largely ignored by western governments and media. Two Years in a Gulag provides a valuable insight into not only MikoAaj&#8217;s story but the story of a whole Polish nation.</p>
<p><em id="__mceDel">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
</em>Frank Pleszak has videoed a few ex-combatants and put some small clips on YouTube as below: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4RFamUiuNMU"><strong>Jozef Krolczyk</strong></a> and <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=l5Uy-HyvdtY">Tadeusz Mastalski</a>.<br />
</strong>He also donated some old cine films to PISM showing some old footage of Anders and his funeral in 1970. See <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2DFNrnIPzUA"><strong>Polish millennium (London 1966)</strong></a>.</p>
<p>And also See <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BPkn_LohKUY">Visit to Penrhos</a></strong></p>
<p>and  <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=G-QOb9AsnW4">25th Anniversary of the Battle of Monte Cassino</a> </strong></p>
<p>and <strong></strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jn8zcl2rv1c"><strong>Generał Władysław Anders Funeral &#8211; Monte Cassino, 23rd May 1970</strong></a><strong></strong><br />
and<strong> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HHOARsS3TGA">General Władysław Anders Lying in State, London - May 1970</a></strong><br />
and  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q11Rm07pK5c"><strong>The Holy Family of Nazareth Convent School - Pitsford (1)</strong></a><br />
and <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vmB_z2J2DKY"><strong>The Holy Family of Nazareth Convent School - Pitsford (2)</strong></a><br />
and <a href="http://www.youtube.com/watch?v=upEKCwhPfa8"><strong>General Wladyslaw Anders at a football match in Cannock</strong></a>.</p>

                            <div id="aspdf">
                                <a href="http://www.polonia-mon-amour.eu/wp-content/plugins/as-pdf/generate.php?post=7661">
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                                </a>
                            </div>
                        <p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.polonia-mon-amour.eu%2F2013%2F04%2F14%2Fda-vilna-alla-gran-bretagna-attraverso-la-siberia-storia-di-un-polacco%2F&amp;title=Da%20Vilna%20alla%20Gran%20Bretagna%20attraverso%20la%20Siberia%3A%20storia%20di%20un%20polacco">Share/Save</a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Polonia prima di Italia nel digitale !?</title>
		<link>http://www.polonia-mon-amour.eu/2013/04/12/polonia-prima-di-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 06:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[polacchi-italiani]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[secolo xxi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.polonia-mon-amour.eu/?p=7656</guid>
		<description><![CDATA[Il Global Information Technology Report si basa sul Networked Readiness Index, un indice elaborato a partire da 54 parametri mediante cui si esaminano i singoli paesi in rapporto all&#8217;uso delle ICT sotto 4 aspetti: infrastrutture ICT, accesso e disponibilità delle competenze necessarie per l&#8217;utilizzo ottimale; diffusione e l&#8217;utilizzo delle ICT da parte di individui, imprese [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.weforum.org/reports/global-information-technology-report-2013/"><strong>Global Information Technology Report</strong></a> si basa sul <strong>Networked Readiness Index</strong>, un indice elaborato a partire da 54 parametri mediante cui si esaminano i singoli paesi in rapporto all&#8217;uso delle ICT sotto 4 aspetti: infrastrutture ICT, accesso e disponibilità delle competenze necessarie per l&#8217;utilizzo ottimale; diffusione e l&#8217;utilizzo delle ICT da parte di individui, imprese e pubblica amministrazione; contesto imprenditoriale e innovativo, quadro politico e normativo; impatto economico e sociale delle ICT.</p>
<p style="text-align: justify;">Al primo posto quest’anno sale la <strong>Finlandia</strong>, che era terza lo scorso anno, con un indice pari a 5,98. A seguire ci sono Singapore (5,91) e la Svezia, e completano la top ten nell’ordine Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, Danimarca, Usa e Taiwan. L’<strong>Italia</strong>, con un indice di 4,18 si piazza tra la <strong>Polonia</strong> (che ci ha superato rispetto allo scorso anno) e la Croazia. <a href="http://www.key4biz.it/News/2013/04/11/Policy/ict_wef_italia_pa_Networked_Readiness_Index_216980.html">Leggi tutto articolo</a>. <a href="http://www.weforum.org/reports/global-information-technology-report-2013/">Vedi il rapporto</a>.</p>

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		<title>ITALIA, EUROPA E POI? &#8211; il libro</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 07:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Morawski</dc:creator>
				<category><![CDATA[2007-oggi ue a 27]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libri-racconti-poesie]]></category>
		<category><![CDATA[paesi-italia]]></category>
		<category><![CDATA[post in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[DASTOLI PIER VIRGILIO, SANTANIELLO ROBERTO C&#8217;ERAVAMO TANTO AMATI &#8212; ITALIA, EUROPA E POI? Università Bocconi editore (Ube), MIlano 2013 Il libro Il dibattito politico in Italia, che ha preceduto e seguito le recenti consultazioni elettorali, tocca, forse per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, anche i rapporti tra il nostro paese e l’Unione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">DASTOLI PIER VIRGILIO, SANTANIELLO ROBERTO<br />
<strong>C&#8217;ERAVAMO TANTO AMATI &#8212; </strong><strong>ITALIA, EUROPA E POI?<br />
</strong>Università Bocconi editore (Ube), MIlano 2013</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.egeaonline.it/editore/catalogo/c-eravamo-tanto-amati.aspx">Il libro</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito politico in Italia, che ha preceduto e seguito le recenti consultazioni elettorali, tocca, forse per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, anche i rapporti tra il nostro paese e l’Unione Europea, accusata di essere incapace di dare risposte concrete ai bisogni degli italiani o, peggio ancora, di essere la causa dei loro mali. I toni sono accesi e le diverse opinioni tagliano spesso trasversalmente gli schieramenti politici. Si va da sentimenti apertamente euroscettici a posizioni più articolate che chiedono con più o meno forza di ridiscutere le regole e il modo di agire dell’Europa in campo economico. Il confronto politico tuttavia non supera ancora le nostre frontiere pagando il prezzo dell’inesistenza di un vero spazio pubblico europeo. In questo clima, in cui le granitiche certezze europeistiche dell’Italia sembrano sgretolarsi, <em>C’eravamo tanto amati</em> aiuta a rileggere un periodo molto importante della storia della costruzione comunitaria e a comprendere quale sia oggi la posta in gioco nei rapporti tra il nostro paese e l’Unione Europea&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">C’eravamo tanto amati  <span style="font-family: AGaramond-Regular; font-size: medium;">giunge in un momento estremamente </span>delicato per il Vecchio Continente in cui il  sentimento di paura agita il sonno non solo degli italiani, ma anche della maggioranza dei cittadini europei&#8230;. Conferma innanzitutto la mia convinzione che l’Europa, sin dall’inizio del processo di integrazione, è stata e sarà un cantiere aperto, sempre in movimento, sempre proiettato verso nuovi obiettivi e nuove sfide. E, forse, sempre incompiuta&#8230; Come spiegano gli autori, ci sono ragioni importanti per avviare una nuova stagione riformatrice. Sono ragioni che vengono da lontano e sono quelle che avevo indicato in <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788815071033/Un%27idea_dell%27Europa/Prodi_Romano.html"><em>Un’idea dell’Europa</em></a> scritto nel 1999 al termine della mia prima esperienza di capo di governo e nell’imminenza di guidare la Commissione europea. Scrissi allora che le questioni più urgenti a cui fornire  una risposta innovativa ed efficace erano due: la riforma del modello economico e sociale e una politica capace di affrontare le ansie identitarie delle persone&#8230;. L’Unione Europea deve trovare risposte a queste ansie, perseguendo innanzitutto senza timidezze il completamento del processo verso una vera unione economica e monetaria. Poter contare su un’efficace governance economica è fondamentale, anche per dare nuova linfa al modello europeo di società&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">&#8230; se il pragmatismo e la politica dei piccoli passi hanno consentito all’Europa di trovare soluzioni comuni a problemi comuni, è grazie all’apporto di <em>visionnaires</em> (nel senso francese della parola), come Altiero Spinelli, che il progetto europeo si è arricchito di nuovi e ambiziosi obiettivi. In questo senso, i dirigenti europei hanno l’obbligo di essere dei <em>visionnaires</em>, cioè di avere una visione lucida e lungimirante sulle finalità  politiche del progetto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">&#8230; L’Italia, paese fondatore delle Comunità Europee, deve dare il suo fondamentale contributo, giocando questa nuova partita costituente, come affermano Dastoli e Santaniello, da centrocampisti centrali, nel cuore del gioco, non arroccati in difesa a fare catenaccio. Il nostro paese deve tornare a esprimere il suo tradizionale europeismo, considerando innanzitutto gli obblighi europei come un’opportunità e non solo un vincolo&#8230; l’Italia non può che riprendere da subito il cammino da formichina capace tuttavia di preparare il futuro. Questo significa impegnarsi affinché il modello di Europa che conviene all’Italia possa finalmente affermarsi. E l’Europa che conviene all’Italia è un’Europa democratica, costruita su basi federali e dotata di una reale dimensione politica e di un efficace sistema di governo dell’economia. Altra strada non c’è (Dalla <a href="http://www.egeaonline.it/editore/catalogo/c-eravamo-tanto-amati.aspx">prefazione di Romano Prodi</a>).</p>

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